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Martedì 17 Ottobre 2017 | 06:15

Calcio - Italia, Totti-Del Piero-Gilardino in Bielorussia

Lippi pensa a come cambiare la Nazionale per Minsk. Il trio d'attacco per conquistare i tre punti dopo il pareggio in Scozia dovrebbe essere già scelto. Ma c'è l'ipotesi Toni. Variazioni obbligate mercoledì anche a centrocampo e in difesa, viste le assenze di Zambrotta e De Rossi
GLASGOW - Marcello Lippi pensa a come cambiare l'Italia per Minsk, e intanto tende la mano ai suoi presunti avversari, quelli fuori dal campo. Prima e dopo l'allenamento al Fir Park di Motherwell, l'allenatore azzurro ha infatti lanciato messaggi di distensione al cameraman del Tg1 con il quale aveva avuto un diverbio in mattinata. Prima un saluto col sorriso dal campo alla tribunetta dello stadio, con chiara richiesta di chiudere il caso, poi prima di salire in pullman Lippi si è diretto verso l'operatore Rai per una stretta di mano riappacificatrice. Qualche metro più in là, Alessandro Del Piero preparava il suo avvicinamento a Minsk con una speranza, che «sia questa la volta buona di entrare», dopo due partite - Juve-Chievo e Scozia-Italia - passate a scaldarsi a lungo a bordo campo, senza poi giocare. «Mi pare logico che un giocatore voglia sempre esserci: ma sono abituato ad accettare le decisioni con serenità, l'ho sempre fatto», ha detto l'attaccante bianconero chiudendo sul nascere qualsiasi ipotesi di mugugno. D'altra parte, il rapporto con Lippi è consolidato. «Sì, mi sono sentito considerato in nazionale sempre, anche quando non venivo convocato», ha chiarito ancora meglio Del Piero, destinato a un posto in squadra contro la Bielorussia.
I cambi per la partita di Minsk, mercoledì, sono obbligati dalle assenze di Zambrotta e De Rossi: ma anche in attacco, Lippi aveva in mente un turn over da prima delle scelte per la Scozia. Prima dell'allenamento, sul campo del Fir Park il ct ha parlato per una decina di minuti con Gilardino, appartato rispetto al resto del gruppo: argomento più verosimile, il passaggio dalla tribuna al campo, in una fase personale del centravanti definita dallo stesso Lippi «poco lucida». Nella partitella contro i ragazzi del Motherwell, Lippi ha provato Del Piero a sinistra a centrocampo, con Gilardino in avanti affiancato da Gilardino. Grosso, per metà allenamento, ha giocato a sinistra sulla linea dei difensori. V
isto che difficilmente Lippi vorrà rinunciare a un Totti sereno e tirato fisicamente ("due partite? io me la sento», ha detto ieri il romanista), il ritorno del 10 azzurro con Del Piero insieme a oltre un anno dall'ultima volta (Italia-Danimarca degli Europei) sarà segnata da una singolare posizione tattica del bianconero. Costretto ad ovviare all'assenza di Zambrotta, Lippi ha due possibilità, confermare Zaccardo e piazzare Grosso a sinistra, o «passare alla difesa a tre» come da lui stesso dichiarato. Ma in fondo le due cose potrebbero non essere poi così diverse: un 3-4-3 con Cannavaro, Materazzi, Nesta dietro, Camoranesi, Pirlo, Gattuso, Grosso in mezzo e Totti, Gilardino, Del Piero davanti si trasformerebbe facilmente a partita in corso in un 4-4-2, se l'autore del gol alla Scozia scalasse sulla linea di difesa e Del Piero su quella dei centrocampisti. «Palermo è stata la mia scommessa vinta - ha detto Grosso, senza neanche aver avuto il tempo per festeggiare fino in fondo la prima rete azzurra - Guidolin mi ha completato: giocavo a sinistra in un centrocampo a cinque, lui mi ha fatto giocare anche terzino. Sono abituato a proiettarmi davanti, ma qualsiasi soluzione va bene. Diciamo che sono sempre d'accordo con Lippi...». Un po' come Del Piero. «Dopo che la Norvegia ha vinto, a Minsk sarebbe sbagliato partire accontentandosi del pari: la mentalità giusta è quella di cercare la vittoria».

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