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Domenica 24 Settembre 2017 | 21:32

Derby truccato Carella: «Era solo una presa in giro»

di STEFANO LOPETRONE
LECCE - «La combine effettivamente non era combine». Gianni Carella lo dice apertamente durante l’interrogatorio del 6 aprile reso alla Procura di Bari. E a Lecce rinasce la speranza. Quanto meno che l’esito del processo sportivo. La versione di Carella emerge tra le migliaia di pagine allegate all’avviso di chiusura delle indagini notificato venerdì all’ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro, all’imprenditore suo amico Carlo Quarta, agli amici di Andrea Masiello: Marcello Di Lorenzo, Gianni Carella e Fabio Giacobbo. Tutti accusati di frode sportiva
Derby truccato Carella: «Era solo una presa in giro»
di Stefano Lopetrone

LECCE - «La combine effettivamente non era combine». Gianni Carella lo dice apertamente durante l’interrogatorio del 6 aprile reso alla Procura di Bari. E a Lecce rinasce la speranza. Quanto meno che l’esito del processo sportivo, che si aprirà davanti alla Commissione Disciplinare pochi giorni dopo la fine delle audizioni condotte dal Procuratore Stefano Palazzi, possa essere meno scontato del previsto. La versione di Carella emerge tra le migliaia di pagine allegate all’avviso di chiusura delle indagini notificato venerdì all’ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro, all’imprenditore suo amico Carlo Quarta, agli amici di Andrea Masiello: Marcello Di Lorenzo, Gianni Carella e Fabio Giacobbo. Tutti accusati di frode sportiva.

Una novità «vecchia» di tre mesi e mezzo, ma della quale pochi si sono accorti. E sulla quale è lecito attendersi una levata di scudi dalla difesa di Semeraro, sia in sede sportiva (l’ex numero uno giallorosso sarà ascoltato da Palazzi domani), sia in sede penale. Nel marasma di contraddizioni, versioni rese e poi smentite, testimonianze e prove documentali, spunta un’ammissione che può far crollare parecchi dogmi. Carella racconta un episodio capitato a luglio, a Viareggio. Lì incontra il padre di Andrea Masiello. Agli inquirenti, Carella racconta di aver consegnato a Mario Masiello parte del denaro ottenuto con la presunta combine. E questi, quasi ammirato, avrebbe elogiato Carella per «la presa in giro a Lecce». Questo episodio sosterrebbe una versione alternativa a quella della Procura: l’estraneità di Pierandrea Semeraro alla tentata combine. Soprattutto avvalorerebbe la tesi secondo la quale la combine stessa non si sarebbe mai consumata. Ipotesi suffragata anche dalle dichiarazioni di Vives, che durante l’interrogatorio a Bari ha negato di aver mai dato una pacca sulla spalla di Masiello, quale segnale per comunicare che per la combine era tutto ok. Tutti aspetti da far valere davanti a Palazzi ed eventualmente davanti alla Commissione Disciplinare.

Ecco come risponde Gianni Carella alle domande del magistrato Ciro Angelillis e del comandante dei carabinieri di Bari, il tenente colonnello Francesco Rizzo.

Rizzo: Il padre di Masiello, quando riceveva questi soldi, non le diceva...

Carella: Lo sapeva che era della combina (così si legge nel verbale, ndr)...

Rizzo: Ce lo deve spiegare.

Carella: ... del Lecce. Lo sapeva che era della combina del Lecce.

Rizzo: Perché?

Carella: Lo sapeva.

Rizzo: Se ce lo vuole dire.

Angelillis: Su che cosa fonda questo?

Carella: Giel’avevamo detto, gliel’avevo detto io.

Rizzo: E lui che cosa vi ha risposto?

Carella: Guardi, a me dispiace mettere nei guai un padre di famiglia, però, se devo dire la verità, dico tutta la verità, è così, gli avevo detto, anzi, lui mi elogiava perché la questione di... diciamo questa presa in giro a Lecce era stata, era partita da me, diciamo che questa cosa si fa, quando la combina effettivamente non era una combina, la partita se la sono giocata, il Bari camminava, hanno perso la partita, ci è andata bene, però io gliel’ho detto al signor Masiello Mario, giel’ho detto, ho detto: “La cosa...”

Rizzo: Mario Masiello è il padre?

Carella: Mario Masiello è il padre di Andrea, io gliel’ho sempre detto: “Guarda che ha fatto questa cosa”, lui lo sapeva.

Rizzo: Che avrebbero vinto lo stesso, anche se non avessero...

Carella: No, gli ho detto il fatto della combina, gliel’ho detta, la sapeva perfettamente, sapeva da dove arrivavano i soldi. Forse per quello Masiello ha detto che abbiamo avuto tutti i soldi tutti insieme e che ho restituito l’assegno.

Angelillis: Voleva evitare di compromettere il papà.

Carella: Ma, guardi, lo volevo anche io, perché è un bravo Cristo, mi dispiace anche... però...

Angelillis: Però bisogna ricostruire.

Carella: Io devo dire ora tutto quello che so e come è andata.

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