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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 20:28

«Per salvare il Taranto servono 4,5 milioni»

di ALFREDO GHIONNA
TARANTO - La società rossoblù chiede 4,5 milioni di euro nell’immediato (da reperire tra le forze imprenditoriali locali con la mediazione delle istituzioni) con i quali ripianare la situazione debitoria e salvare i calciatori più appetibili in chiave mercato, per poi garantire l’iscrizione in terza serie di calcio e cedere il titolo sportivo al sindaco. «Sarà necessario un notevole impegno economico per salvare la categoria, ma allo stato attuale con i costi di gestione così elevati è ormai impensabile fare calcio addossando tutte le incombenze sulle spalle di un’unica persona»
«Per salvare il Taranto servono 4,5 milioni»
di Alfredo Ghionna

«E’ difficile rimettere in piedi un palazzo che sta crollando. Sarebbe stato opportuno intervenire con immediatezza alla comparsa della prima crepa». Parla così il sindaco Ezio Stefàno al termine della riunione svoltasi ieri pomeriggio a Palazzo di Città. E rende perfettamente l’idea dello stato comatoso in cui versa attualmente l’As Taranto. «Purtroppo in questo momento stiamo inseguendo i problemi cercando disperatamente una soluzione in tempi quasi impossibili. Sarebbe stato necessario prevenirli per tempo per scongiurare epiloghi dolorosi. Nonostante ciò – ha proseguito il primo cittadino – come Amministrazione comunale ci facciamo promotori di un appello rivolto alle forze imprenditoriali del nostro territorio. Ci saranno almeno 20 imprenditori in grado di accollarsi un onere di 250.000 euro a testa? Spero di sì, perché in questo modo garantiremmo l’iscrizione al prossimo campionato di Prima Divisione».

È la sintesi di quanto emerso dal summit avvenuto ieri in Municipio, alla presenza del sindaco Stefàno, del presidente della Provincia Florido, del presidente dell’Assindustria Sportelli, della Confcommercio Giangrande, dei rappresentanti della Fondazione Taras 706 a.C. (Andriani, Fullone, Sostegno), del prof. Nicola Bruni e del diggì dell’As Taranto Mike Hulls.

La società rossoblù, in pratica, chiede 4,5 milioni di euro nell’immediato (da reperire tra le forze imprenditoriali locali con la mediazione delle istituzioni) con i quali ripianare la situazione debitoria e salvare i calciatori più appetibili in chiave mercato, per poi garantire l’iscrizione in terza serie e cedere il titolo sportivo al sindaco. «Sarà necessario un notevole impegno economico per salvare la categoria – ha detto Hulls – ma allo stato attuale con i costi di gestione così elevati è ormai impensabile fare calcio addossando tutte le incombenze sulle spalle di un’unica persona». Hulls ha poi garantito che a stretto giro fornirà la situazione contabile dettagliata della società da sottoporre ad eventuali soggetti interessati ad intervenire a sostegno.

I margini d’intervento, però, sono abbastanza ristretti. Le scadenze sono troppo ravvicinate per consentire riflessioni e tentennamenti, come ha affermato il professor Nicola Bruni, esperto in materia calcistico-amministrativa: «Tra 10 giorni dovrà essere comunicato il rapporto tra patrimonio netto ed attività di bilancio. Tale indice, vincolante per l’iscrizione ai campionati – ha spiegato – non può essere superiore a 0,10. In caso contrario bisognerà intervenire immediatamente o immettendo liquidità nella società o aumentando il capitale sociale. Successivamente il 25 giugno bisognerà onorare il pagamento degli emolumenti fino al 30 aprile. La strada è impervia e suggerisce di pensare anche ad ipotesi alternative». Per intenderci: la serie D.

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