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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 20:28

Arrivata una proposta per il Foggia in serie D

di MASSIMO LEVANTACI
FOGGIA - Nessuna offerta, anzi una sola giunta fuori tempo massimo (ma comunque accolta) forse per un difetto della posta elettronica. Per costruire il nuovo Foggia si candida il Foggia football club, società di calcio giovanile già affiliata in federazione dal lontano 1987. Siamo all’anno zero del calcio foggiano, una mano ieri è arrivata dalla federazione che aspetterà il Foggia fino al 9 agosto. Al capezzale del nuovo Foggia è rimasto un sindaco per giunta dimissionario e qualche innamorato di turno, Vaccariello è tra questi
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Arrivata una proposta per il Foggia in serie D
di Massimo Levantaci

FOGGIA - Nessuna offerta, anzi una sola giunta fuori tempo massimo (ma comunque accolta) forse per un difetto della posta elettronica. Per costruire il nuovo Foggia si candida il Foggia football club, società di calcio giovanile già affiliata in federazione dal lontano 1987. Un po’ poco se pensiamo alle intenzioni con cui era partito il Comune lanciando il suo bando per «manifestazioni di interesse». Comunque meglio di niente e in ogni caso il Foggia football club vuole fare le cose sul serio sebbene - ammette il suo fondatore - la proposta sia ancora tutta da costruire.

Siamo all’anno zero del calcio foggiano, una mano ieri è arrivata dalla federazione che aspetterà il Foggia fino al 9 agosto. E’ come una fiammella che non si vuol spegnere, per gli scoraggiati un’agonia senza fine. La verità che emerge da queste avvisaglie - spiace rilevarlo - è che la città nel suo insieme vive in rassegnata angoscia, persino i tifosi non si sono fatti più sentire. Al capezzale del nuovo Foggia è rimasto un sindaco per giunta dimissionario e qualche innamorato di turno, Vaccariello è tra questi.

Il Comune però non demorde, dal Coni il presidente Macchiarola rilancia l’idea dell’azionariato popolare. Atti di buona volontà nel deserto che c’è intorno, mentre il tempo fugge via. La disponibilità manifestata dalla lega nazionale di serie D può essere un altro alleato: si era detto che bisognava presentare un progetto dettagliato e che il fattore tempo in questi casi è determinante per vedersi accogliere la proposta. In realtà la lega aspetterà il nuovo Foggia «sovrannumerario» ben oltre il consiglio federale del 31 luglio, ad appena dieci giorni (19 agosto) dal primo turno di coppa Italia. Vogliamo considerarlo un gesto di attenzione verso la tradizione pallonara rossonera, o un modo magari poco elegante per fare cassa con i 300mila euro a fondo perduto?

Il calcio non può morire, ma molti oggi stanno vivendo un brutto sogno e forse temono di ritrovarsi in un incubo al risveglio di settembre. Le voci impazzano: la più ricorrente chiama in causa i Monti dauni, coriaceo sodalizio dell’Eccellenza molisana composto da foggiani e che si allena al campo di San Michele. Dunque una squadra fatta in casa, già pronta all’uso nel caso si fosse costretti a ridimensionare ancora le prospettive dalla serie D per ripartire un gradino più sotto dall’Eccellenza: ma il trasferimento del titolo sportivo da una regione all’altra è vietato dai regolamenti federali, al Monti dauni temono che queste voci possano arrivare all’orecchio del presidente federale molisano che già li considera «ospiti».

Ma al Foggia serve un progetto vero, non sono ammesse mezze misure: sarà ripartenza o discesa agli inferi. Del resto chi mai verserebbe i 300mila euro a fondo perduto tralasciando di costruire una formazione competitiva? E’ attraverso questo passaggio strettissimo che bisogna provare a costruire il futuro nei giorni che restano davanti. Ormai sembra chiaro che dopo i disimpegni di Esposito e Pedemonte è difficile sperare in un altro provvidenziale intervento dall’esterno che poi, come si è visto, si dissolve dopo qualche giorno. Al Foggia devono pensarci i foggiani e forse mai come in questo momento la metafora calcistica ci aiuta a comprendere meglio qual è l’insegnamento dei tempi difficili che attraversiamo.

Ci sono imprenditori foggiani in questo momento che pensano al Foggia? A parole, molti. Nei fatti invece c’è il vuoto più assoluto. Non erano dunque i debiti di Casillo a spaventare, anche se qualcosa in lontananza pare muoversi. Si fa strada questo ragionamento: il Foggia oggi costa 1 milione di euro per allestire una squadra competitiva e provare a vincere il campionato (300mila euro a fondo perduto compresi). Con la riforma dei campionati, il prossimo anno il club potrebbe ritrovarsi già in Prima divisione con una società snella e senza più debiti. Val la pena di provarci? Dal punto di vista imprenditoriale il discorso non fa una piega. C’è tempo fino al 9 agosto.

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