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Vela: «Luduan» il drago barese punta al Mondiale d’altura

di GAETANO CAMPIONE
Giovanni Sylos Labini, barese, ha l’aspetto del tradizionale lupo di mare. Con tanto di barba. In realtà fa l’architetto. Armatore e timoniere per passione. E le passioni, si sa, giocano brutti scherzi. Come quando ha perso la testa per Luduan, un Grand Soleil 46. La scorsa settimana ha vinto il campionato europeo Orci nel gruppo A (foto Taccola)
Vela: «Luduan» il drago barese punta al Mondiale d’altura
di GAETANO CAMPIONE

Giovanni Sylos Labini, barese, ha l’aspetto del tradizionale lupo di mare. Con tanto di barba. In realtà fa l’architetto. Armatore e timoniere per passione. E le passioni, si sa, giocano brutti scherzi. Come quando ha perso la testa per Luduan, un Grand Soleil 46. La scorsa settimana ha vinto il campionato europeo Orci nel gruppo A, classe riservata all’armatore- timoniere, una specie di padre-padrone della barca. 
Le classifiche annunciano anche un terzo posto overall dietro al Tp 52 Aniene di Giorgio Martin primo classificato e a Cronos 2 di Valerio Battista, prototipi dalle prestazioni spinte. In realtà Luduan è un progetto giunto al secondo stadio. Spiega Sylos Labini: «Siamo partiti tre anni fa con una barca simile. Il nome era lo stesso. Ricorda un drago cinese, che sedeva sotto il trono dell’imperatore, in grado di percorrere in una notte 6mila miglia senza fermarsi mai. E abbiamo vinto tutto quello che c’era da vincere in Adriatico. Così siamo passati al Tirreno». 

Il team è cresciuto strada facendo: campionato invernale d’altura a Bari, Brindisi-Corfù, Giro di Puglia, campionato italiano d’altura a Trieste. Di qui la necessità di nuove scommesse. Vincenti, se possibili. L’incontro con Exprivia, u n’azienda pugliese quotata in borsa nel ruolo di sponsor, ha consentito di guardare lontano. Molto lontano. Dice l’armatore-timoniere: «Torneremo in regata per il campionato italiano, che si svolgerà a Riva di Traiano a fine agosto, dove dobbiamo difendere il titolo conquistato l’anno scorso. Per poi puntare al mondiale d’altura». 

Luduan issa il guidoncino del Circolo della vela di Bari: «È la nostra grande famiglia». A bordo della barca, nei ruoli chiave, ci sono soprattutto baresi: Daniele De Tullio, tattico (Cv Bari), Fabrizio Lisco, team manager e tailer (Circolo Barion), Valentino Nappini, prodiere e Sergio Samarelli, navigatore (Costa del Sole), Roberto Innamorato, prodiere (Lega navale Bari). Un segnale di come sia cresciuto in qualità la galassia vela nella città di San Nicola Sylos Labini è convinto: «Oramai è una piacevole realtà. Se non avessimo avuto le opportunità di regatare con la prima Luduan nel campionato invernale, non avremmo individuato i nostri limiti e le nostre potenzialità». 

Inevitabile il riferimento alla nota dolente per ogni lupo di mare che si rispetti: «Purtroppo Bari ha un limite enorme: la mancanza di un porto turistico. Da noi non si possono organizzare manifestazioni di un certo livello. Eppure per ogni postobarca creato c’è un indotto di tre posti di lavoro. Dovremmo cogliere questo aspetto e liberarci dal dubbio ambientalista che associa il porto turistico all’inquinamento».

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