Cerca

Martedì 17 Ottobre 2017 | 20:44

Finale playoff Legadue Brindisi contro Pistoia insegue il suo sogno

di FRANCO DE SIMONE
BRINDISI - Difficile rilassarsi. Perchè ciò che muove le cose è la passione che si rigenera intatta. Tutti adesso dicono che Brindisi potrebbe mettere a segno il terzo, secco 3-0. Ci credono. Ma è scaramanzia? Contro Pistoia, Brindisi insegue il sogno. Giovedì la prima battaglia nella finale dei playoff di Legadue di basket. Sarà cruciale. Permetterà a tutti di tirare un sospiro di sollievo per poi catapultarsi su gara-due, domenica sera
Finale playoff Legadue Brindisi contro Pistoia insegue il suo sogno
di Franco De Simone

BRINDISI - Difficile rilassarsi. Perchè ciò che muove le cose è la passione che si rigenera intatta. Tutti adesso dicono che Brindisi potrebbe mettere a segno il terzo, secco 3-0. Ci credono. Ma è scaramanzia?

Contro Pistoia, Brindisi insegue il sogno. Giovedì la prima battaglia. Sarà cruciale. Permetterà a tutti di tirare un sospiro di sollievo per poi catapultarsi su gara-due, domenica sera.

Klaudio Ndoja, il capitano dell’Enel Basket, una squadra lunga, grossa, che ha dimostrato in quest’ultimo scorso della stagione di essere anche forte, offre la probabile lettura della partita. «A quest’impegno arriviamo allo scontro con la stessa determinazione che ci ha accompagnato nell’ultima gara con Scafati o, se preferite, a gara-tre contro Barcellona».

Una componente decisamente importante è la condizione psicologica. Aver conquistato sette vittorie consecutive avrà pure un certo peso nel morale del team.

«Le vittorie, indubbiamente, ti rasserenano e ti consentono di preparare con la giusta intensità gli incontri da affrontare».

Contro Pistoia Brindisi ha ceduto due volte nel corso della stagione regolare.

«Non è un pensiero che ci tocca più di tanto. Siamo tutt’altra squadra rispetto a quegli scontri. Arriviamo all’ultima miniserie della stagione in buone condizioni di forma. Abbiamo avuto qualche giorno di tempo in più, rispetto ai nostri avversari, per preparare le prossime gare. E poi, dalla nostra, c’è il fattore campo che è decisamente molto importante».

Brindisi, a giudizio generale, è una squadra robotica», dove tutti i soggetti hanno un preciso impegno da svolgere: «collaborazione».

«Noi - afferma traducendo il concetto il coach di Enel Basket, Piero Bucchi -, abbiamo il dovere di provare a vincere, tenendo ben presente il concetto di “sacrificio”, di lavorare forte non solo fisicamente. Non basta correre o fare un canestro. Ciò che conta molto più di ogni cosa è il saper giocare senza palla. Meglio ancora: ciò che fa la differenza è il “lavoro sporco”; come dire: difendere, correre».

Il coach spiega ancora meglio: «Anche Jonathan Gison ha condiviso il concetto: questa squadra sta facendo bene perché si impegna moltissimo in difesa».

Dunque, non un lavoro di improvvisazione, ma il raggiungimento di un obiettivo per il quale ciascuno porta dentro di sé tutto il progetto. I giocatori potranno sbagliare, ma daranno sempre e comunque il massimo delle loro possibilità.

L’esempio? Klaudio Ndoja, il giocatore che fa la differenza giocando con l’anima. Che è poi una componente essenziale in tutto il gruppo. «Ho sempre creduto in questo gruppo. Desideravo giocare la finale. Ora ci siamo».

Conclude il coach: «Siamo con la testa alla gara di giovedì. Abbiamo messo in cascina tutto il lavoro compiuto in questi mesi ed ora abbiamo tanta voglia di giocare questa partita. Pistoia è una buona squadra, un po’ atipica, che ha il suo modo di essere, e resta, ad ogni modo, una buona squadra. Di loro ci preoccupiamo il giusto, e non per supponenza, ma perché siamo coscienti di aver preparato il finale di stagione.

Vale la pena ricordare che coach Piero Bucchi ha già vinto due finali di playoff?

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione