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Massimo sei mini spot durante le partite

Decisione della commissione servizi e prodotti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: la nuova regola entra subito a regime e riguarda tutte le piattaforme, anche il satellite e il digitale terrestre. Spot in onda solo in caso di pause per infortuni e sostituzioni
ROMA - In ciascuna partita di calcio non potranno essere trasmessi più di sei minispot: lo ha deciso la commissione servizi e prodotti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, modificando così il regolamento sulle interruzioni pubblicitarie negli incontri di calcio. Resta confermato che le interruzioni potranno essere effettuate solo all'interno degli arresti di gioco suscettibili di recupero.
La nuova regola entra subito a regime e riguarda tutte le piattaforme, anche il satellite e il digitale terrestre. Già a ottobre, la stessa commissione aveva stabilito che i minispot possono essere inseriti «solamente negli intervalli previsti dai regolamenti ufficiali o nelle pause suscettibili di essere aggiunte alla durata regolamentare del tempo di gioco, sempre senza assolutamente interrompere l'azione di gioco». Ad esempio, nella partita di calcio il minispot può essere trasmesso solo nell'intervallo tra primo e secondo tempo, e in caso di pause per infortuni e sostituzioni.
Per rispondere alle sollecitazioni della Commissione europea, che all'inizio di luglio ha annunciato l'avvio di una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia perché, in base alle segnalazioni arrivate a Bruxelles, sarebbe ancora molto alto il numero di minispot trasmessi durante le partite, la commissione servizi e prodotti dell' Autorità ha deciso di intensificare la vigilanza sul rispetto dei limiti fissati - spiega una nota dell' organismo di garanzia - attivando le procedure sanzionatorie nei confronti dei trasgressori.
Sarà anche avviato un confronto con le parti interessate sulle regole da applicare alle altre discipline sportive. La commissione ha infine deciso di costituire un gruppo di lavoro con le emittenti tv, con i mezzi d'informazione e con gli altri soggetti interessati alle nuove tecniche di pubblicità
La decisione di oggi dell'Autorità per le comunicazioni si tradurrà in un drastico taglio delle interruzioni pubblicitarie normalmente trasmesse durante le partite di calcio: di recente, in incontri di Champions League, sarebbero stati mandati in onda anche 15-16 break pubblicitari. E' inevitabile che la nuova delibera dell'organismo di garanzia renderà meno redditizia la trasmissione dei match e inciderà sui conti di Mediaset, che per la prossima stagione trasmetterà in chiaro la Champions League, ma anche della Rai. Di recente, infatti, viale Mazzini ha acquisito i diritti in chiaro della Champions League per il triennio 2006-2009, di una parte dei Mondiali 2006 nonché l'intero pacchetto dei diritti dei Mondiali 2010 e 2014 per una cifra che si avvicinerebbe ai 580 milioni di euro, da dilazionare nell'arco di dieci anni.

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