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Trofeo Tim a Bari L’Inter è più avanti batte Juve e Milan

di FABRIZIO NITTI
BARI - Il trofeo Tim si conferma terreno fertile per l’Inter. La formazione nerazzurra si prende per il terzo anno di fila l’edizione barese di quello che è considerato l’ «aperitivo» del campionato. O, quanto meno, un classico estivo con vista sulla nuova stagione. Inter più avanti con la preparazione anche perché c’è il preliminare di Europa League che attende, Milan in crisi di identità, Juve che ha una sua idea di base e su quella va avanti. Venticinquemila i tifosi attirati dal grande calcio in versione barese. L’assenza di molte stelle, il low cost al quale Inter e soprattutto Milan si sono votate, una data non attraente ma praticamente obbligata, frenano un po’ la grande invasione
Il terreno di gioco? Un luna park
Trofeo Tim a Bari L’Inter è più avanti batte Juve e Milan
di Fabrizio Nitti

BARI - Il trofeo Tim si conferma terreno fertile per l’Inter. La formazione nerazzurra si prende per il terzo anno di fila l’edizione barese di quello che è considerato l’ «aperitivo» del campionato. O, quanto meno, un classico estivo con vista sulla nuova stagione. Inter più avanti con la preparazione anche perché c’è il preliminare di Europa League che attende, Milan in crisi di identità, Juve che ha una sua idea di base e su quella va avanti.

Venticinquemila i tifosi attirati dal grande calcio in versione barese. L’assenza di molte stelle, il low cost al quale Inter e soprattutto Milan si sono votate, una data non attraente ma praticamente obbligata, frenano un po’ la grande invasione. Lì, nel petalo centrale della Nord, un sussulto di bianco e rosso. Stretto fra bandiere juventine, interiste, milaniste, si agita orgoglioso un gruppo di coraggiosi e fedelissimi tifosi baresi. Urlano per quello che possono fra le odiosissime vuvuzelas, in attesa di un futuro migliore…

E’ una Juve di riserva quella che apre il triangolare e perde contro l’Inter. La prima «uffciale» senza Del Piero, la prima «ufficiale» di Lucio contro la sua vecchia Inter. Già, Lucio. Oggi come oggi Moratti starà ridacchiando alla grande, visto e considerato cosa il brasiliano continua a combinare, L’errore con il quale il sudamericano spiana la strada a Coutinho e alla vittoria interista è di quelli da torneo amatoriale: il pallone si impenna in area di rigore, lui non calcola l’effetto e si lascia scavalcare dalla sfera; naturalmente per Coutinho è uno scherzo far gol. Avreste dovuto vedere la faccia di Conte…

Bianconeri, al lavoro da appena una decina di giorni, rinunciano ad un bel po’ di uomini; da Buffon a Pirlo, da Bonucci a Chiellini, da Barzagli a Marchisio, a Isla e Giaccherini. Con Vucinic in panchina. Ma l’idea di gioco c’è e la Juve prova a metterla in pratica. Costruisce qualche buona azione in velocità, cerca tagli in verticale, ma fa i conti con un attacco evanescente: Matri e Quagliarella ne azzeccano poche e si muovono pure non in sintonia. Sul mercato bisognerà urgentemente recuperare una punta «vera»… L’Inter senza Sneijder si acquatta nella propria metà campo e gioca di rimessa. Crea poco, gioca a sprazzi, trasmette segnali contrastanti. Ma alla fine vince, senza strafare.

Tocca dunque alla Juve affrontare gli «orfani» di Ibrahimovic, Thiago Silva, Nesta, Gattuso e Van Bommel, privi anche di Cassano in vacanza post Europeo in Puglia, dalle parti di Savelletri e di Abbiati e Nocerino. Un Milan alle prese con problematiche interne (ai minimi storici il feeling con la tifoseria) e con la necessità di ricostruirsi. Si gioca al piccolo trotto, questa volta la Juve ha un Vucinic in più che accende qualche lampo in avanti. Ma la concretezza resta un’altra cosa e pur se arrivano da amichevoli estive, certi segnali vanno tenuti in considerazione. La Juve sembra più viva di un «Diavolo» che si poggia sulle giocate di Robinho e basta. Ci prova di più, la «Signora», fino a trovare il varco giusto: Traore atterra da «pollo» Vucinic e il Mirko da poco padre di un altro bimbo nato a Lecce, fredda Amelia dal dischetto.

Il derby decide il trofeo. Curiosità per vedere all’opera il giovane milanista Ganz, attaccante figlio d’arte in predicato qualche settimana fa di passare al Bari. Allegri lo lancia nella mischia, il baby ha le movenze giuste, per il resto bisognerà attendere. Il Milan deve vincere, all’Inter basta non perdere. I rossoneri ci mettono più impeto rispetto alla sfida con la Juve, perché un derby è sempre una partita speciale. Il Milan pesca il jolly al quarto d’ora: El Shaarawy approfitta di una indecisione di Silvestre e piazza la palla alle spalle di Handanovic. È la prima rete al passivo per l’Inter in queste rappresentazioni estive. Ma i nerazzurri non ci stanno e forti di una preparazione più avanzata, imprimono maggior ritmo, trovando il pari dieci minuti dopo: cross dalla destra di Palacio, inserimento centrale di Guarin che di testa fa bingo. E’ la rete che indirizza il «Tim» verso l’Inter. Il sigillo lo appone Palacio in contropiede. La prima vittoria di Stramaccioni. Aspettando i «veri» esami.

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