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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 04:10

Proposta: il titolo sportivo affidato al Comune

Predisposto un decreto di legge: le società finanziarie vengono nettamente separate dalle squadre di calcio. Queste ultime, insieme a tutti i titoli sportivi che si aggiudicano, diventano di proprietà dell'Amministrazione comunale che, in caso di bancarotta, le riaffida a nuove società
ROMA - Stop alle squadre di calcio che vengono trascinate negli abissi della classifica dagli errori gestionali delle società finanziarie dalle quali sono gestite.
Dopo il giro di vite dell'Unione europea sul decreto spalma-debiti, Stefano Passigli, senatore Ds, ha predisposto un ddl che verrà presentato in queste ore e che ha ottenuto già la firma di 13 colleghi. Il ddl è rigorosamente bipartisan, infatti è firmato sia da esponenti del centrosinistra come Gigi Malabarba del Prc, Fiorello Cortiana dei Verdi e Luigi Marino del Pdci, sia da uomini del centrodestra come Luigi Grillo e Roberto Centaro (entrambi di FI), e da Michele Bonatesta di An.
Il meccanismo del provvedimento salva-calcio è piuttosto semplice: le società finanziarie vengono nettamente separate dalle squadre. Queste ultime, insieme a tutti i titoli sportivi che si aggiudicano, diventano di proprietà del comune di appartenenza, che in caso di bancarotta le separa dagli amministratori economici e le riaffida a nuove società. «I numerosi casi passati - sottolinea Passigli nella relazione introduttiva - gli attuali casi di Genova, Messina, Torino, Perugia, Avellino e Salernitana dimostrano l'urgenza di mantenere distinte le fortune della squadra dalle sfortune economiche della corrispondente società. Con questo ddl la titolarità del diritto a militare in un determinato campionato, il cosiddetto titolo sportivo viene determinata solo dai risultati sportivi ottenuti sul campo dalla squadra».
Lo stesso primo firmatario sottolinea che finora nel settore calcio il Parlamento è intervenuto con misure «salva-società» e mai veramente «salva-calcio». «Anziché introdurre - prosegue Passigli - artifizi contabili che spesso si traducono in veri e propri falsi in bilancio bisogna procedere a una radicale trasformazione del sistema stabilendo regole che tutelino le squadre, con la loro storia, le loro tradizioni, le loro vittorie e i loro tifosi».
Il disegno di legge si compone di sette articoli e non ha costi per lo Stato. Nel testo predisposto dai proponenti si stabilisce è il titolo sportivo della squadra a consentire l'iscrizione al campionato. La squadra appartiene sempre al comune della città dove ha sede. «La gestione economica della squadra viene affidata a una società concessionaria che si iscrive al medesimo campionato cui è iscritta la società con titolo sportivo». Il ddl separa nettamente i beni delle due entità: «Sono diretta pertinenza del titolo sportivo la denominazione, i simboli sociali, i colori che sia no stati utilizzati stabilmente da ciascuna società sportiva, nonché i trofei da essa posseduti».
Il testo predisposto al Senato prevede infine che il Consiglio comunale della città sede della squadra possa revocare la concessione alla società finanziaria per decidere il trasferimento ad un altro soggetto economico o giuridico.

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