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Sabato 23 Settembre 2017 | 09:34

Calcio, basket, volley crisi anche a Brindisi

BRINDISI - Tempo di saldi? No, tempo di chiusura forzata, per mamcanza di liquidità. Un anno fa, nessuno aveva colto il grido d’allarme. Si è continuato a sfidare tutto e tutti. Ed ora l’amara constatazione che cinquantadue società abbiano rinunciato a partecipare ai vari campionati nazionali lascia tutti basiti. Non c’è da meravigliarsi, perché il fenomeno è nazionale e non colpisce soltanto lo sport o la pallacanestro in particolare, visto che anche la pallavolo (a livello italiano sono oltre sessanta le società sportive che hanno ammainato bandiera). Continuano a chiudere le fabbriche (anche ioeri davanti al Petrolchimico c’erano quaranta lavoratori molto preoccupati) e chiudono le squadre
Calcio, basket, volley crisi anche a Brindisi
BRINDISI - Tempo di saldi? No, tempo di chiusura forzata, per mamcanza di liquidità.

Un anno fa, nessuno aveva colto il grido d’allarme. Si è continuato a sfidare tutto e tutti. Ed ora l’amara constatazione che cinquantadue società abbiano rinunciato a partecipare ai vari campionati nazionali lascia tutti basiti.

Non c’è da meravigliarsi, perché il fenomeno è nazionale e non colpisce soltanto lo sport o la pallacanestro in particolare, visto che anche la pallavolo (a livello italiano sono oltre sessanta le società sportive che hanno ammainato bandiera). Continuano a chiudere le fabbriche (anche ioeri davanti al Petrolchimico c’erano quaranta lavoratori molto preoccupati) e chiudono le squadre.

Questa è la crisi. E chi pensava che lo sport restasse immune da tutto sbagliava. Ed ora ha le prove. Basterebbe volgere lo sguardo dal Nord al Sud e viceversa per rendersene conto.

La verità è che i presidenti non sono più in grado di impegnare risorse personali, di investire nello sport, anche perché si sa bene che molte aziende che prima supportavano le società sportive oggi sono in grosse difficoltà e, di conseguenza, hanno chiuso i rubinetti. Se poi si pensa che gli incassi sono quelli che sono perché la gente fa fatica a pagare il biglietto, il quadro è ancora decisamente più netto. L’evidenza di tutto ciò si vede chiramente in quanto accade nella Città Bianca, dove il gruppo dirigente ed il sindaco-tifoso in prima persona, ha lanciato il suo grido disperato d’aiuto da tempo, restando - purtroppo per lui - inascoltato.

Non è il solo. A San Pietro Vernotico, i dirigenti della San Pietro Volley hanno chiesto aiuto al Comune. L’ente locale, però, è anche questa un’azienda al collasso. Di conseguenza, anche la pallavolo sampietrana è scomparsa dal panorama sportivo.

A tutto questo, poi, occorre anche aggiungere che i criteri d'iscrizione sono sempre più severi, per evitare patatrac a stagione in corso. Le Commissioni tecniche di controllo delle documentazioni sono diventate più rigide e la mannaia dei tagli scende sempre con maggiore frequenza.

È anche vero, ad ogni modo, che non tutte le società sono come la serie A del calcio, che grazie ai diritti tv vive su un altro pianeta.

Gli altri piangono, fanno sacrifici e tirano avanti. Come i dirigenti della serie A di pallacanestro o della pallavolo. Chi non ce la fa si arrende, i più fortunati restano in pista e chiedono ai tifosi di essere comprensivi se vengono ceduti i beniamini. Fino a quando l'Italia sarà in questo stato, lo sport ne pagherà le conseguenze. L'attualità dei club sarà i problemi economici, non i risultati.

Ad ogni modo, non è certo la prima stagione che rivela in tutto e per tutto l’assoluta mancaza di forze economiche. Non è la prima estate dolorosa nello sport: da anni al momento delle iscrizioni ci sono squadre che alzano bandiera bianca, o vengono estromesse per motivi economici.

Ma in questo momento storico del nostro Paese, certe bocciature sono una ferita in più. Qui non sono in discussione i posti di lavoro, come se a chiudere fosse un'azienda. Quello è un problema reale, ma marginale rispetto al dolore che si provoca a migliaia di tifosi che perdono il loro punto di riferimento del weekend: niente stadio, o niente palazzetto. Per rivedere la squadra del cuore in campo, se va bene, bisognerà seguire un torneo minore. Non è solo un problema calcistico. È tutto lo sport a soffrire.

[f.d.s.]

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