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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 07:41

Calcio - Genoa punito: ripartirà in C1 da -3

Retrocessione all'ultimo posto del campionato di serie B con l'aggiunta della penalizzazione da scontare nella stagione 2005-2006. È quanto ha deciso la Commissione Disciplinare dopo il processo per la presunta combine tra Genoa e Venezia. I legali dei rossoblu preannunciano ricorso alla Caf
MILANO - Retrocessione all'ultimo posto del campionato di serie B e quindi serie C1 con l'aggiunta di tre punti di penalizzazione da scontare nella stagione 2005-2006. E' quanto ha deciso la Commissione Disciplinare dopo il processo per la presunta combine tra Genoa e Venezia che si è svolto nello scorso week-end nella sede della Lega a Milano. La Disciplinare ha anche aumentato le richieste della Procura infliggendo l'inibizione per cinque anni a Enrico Preziosi, Stefano Capozucca, Giuseppe Pagliara e Francesco Dal Cin; tre anni e un mese per Michele Dal Cin, quattro mesi per Roberto Cravero e fra i calciatori, squalifica per cinque mesi a Massimo Borgobello e sei mesi a Martin Lejsal. Prosciolto Massimiliano Esposito.
Il terremoto giudiziario che ha investito il Genoa facendolo sprofondare dal paradiso della A all'inferno della C/1 comincia a metà giugno con l'inchiesta sulle presunte scommesse clandestine nel calcio avviata dalla procura di Genova. Sotto accusa è la partita Genoa-Venezia dell'11 giugno, finita 3-2 per i rossoblù e risultata decisiva per il ritorno nella massima serie del Genoa, dopo 10 anni d'attesa. Ma l'indagine è stata subito estesa anche ad altri incontri, sulla base, di alcune intercettazione telefoniche.
Tra i primi a finire sul banco degli imputati ci sono il presidente del Genoa Enrico Preziosi e il figlio Matteo. Dall'altra parte, nel mirino ci vanno i dirigenti del Venezia, con in testa Franco Dal Cin.
I sospetti aumentano il 14 giugno quando un dirigente del Venezia, Giuseppe Pagliara, viene fermato all'uscita degli uffici della Giochi Preziosi di Cogliate con una valigetta, contenente 250 mila euro in contanti: il club lagunare si giustifica dicendo che la somma è un acconto per l'acquisto del giocatore del Venezia Ruben Maldonado.
Il presidente del Venezia Luigi Gallo all'inizio dice di essere estraneo alla vicenda, ma intanto finirà in carcere per truffa con l'accusa di aver fornito una fideiussione falsa al Torino per l'iscrizione al campionato. Nell'inchiesta rimane coinvolto anche l'ex direttore sportivo granata Stefano Cravero.
Nel caso Genoa-Venezia sono implicati anche alcuni giocatori: indagati per illecito sportivo sono gli ex tesserati del Venezia Borgobello e Lejsal e per violazione del codice di giustizia sportiva Esposito, sempre del club lagunare.
Il 17 luglio arrivano le richieste di condanna del procuratore federale, che la disciplinare ha addirittura inasprito: per il Genoa viene chiesta la retrocessione diretta in C/1, e quattro anni di inibizione al presidente Enrico Preziosi, motivata da una condanna per illecito sportivo. Quattro anni di squalifica vengono chiesti per Franco Dal Cin, tre anni un mese per Stefano Capozucca, dg del Genoa, per Michele Dal Cin, dg del Venezia e per il calciatore ex Venezia Massimo Borgobello. Tre anni e 6 mesi sono chiesti per Giuseppe Pagliara, general manager del Venezia; un anno per il portiere neroverde Martin Lejsal. Infine 6 mesi per gli altri due deferiti, Massimiliano Esposito (Venezia) e Roberto Cravero (Torino).
Nulla per il Venezia, club scomparso per fallimento e per il quale sarebbe irrilevante l'aggiunta, in sede sportiva, della corruzione.

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