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La storia in motocicletta Ecco la «Milano-Taranto»

di ALESSANDRO SALVATORE
TARANTO - Ieri la Rotonda del Lungomare ha accolto i 210 partecipanti della 26ma rievocazione storica, che ha celebrato il 75° anniversario della classica nata in epoca fascista, tanto da intitolare la sua coppa a Mussolini. Nino Castellani, numero di gara 80, di Riva del Garda, è il partecipante più anziano della Milano-Taranto. Scena d’altri tempi, che il cremonese Gabriele Goldaniga fatica ad immaginarsi. Il ragazzo a bordo della Italjet Baby 50 cc è il più giovane della corsa: 14 anni 
La storia in motocicletta Ecco la «Milano-Taranto»
di ALESSANDRO SALVATORE
Ai piedi del traguardo il 75enne Federico Salvatori aspetta emozionato il rombo delle moto d’epo - ca. In mano ha una pubblicazione sulla «Milano-Taranto», edita Nada, piena di sottolineature. «Amo le due ruote. La mia può vederla parcheggiata. È una Gilera 500 del ‘48. L’ho acquistata 21 anni fa. Mi è costata dieci milioni». La cifra, Salvatori l’ha probabilmente scucita alla buona uscita dell’industria siderurgica, dove vi è entrato nel ‘60, diventando presto un addetto al controllo qualità. «Sono nato a Senigallia, all’epoca mi sono trasferito a Taranto per lavorare all’Italsider. Non ho più lasciato questa città. Che penso della chiusura del colosso industriale? Sarebbe assurdo, perché molti lavoratori finirebbero come delfini spiaggiati... ». 

Salvatori ha lo stesso anno di nascita della Milano-Taranto: 1937. Ieri la Rotonda del Lungomare ha accolto i 210 partecipanti della 26ma rievocazione storica, che ha celebrato il 75° anniversario della classica nata in epoca fascista, tanto da intitolare la sua coppa a Mussolini. L’appassionato, con il documento letterario, rende onore al tarantino Mario Deintrona, «allora presidente del Club motociclistico cittadino, che fece allungare la corsa che si fermava a Napoli». Era primordiale, perché il percorso di 1400 km lo si beveva in un solo sorso. «Erano edizioni massacranti ed io sono orgoglioso di averne disputate tre, vincendo nel 1952. Per il sessantesimo anniversario ho accettato l’invito dell’organizzazione a partecipare, guidando la mia Laverda 200 cc del 1970». 

Nino Castellani, numero di gara 80, di Riva del Garda, è il partecipante più anziano della Milano-Taranto: 84 anni. «Come ritrovo questa corsa? Cambiata - risponde il veterano - a partire dalla formula che non prevede più la sola andata, che nella mia vittoria completai in 18 ore e 26’. Ora ci sono 6 tappe, che rendono l’evento più agevole ed interessante, perché unisce gli aspetti sportivo, storico e turistico». 

Un altra «reliquia vivente» della «classica» dei bikers, che chiuse i battenti su percorso unico nel 1956, per via dalla tragedia avvenuta nella Mille Miglia automobilistica a Guidizzolo di Mantova, è il massafrese Cosimo Vaccarelli. Classe 1929, una postura da temerario sulla sua MV Augusta 125 cc del 1962. In testa un ricordo di cui andare fiero. A sintetizzarlo è il numero dell’anno in cui avvenne: 53. «All’epoca passai alla storia - dice il meccanico in pensione - perché a 20 km dal traguardo, quando ero quinto, il mio motore andò in avaria. Completai la corsa a piedi».

Scena d’altri tempi, che il cremonese Gabriele Goldaniga fatica ad immaginarsi. Il ragazzo a bordo della Italjet Baby 50 cc è il più giovane della corsa: 14 anni. «Talento delle moto? No, sono calciatore - risponde il biondo di Madignano - ma ho fatto questa esperienza per soddisfare il desiderio di mio padre, che è un appassionato. Cosa mi ha dato la Milano-Taranto? Il piacere di conoscere la vitalità e la saggezza delle persone adulte».

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