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«Il Taranto in serie B» ma era solo una burla

TARANTO - Una sentenza, palesemente falsa, dà al Taranto, per una manciata di ore, l’illusione del ritorno in serie B di calcio. Quel documento, concepito dalla testa di un imperdonabile burlone in vena di scherzi atroci, fa rapidamente il giro, via e-mail, delle redazioni di giornali e tv. È l’ora dei tg locali. E la notizia, senza essere stata verificata, va in onda. Data in pasto ad una tifoseria che da lì a poco si riversa per strada e nelle piazze per festeggiare l’insperata promozione
«Il Taranto in serie B» ma era solo una burla
TARANTO - Una sentenza, palesemente falsa, dà al Taranto, per una manciata di ore, l’illusione del ritorno in serie B. Quel documento, concepito dalla testa di un imperdonabile burlone in vena di scherzi atroci, fa rapidamente il giro, via e-mail, delle redazioni di giornali e tv. È l’ora dei tg locali. E la notizia, senza essere stata verificata, va in onda. Data in pasto ad una tifoseria che da lì a poco si riversa per strada e nelle piazze per festeggiare l’insperata promozione. «Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dal comitato “Taranto Futura”, annullando i 6 punti di penalizzazioni e riscrivendo la classifica del girone B di Prima Divisione. Siamo in serie B, dopo 19 anni». La gente di fede rossoblù si convoca e si racconta la lieta novella. «Sì, siamo nuovamente in serie B». C’è chi urla. Chi fa un tuffo nella fontana di piazza Ebalia. E chi non riesce a trattenere le lacrime tanto è irrefrenabile la gioia. 

Poi, però, la verità emerge, sgomitando come ogni verità che si rispetti, compresa la più dolorosa. Quel documento è falso. Le tv cominciano a precisare, a rettificare, a smentire. Sui social network e sui siti specializzati inizia a farsi largo l’ipotesi dello scherzo partorito dalla mente di chi ora andrebbe incriminato per «abuso della crudulità popolare». E, in fondo ad una giornata che passerà alla storia - quella triste e paradossale del pallone tarantino - arriva la sentenza del Tar. Quella autentica. Quella che spegne le speranze residue di una città: «il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio - si legge nel dispositivo - dichiara inammissibile il ricorso per difetto assoluto di giurisdizione quanto all’azione annullatoria (il riferimento è ai punti di penalizzazione ndr)».

L’agonia dell’As Taranto, intanto, sembra giunta agli sgoccioli. Entro la chiusura pomeridiana delle banche, infatti, da via Martellotta dovrebbe arrivare il via libera per l’assegno circolare non trasferibile da intestare alla Lega Italiana Calcio Professionistico. Assegno di 38mila euro che non escluderebbe già da stasera il Taranto dal prossimo campionato di Prima Divisione. Versando questa somma, oltre al documento già incassato dal Comune per l’utilizzo dello “Iacovone”, la Lega Pro registrerebbe quantomeno la volontà del club di andare avanti e rimanderebbe al Consiglio del 18 luglio l’ultima decisione sulla bontà della domanda: al momento, comunque, incompleta. C’è bisogno, infatti, di versare gli emolumenti ai tesserati fino al 30 aprile: per un esborso di circa 700mila euro. In aggiunta, poi, occorrerebbe presentare la fideiussione da 600mila euro, ricapitalizzare per 1,1 milioni e documentare la rateazione degli oneri fiscali e previdenziali vidimata dall’Agenzia dell’Entrate e dall’Inps, le cui risposte a questo punto arriveranno fuori tempo massimo. Rispettando i primi due obblighi, D’Addario riuscirebbe a prendere tempo sino alla metà del mese prossimo: nella speranza che le trattative per il passaggio di consegne facciano registrare decisi passi avanti. Al momento, però, la stasi è assoluta.

l.d’a.

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