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Calcioscommesse A Bari soldi in faccia da Zingari a calciatori

di GIOVANNI LONGO
«In questo scenario inquietante, quello sul letto aprì lo zaino estraendo delle mazzette di denaro legate da un elastico che lanciò verso di noi». Quattro giocatori nella stanza di un albergo, due «zingari» che «volteggiano» intorno a loro facendo annusare l’odore dei soldi, il gesto di disprezzo rimasto così nitido nella memoria dell’unico tra quei calciatori a rifiutare l’offerta. Il racconto è di Alessandro Parisi, ex calciatore del Bari, che il 3 aprile scorso ha deposto davanti alla Procura federale della Figc. La vigilia di Palermo-Bari (2-1) del 7 maggio 2011 nelle parole del difensore oggi in forza al Torino, una nuova (fosca) luce a una storia ormai nota
• I calciatori del Lecce scelgono il silenzio
Calcioscommesse A Bari soldi in faccia da Zingari a calciatori
di GIOVANNI LONGO
«In questo scenario inquietante, quello sul letto aprì lo zaino estraendo delle mazzette di denaro legate da un elastico che lanciò verso di noi». Quattro giocatori nella stanza di un albergo, due «zingari» che «volteggiano» intorno a loro facendo annusare l’odore dei soldi, il gesto di disprezzo rimasto così nitido nella memoria dell’unico tra quei calciatori a rifiutare l’offerta. Il racconto è di Alessandro Parisi, ex calciatore del Bari, che il 3 aprile scorso ha deposto davanti alla Procura federale della Figc. La vigilia di Palermo-Bari (2-1) del 7 maggio 2011 nelle parole del difensore oggi in forza al Torino, una nuova (fosca) luce a una storia ormai nota. C’è un gruppo di scommettitori che fa capo a Ilievsky e Gegic che intendono puntare sull’over con due gol di scarto. C’è da convincere qualche giocatore del Bari. Ne è convinta la Procura di Cremona che, come quella di Bari, ha indagato, tra gli altri Parisi. «Vidi Bentivoglio, Iacovelli e due persone completamente estranee... erano stranieri. Quello sdraiato sul letto voleva che Masiello e Iacovelli scrivessero sul medesimo foglietto il ruolo e il nome dei giocatori che sarebbero stati coinvolti nell’alterazione della gara. Masiello segnò oltre al suo, il mio, quello di Bentivoglio e di Rossi... quello sul letto aprì lo zaino estraendo dalle mazzette di denaro legate con un elastico che lanciò verso di noi, quindi verso i giocatori presenti». 

Parisi preso dal «panico», riconsegnò però la sua mazzetta a Iacovelli una volta uscito dall’albergo in cui aveva incontrato gli emissari degli «zingari ». «Non volevo avere nulla a che fare con queste persone - ha spiegato al pool della Procura Federale -. Arrivato al ritiro a Palermo, Bentivoglio e Rossi ci raggiunsero nella stanza che condividevo con Masiello. Approfittai della situazione per invitare i miei compagni ad astenersi dal mettere in pratica qualsiasi illecito, invitandoli a giocare alla morte». «Credo che la partita si svolse regolarmente. Non so e non mi è stato riferito perché doveva essere favorito il Palermo», ha sottolineato il giocatore. 

Quella combine non andò a buon fine. Miccoli (del tutto estraneo alla vicenda) sbagliò un rigore sul risultato di 2-1, facendo un cucchiaio al portiere biancorosso Padelli. Ecco come l’estremo difensore ricostruisce quell’episodio. «In relazione al rigore tirato da Miccoli non mi sarei aspettato uno scavetto, perché credo non fosse solito farne, ma mi aspettavo comunque un rigore particolare, che potesse far parlare, vista la sua provenienza leccese (...). In effetti mi sembra di ricordare che qualche mio compagno, anche se non ricordo chi, mi avvisò di stare fermo, mimandomi uno «scavetto»; mi sembra che il compagno fosse Donati ed escludo fosse Masiello». Curioso il dettaglio tecnico che dà l’estremo difensore: «In effetti, in relazione al rigore, mi aspettavo qualcosa del genere, la rincorsa era tipica da cucchiaio, la posizione era centrale». Davanti alla Procura federale sono sfilati anche altri ex calciatori del Bari come Simone Bentivoglio, che, attraverso il suo legale, ha però chiesto di posticipare la deposizione, e Marco Rossi che, però, era stato convocato quando il suo interrogatorio davanti alla Procura di Bari era ancora secretato.

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