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Giovedì 21 Settembre 2017 | 14:27

Lecce, crisi senza fine ecco tagli al personale

di MARCO SECLI'
LECCE - Il Lecce libera tutti. O quasi. La politica di alleggerimento dei costi continua e sotto i colpi di forbice ora cadono i dipendenti a termine del club. Si tratta di circa 25 persone che ricoprono diversi ruoli nell’organigramma societario: impiegati amministrativi, collaboratori del settore comunicazione, magazzinieri, massaggiatori. Tutti sono legati al Lecce da un contratto in scadenza il 30 giugno. E da venerdì sono «liberi» di cercarsi un’altra occupazione
Lecce, crisi senza fine ecco tagli al personale
di Marco Seclì

LECCE - Il Lecce libera tutti. O quasi. La politica di alleggerimento dei costi continua e sotto i colpi di forbice ora cadono i dipendenti a termine del club. Si tratta di circa 25 persone che ricoprono diversi ruoli nell’organigramma societario: impiegati amministrativi, collaboratori del settore comunicazione, magazzinieri, massaggiatori.

Tutti sono legati al Lecce da un contratto in scadenza il 30 giugno. E da venerdì sono «liberi» di cercarsi un’altra occupazione. Glielo ha comunicato l’amministratore delegato Renato Cipollini nel corso di una riunione nella sede dell’Us Lecce, in via Templari. La retrocessione, ma soprattutto le incertezze legate alle inchieste giudiziarie che potrebbero peggiorare una situazione già critica, pesano come macigni sul futuro. E il dirigente ha l’incarico di tagliare dove può. Dai giocatori al personale non garantito da un contratto a tempo indeterminato.

Se le cose dovessero migliorare, resta in piedi la possibità che almeno una parte degli esuberi possa essere riassorbita. Ma, con l’aria di smobilitazione che tira, sembra puro esercizio di fantasia.

Una conferma è anche la prevista chiusura del Salento 12 Store di piazza Mazzini, con conseguente taglio del personale. E il tramonto del marchio in questi anni diventato celebre rappresenta una sorta di simbolo del declino. A che serve il merchandising - è la ragionevole domanda - quando serpeggiano dubbi sempre più forti sulla stessa sopravvivenza del club?

Forse non è il caso di drammatizzare, ma i segnali provenienti dal gruppo Semeraro sono eloquenti e sottolineano il crescente disimpegno. Del resto, anche la mancata conferma del personale in scadenza di contratto può essere letta in vista del passaggio di mano auspicato dal patron Giovanni Semeraro.

Assottigliare la struttura societaria, contenerne ulteriormente i costi di gestione, può rendere più appetibile il club a un eventuale compratore (chissà che Tesoro non torni alla carica). Oppure può essere un’altra tappa verso un epilogo che, pensano numerosi tifosi e qualche osservatore, potrebbe sfociare nella consegna del titolo sportivo nelle mani del sindaco.

i tifosi si mobilitanoIntanto fra i supporter crescono timori e sfiducia. E l’associazione di tifosi «Noi Lecce» ha indirizzato alla società una lettera aperta per chiedere un incontro alla proprietà «al fine di conoscere, senza ulteriori ritardi e stanchi di assordanti silenzi, che intenzioni abbia il gruppo Semeraro, ed in particolare il patron Giovanni, circa il futuro della squadra». «Questa richiesta di un faccia a faccia civile e costruttivo con i vertici societari - puntualizza il direttivo - rappresenta il primo tentativo ufficiale compiuto da “Noi Lecce” in quest’ottica, ma non resterà il solo nel caso di mancata risposta. Il Lecce ed i suoi tifosi meritano chiarezza e trasparenza in un frangente tanto critico, quanto cruciale».

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