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Il Lecce è a un bivio  scocca l’ora della verità

di MASSIMO BARBANO
LECCE - Sarà stasera (ma sicuramente la discussione si estenderà anche alla giornata di domani) il momento della verità per la cessione del club. Savino Tesoro e Giovanni Semeraro si incontreranno per un passaggio di consegne il cui iter non sembra per niente semplice. Intanto, le parti dovranno essere accompagnate dai rispettivi consulenti per rimodulare i contratti alla luce del nuovo scenario creatosi con la retrocessione in serie B e quindi con la possibilità che la categoria scali ulteriormente in Prima divisione per via dell’inchiesta sul calcio scomesse e sul derby truccato
Il Lecce è a un bivio  scocca l’ora della verità
di Massimo Barbano

LECCE - Sarà stasera (ma sicuramente la discussione si estenderà anche alla giornata di domani) il momento della verità per la cessione del club. Savino Tesoro e Giovanni Semeraro si incontreranno per un passaggio di consegne il cui iter non sembra per niente semplice. Intanto, le parti dovranno essere accompagnate dai rispettivi consulenti per rimodulare i contratti alla luce del nuovo scenario creatosi con la retrocessione in serie B e quindi con la possibilità che la categoria scali ulteriormente in Prima divisione per via dell’inchiesta sul calcio scomesse e sul derby truccato. Ma non è questo il solo ostacolo. La estrema incertezza della situazione, in questo momento, rende molto problematico un passaggio di consegne immediato per via dell’impossibilità di poter quantificare oneri e perdite. Probabile quindi che fra oggi e domani si appronti una sorta di «interregno», per far fronte agli adempimenti più urgenti, per definire le figure apicali e per programmare la nuova stagione agonistica. Anche questa, comunque, non sarà una soluzione facile per via della forzata convivenza di due proprietà, sia pure per un breve tempo, quello necessario alla definizione dei processi da parte della Procura sportiva.

In questo lasso di tempo, la cogestione provvisoria dovrà, oltre che pianificare la prossima stagione, anche e soprattutto operare una pesante spending rewiew per quanto riguarda i contratti molto onerosi che non sarà possibile mantenere neanche nell’ottimistica ipotesi della serie B e che lo stesso Tesoro ha già lasciato intendere di non accettare.

È evidente pure che in una situazione del genere, non sarà possibile trattenere le figure apicali dell’attuale autogestione, il direttore sportivo Carlo Osti e l’amministratore delegato Renato Cipollini che non accetterebbero un mero ruolo di traghettamento, per così dire, balneare.

Ma, chiunque dovesse accollarsi il compito del mercato (fra le ipotesi c’è anche quella di Antonio Tesoro, manager del gruppo che fa capo al padre), avrà sicuramente del filo da torcere. L’età media molto elevata dei giocatori in esubero è certamente un ostacolo alla domanda. È il caso di Jeda, Giacomazzi, Delvecchio). Nè sul piano dell’appetibilità, sembrano avere maggiore mercato altri, sia pure più giovani, ma che non vengono da una stagione particolarmente brillante, come Piatti, Grossmuller, Corvia, Ofere, Ferrario, Cacia ed altri ancora, tutti con contratti elevatissimi come Cacia (600mila euro), Piatti (400mila), Grossmuller (380mila).

Un fardello, che, al lordo dei calciatori in comproprietà rientrati perchè le società dove hanno giocato non eserciteranno il riscatto, ammonta a circa tre milioni e 600mila euro. Una cifra improponibile per un campionato di serie B, ma ancora più di inadeguato se la dimensione del Lecce nel prossimo campionato dovesse essere la Prima divisione.

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