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Il Bari non sbaglia salvezza al sicuro

di FABRIZIO NITTI
BARI - Il colpo di testa di Dos Santos allontana i cattivi pensieri, la doppietta di Caputo dice che non è più il tempo delle paure. La stagione di serie B se ne va in archivio con la quinta vittoria interna e con una salvezza timbrata proprio nell’ultima giornata di campionato, sulla pelle di un Gubbio già retrocesso da qualche settimana. Il Bari taglia il traguardo di riserva fra il disinteresse generale come testimoniato da un San Nicola sempre più spettrale, al culmine di un’annata ibrida, altalenante, costellata da infiniti alti e bassi e da mille incongruenze. Senza la penalizzazione, il Bari sarebbe decimo
Il Bari non sbaglia salvezza al sicuro
BARI-GUBBIO 3-0 (2-0 nel primo tempo)

BARI (4-3-3): Lamanna s.v.; Ceppitelli 6, Dos Santos 6,5, Polenta 6, Garofalo 6; De Falco 6, Bogliacino 6, Scavone 6; Forestieri 6,5 (42’ s.t. Galano sv), Caputo 7 (40’ s.t. Castillo sv), Stoian 6 (36’ st. Bellomo sv). In panchina: Koprivec, Crescenzi, Deefendi, Rivaldo. Allenatore: Torrente.
GUBBIO (4-3-1-2): Farabbi 6.5; Bartolucci 5, Cottafava 5.5, Benedetti 6, Montefusco 6; Sandreani 6 (8’ st Raggio Garibaldi 6), Lunardini 5, Gerbo 6; Guzman 5 (15’ s.t. Ragatzu 6); Ciofani 5 (27’ st Lofquist sv), Graffiedi 6. In panchina: Marinelli, Briganti, Almici, Caracciolo. Allenatore: Apolloni.
ARBITRO: Merchiori di Ferrara.
RETI: 27’ pt Dos Santos, 44’ pt e 35’ st Caputo.
Note: spettatori paganti 247, incasso di euro 3.359,00, abbonati 4.440, quota 28.000 euro. Ammoniti: Polenta, Sandreani, Benedetti, Lunardini. Angoli: 7-0 per il Bari. Recupero: 0', 3'. 

di FABRIZIO NITTI

BARI - Il colpo di testa di Dos Santos allontana i cattivi pensieri, la doppietta di Caputo dice che non è più il tempo delle paure. La stagione se ne va in archivio con la quinta vittoria interna e con una salvezza timbrata proprio nell’ultima giornata di campionato, sulla pelle di un Gubbio già retrocesso da qualche settimana.

Il Bari taglia il traguardo di riserva fra il disinteresse generale come testimoniato da un San Nicola sempre più spettrale, al culmine di un’annata ibrida, altalenante, costellata da infiniti alti e bassi e da mille incongruenze. Senza la penalizzazione, il Bari sarebbe decimo, un risultato tutto sommato discreto alla luce di tutto quello che è successo. Gli ultimi due mesi sono stati un piccolo calvario, quattro punti in otto partite e la lenta e inesorabile discesa verso il basso che ha finito con il risvegliare antichi timori.

Salvezza, dunque. Fra difficoltà di varia natura, una società alle prese con una crisi infinita ed in vendita, penalizzazioni (un -6 comunque pesante), quotidianità trascorsa a fare i conti con il calcioscommesse. La cui ombra, giusto per non farci mancare niente, continua a non fare dormire sonni tranquilli. Che il Bari vada incontro ad altra penalizzazione è fuori di dubbio, resta da capire il «quanto» e soprattutto il «quando». Diciamo che il Bari, quest’anno, ha dovuto affrontare una serie di avversari «oscuri» e forse per questo molto più temibili. Ecco perché a Torrente e ai suoi ragazzi un merito va riconosciuto, quello di non essersi «squagliati» in un mare di difficoltà.

Fa riflettere il numero dei paganti, 247 i biglietti staccati al botteghino, il dato stagionale peggiore. Fra Bari e il Bari pare si sia creato un solco, destinato ad allargarsi senza una svolta vera. Già nei prossimi giorni capiremo il destino immediato della nave biancorossa. Antonio Matarrese, l’uomo che ha preso a cuore le sorti del club (venerdì ha ringraziato in albergo la squadra), ha in agenda un incontro con Angelozzi e Torrente. Un confronto sui programmi per la prossima stagione è d’obbligo, per verificare se lo staff tecnico e la «proprietà» sono sulla stessa lunghezza d’onda o meno. Il «verdetto» chiarirà molte cose sul futuro.

La partita ha detto poco, ha in fondo raccontato ciò che ci si aspettava. Un Bari più motivato rispetto al Gubbio, formazione oggettivamente povera di contenuti tecnici, stadio pronto a fischiare ogni volta che dalla curva partiva il coro «fuori gli ultras dalle galere», l’attesa per il gol e un orecchio alle radioline. Il pareggio come punto di riferimento per evitare il playout, ma la voglia di finire al meglio l’annata, regalando la vittoria interna, da queste parti assente dal giorno 11 marzo e, più in generale, dal 31 marzo.

Bari forse un po’ frenato in avvio, comunque a fare i conti con quello che è stato il male di stagione, cioè il «fare» la partita. Match che non decolla, tanto che il primo tiro in porta giunge al minuto ventuno (Stoian, destro respinto da Farabbi). Il Gubbio gioca senza assilli, ma pure senza infastidire la linea difensiva barese. Il gol della serenità cade al 26’, il colpo di testa di Dos Santos dopo corner di Bogliacino non lascia scampo al portiere umbro. Esulta Torrente, più che altro preoccupato dalla piega che avrebbe potuto prendere la partita. Per il difensore brasiliano quarto centro in campionato. La rete scioglie definitivamente il Bari. Scavone sfiora dalla distanza il gol del raddoppio, che arriva mentre il primo tempo tramonta. Calcio di rigore assegnato per fallo su Scavone, De Falco calcia male, Farabbi respinge, Caputo azzecca la ribattuta e firma l’ottavo gol personale. Il dado è tratto. Il resto non fa testo, partita chiusa. C’è spazio per la seconda rete di Caputo in contropiede, molto bella. Finisce con un sorriso una stagione tribolatissima.

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