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Nuoto - Argento per Pellegrini ai Mondiali

Come ad Atene, l'italiana non riesce a fare il miracolo nella piscina canadese: secondo posto nei 200 stile, proprio come nella gara olimpica. Questa volta, senza la romena Potec, esclusa dalla finale, ci ha pensato la francese Figues a mettere la zampata davanti
MONTREAL (CANADA) - Atene d'argento, Montreal pure. Federica Pellegrini non riesce a fare il miracolo nella piscina canadese: secondo posto nei 200 stile, proprio come nella gara olimpica. Questa volta, senza la romena Camelia Potec esclusa dalla finale, ci ha pensato la francese Solenne Figues a mettere la zampata davanti. Più veloce la francese che tocca in 1'58"60, contro l'1'58"73 di Federica. Terza la cinese Yu Yang.
Una delusione che amplifica quella delle Olimpiadi, perché stavolta Federica aveva fatto tutto per vincere la sua gara. In testa fino ai 150 metri, l'azzurra sembrava volare a vele spiegate verso il titolo mondiale, ma le gambe l'hanno tradita e l'ultimo 50 è di quelli da dimenticare. Lenta, troppo, tanto che la francese la riprende senza affanno e tocca prima di lei.
E allora la delusione, la rabbia si stampano sul suo volto, e la teen ager convinta dei suoi mezzi tanto da sembrare troppo adulta per i suoi non ancora diciassette anni torna bambina e piange: lacrime di delusione che non aveva mai fatto vedere, lei che ha sempre snobbato le avversarie, convinta solo dei suoi mezzi. Una leonessa ferita a cui la medaglia d'argento, che pure resta un grande traguardo, non può bastare. «Sono arrabbiata per le sensazioni che ho avuto in acqua - dice Federica - e pensare che nel pomeriggio pensavo di fare bene. Ma dovevo passare più forte e invece dopo i 150 metri ho sentito che le gambe mi sono mancate. E' andata così, peccato. Non sono contenta, anzi sono delusa, molto» chiude l'azzurra con la voce rotta dal pianto.
Ancora una finale stregata, anche a Montreal, come ad Atene. Un oro davanti che le sfugge: e mai come questa volta la finale iridata era alla sua portata. E così l'altra metà del cielo che nuota deve ancora aspettare per riavere un titolo mondiale in rosa che manca da 32 anni, quando a Belgrado Novella Calligaris vinse l'oro degli 800, corredato anche di record del mondo. L'ultima, e anche l'unica, donna a salire sul gradino più alto del podio nella storia del nuoto italiano al femminile: Federica da Mirano o Spinea, cittadina veneta dove risiedono i suoi genitori, voleva proprio sfatarlo quel tabù. Una missione che sembrava possibile, quasi già scritta. E invece bisogna ancora aspettare. Ma per l'Italia arriva comunque un argento che ripaga, almeno in parte, il flop dei primi giorni di gare: ma questo non toglie l'amaro in bocca alla stellina del nuoto. Il copione che si ripete, il bis d'argento dopo i Giochi la fa tornare bambina, e per la prima volta piange.

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