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Confermata la divisione tra serie A e B

Si va verso due Leghe. La serie A pagherà una mutualità ridotta alla serie B per uno spazio temporale da definire. Di certo, non saranno i 110 milioni di euro percepiti finora, ma la cifra finale sarà oggetto di trattative. Paracadute economico per chi retrocede tra i cadetti
MILANO - Indietro non si torna e quindi la serie A ha confermato oggi all'unanimità la divisione con la serie B che porterà alla creazione di due leghe separate. E, come in ogni separazione matrimoniale che si rispetti, «il marito pagherà gli alimenti alla moglie», come ha spiegato il presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone.
Tradotta in termini calcistici, significa che la serie A pagherà una sorta di mutualità ridotta alla serie B per uno spazio temporale ancora da definire. Di certo, non saranno i 110 milioni di euro percepiti finora dalla serie cadetta, ma la cifra finale sarà oggetto di trattative con la B «che ha capito che andare avanti divisi è la cosa migliore», come ha spiegato Adriano Galliani.
«La notizia è che la serie A è finalmente compatta, cosa che non accadeva da tantissimi anni. E oggi anche Chievo e Empoli hanno votato la separazione», ha aggiunto Galliani che incontrerà presto la serie B, dopo la riunione della serie cadetta prevista per mercoledì prossimo. «Non è una spaccatura - ha precisato Antonio Giraudo, amministratore delegato della Juventus - ma un'evoluzione che ha trovato tutti d'accordo, anche all'interno della serie B».
Addio, quindi, all'ormai vecchia Lega Calcio nella quale convivevano a fatica Albinoleffe e Juventus che non potevano che avere interessi distanti anni luce. Nasce ora la Lega professionisti serie A, con un logo nuovo e una sua mutualità interna, che prevede un paracadute economico per chi retrocede in serie B. Poco importa se ancora non si sanno per certo i nomi delle società che vi prenderanno parte, visto che la presenza di Torino, Genoa e Messina alla serie A è tutt'altro che certa: «Stiamo lavorando per 20 squadre, non per Milan, Juventus o Torino. Fra 20 giorni sapremo chi giocherà in A e chi in B e sarà tutto chiaro».
Si sta quindi lavorando su due piani: quello economico, per stabilire come e in che termini proseguirà la mutualità verso la B e quello tecnico-giuridico per mettere a punto il nuovo statuto. Ci saranno nuove elezioni per eleggere i presidenti delle due assemblee, ma nulla cambierà in termini di retrocessioni e promozioni.
«Faremo tutto con molta serenità e senza traumi, rispettosi della serie B», ha spiegato Galliani che ha quindi citato il modello della Premier League inglese come campionato di riferimento. Dalla B, per ora, arrivano segnali favorevoli alla separazione, ma non è da escludere che la trattativa sul piano economico non sarà poi così semplice.
Di certo, c'è la volontà di cambiare un modello di Lega che non funzionava più. E, almeno all'interno della serie A, la divisione ha portato una litigiosità decisamente minore e un clima molto più sereno. Un risultato non da poco, viste le ultime estate calde del calcio italiano.

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