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Nuovi sport olimpici Puglia «regina» nel kitesurf

La Puglia sorride all’idea dei cinque cerchi che accolgono nuove discipline sportive come il kitesurf. Perché uno dei pezzi forti del kitesurf nazionale si chiama Erik Volpe, ha 21 anni ed è di Corato. All’età di 15 anni ha vinto il titolo mondiale nella specialità freestyle. Oggi è l’indiscusso numero uno, pronto a cogliere l’occasione olimpica: «Faccio già parte della Nazionale italiana, ho l’esperienza necessaria per comportarmi bene»
Nuovi sport olimpici Puglia «regina» nel kitesurf
di GAETANO CAMPIONE

Unire il fascino del windsurf con quello del volo libero. L’idea nacque così, 17 anni fa, alla Hawaii. E da allora è cresciuto a dismisura l’esercito degli appassionati del kitesurf. Al punto che alle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016 questa disciplina sportiva dalle forti emozioni manderà in pensione il windsurf. E pensare che fino al 2008 il Coni non lo riconosceva come sport. Il mondo cambia alla velocità della luce. La Puglia sorride all’idea dei cinque cerchi. Perché uno dei pezzi forti del kitesurf si chiama Erik Volpe, 21 anni, di Corato.

All’età di 15 anni ha vinto il titolo mondiale nella specialità freestyle. Oggi è l’indiscusso numero uno, pronto a cogliere l’occasione olimpica: «Faccio già parte della Nazionale italiana, ho l’esperienza necessaria per comportarmi bene». Erik gira il mondo nove mesi l’anno. In questi giorni è a casa, in Puglia: «Sembrerà strano ma le mie vacanze le trascorro in relax a Corato tra amici e la parmigiana di melanzane della mamma». 

Kitemagazine, la rivista cult del settore, gli ha dedicato la copertina e un inserto zeppo di fotografie: «Quest’anno mi sto dedicando al campionato europeo con buoni risultati». Il segreto del kitesurf ? «La libertà assoluta quando cammini sull’acqua con la forza del vento». 

In Puglia ci sono spot rinomati dove uscire, apprezzati da tutti: «Dal Gargano al Salento è un fiorire di scuole - a Vieste c’è una delle più famose - e di piccoli campioni grazie alle condizioni del vento. I praticanti stabili sono almeno cinquecento». Qualche nome su cui puntare? «Andrea Barile, di Barletta e Peter Gaier di Canosa».

Il posto più bello al mondo per il kitesurf ? «Sicuramente il Sudafrica, seguito dal Venezuela. Condizioni ambientali ideali e colori mozzafiato» . È uno sport pericoloso? «Se non si sa cosa si ha in mano, sì. Il consiglio è iniziare sempre con un istruttore esperto, senza improvvisare. Se si parte col piede giusto, il divertimento è assicurato. Se poi siete bravi come me, di kitesurf si può anche vivere. Parola di un campione nato in un paese dove non esiste il mare».

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