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Playoff per la B Taranto fuori

di ALFREDO GHIONNA
TARANTO - Niente finale. La serie B di calcio per il Taranto torna ad essere quella che è da 19 anni: un fantasma inafferrabile. La squadra di Dionigi, dopo una stagione regolare da incontrastata protagonista (promossa sul campo, condannata ai playoff dalle penalizzazioni), si blocca nella doppia sfida con la Pro Vercelli. Allo Iacovone finisce 0-0. Il pareggio fa volare in finale (col Carpi) i piemontesi. E precipita nell’incubo peggiore i rossoblù, il cui futuro, adesso, diventa ad alto rischio. Ci sono i debiti e incombono le scadenze
Playoff per la B Taranto fuori
di ALFREDO GHIONNA

A questo punto è una vera e propria maledizione. Neanche quest’anno, pur disponendo di una squadra di categoria superiore, che in campo ha frantumato ogni record, vincendo il torneo e stracciando ogni avversario, il Taranto è riuscito a raggiungere la serie B. Una categoria che fino a 20 anni fa era quasi garantita per questa città, ma che adesso, evidentemente, la realtà tarantina non riesce a meritarsi. Il peso determinante sull’infausto esito della stagione lo ha avuto indubbiamente la deludente gestione societaria, che oltre a non garantire il regolare pagamento degli emolumenti ai calciatori, si è colpevolmente eclissata nel momento più delicato della stagione, esponendo il gruppo ai rischi che un vuoto così importante può comportare a livello politico. Tornando al calcio, però, vi è da dire che la gara contro la Pro Vercelli non è stata bella. I rossoblù hanno fallito l’appuntamento più importante dopo una stagione entusiasmante, ma nello stesso tempo logorante. 

Al termine della gara il tecnico rossoblù Davide Dionigi non se l’è sentita di buttare la croce addosso ai suoi uomini, ed ha commentato così la dolorosa eliminazione. «Purtroppo è finita in questo modo» ha detto nell’immediato dopogara con le lacrime che ancora gli rigavano il volto. «Oggi ci abbiamo provato, ma alla fine hanno pesato gli episodi della gara di andata. I gol annullati e quella rete presa nei minuti di recupero hanno indirizzato la qualificazione. Avremmo meritato di passare noi il turno, non solo per quello che abbiamo dimostrato durante tutto l’anno, ma anche per ciò che abbiamo creato nel doppio confronto. Forse doveva andare così, era scritto nel destino. Mi dispiace molto per la gente, per i tifosi e per i ragazzi che non meritavano un epilogo del genere». 

Dionigi, poi, si sofferma sull’analisi del match. «Siamo partiti con la consapevolezza di voler ribaltare il risultato. Abbiamo creato, ma non finalizzato. Probabilmente avremmo dovuto cercare di sbloccare il risultato nelle prime battute del match, magari mettendoci maggiore convinzione». Sulle scelte iniziali ha aggiunto: «ho messo Rizzi dal primo minuto perché mi poteva garantire più equilibrio in fase di copertura. Coly, invece, stava bene e l’ho rischiato dal primo minuto. Su Rantier non penso di aver sbagliato. Julien ha avuto le sue palle-gol. Purtroppo, poi, ho dovuto operare due cambi forzati. Di Bari e Rantier si sono fatti male ed a causa delle loro uscite non ho potuto inserire Guazzo, che era già pronto ad entrare » . Parole che cercano di dare una spiegazione logica ad un epilogo che di razionale ha ben poco. Ed il futuro, tra l’altro, non sorride al Taranto. La mancata promozione in B probabilmente potrebbe anche significare la scomparsa dal calcio professionistico. «Mi auguro che a Taranto il calcio possa continuare. La città lo merita – ha detto Dionigi – per ciò che concerne il mio futuro, vedremo gli sviluppi nei prossimi giorni, ma è ovvio che nella vita ognuno ha l’aspirazione di crescere». Parole d’addio.

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