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Il Bari mette al sicuro l'iscrizione in serie B ma comincerà da - 3

BARI - Il Bari domani non pagherà la «quota» Irpef relativa al trimestere gennaio-febbraio-marzo 2012. La notizia, in realtà, non coglie di sorpresa. Il fatto era nell’aria, gli spifferi dei giorni scorsi non hanno fatto altro che confermare quanto già si sapeva. Il... «dribbling» costerà ovviamente un’altra penalizzazione (-3, perché il club biancorosso è recidivo in quanto non ha pagato l’Irpef di aprile-maggio-giungo e ottobre-novembre-dicembre 2011) alla squadra biancorossa, da scontare nella prossima stagione
Il Bari mette al sicuro l'iscrizione in serie B ma comincerà da - 3
di Fabrizio Nitti

BARI - Il Bari domani non pagherà la «quota» Irpef relativa al trimestere gennaio-febbraio-marzo 2012. La notizia, in realtà, non coglie di sorpresa. Il fatto era nell’aria, gli spifferi dei giorni scorsi non hanno fatto altro che confermare quanto già si sapeva. Il... «dribbling» costerà ovviamente un’altra penalizzazione (-3, perché il club biancorosso è recidivo in quanto non ha pagato l’Irpef di aprile-maggio-giungo e ottobre-novembre-dicembre 2011) alla squadra biancorossa, da scontare nella prossima stagione. Senza considerare che il «monte-pegni» sarà aggravato dalla penalizzzione che pioverà sul Bari dalla vicenda «scommessopoli». Ma queto è un altro discorso.

Ci sarebbe una piccola buona notizia, in tutta questa crisi barese. La società di Strada Torrebella avrebbe finalmente raggiunto l’accordo con l’Agenzia delle Entrate per la «rateizzazione» di tutto l’Irpef dovuto, una cifra di circa cinque milioni di euro. Sarebbe stato individuato in cinque anni, l’arco di tempo nel quale estinguere il debito. Per attivare tecnicamente le procedure, andrà via un altro mesetto. Diciamo che per la metà di giugno il tutto dovrebbe essere ratificato.

Un passo decisivo in funzione della «salvezza» del club e dell’iscrizione alla prossima stagione calcistica. Entro il 30 giugno, infatti, le società dovranno dimostrare di essere perfettamente in regola con pagamenti nei confronti dello Stato e dei giocatori.

Ma la «manovra» ha anche un altro significato. Cioé rendere più appetibile la società agli occhi di eventuali acquirenti, considerando il disimpegno ormai assodato della famiglia Matarrese. «Spalmando» il debito nell’arco di più anni, il «compratore» si ritroverebbe ad affrontare una situazione meglio delineata e più facilmente «addomesticabile», in un’ottica finanziaria. Non va escluso che alla porta dei Matarrese, una volta sistemata ufficialmente la situazione, possa bussare qualche cordata, fermo restando il periodo nero che vive l’economia mondiale.

la salvezza a porta di pareggioTorrente e i suoi l’hanno inseguita con orgoglio e buona intensità venerdì sera, nell’anticipo al San Nicola contro il Brescia. Una vittoria avrebbe messo al riparo i biancorossi da qualsiasi tipo di sorpresa, ovviamente negativa. Non è bastato un secondo tempo arrembante, il 2-2 è rimasto allacciato alla partita. Ma la salvezza potrebbe arrivare domani senza giocare, al termine del recupero fra Pescara e Livorno. Si riparte dal 31’ del primo tempo, 0-2, è la partita che costò la vita al povero centrocampista livornese Morosini, morto sul campo per un arresto cardiaco. Abruzzesi lanciati verso la meritata serie A, toscani che lottano per evitare le forche caudine dei playout. Il Bari festeggerebbe la matematica certezza della permanenza in caso di pareggio o vittoria della formazione di Zeman. Resta un’ora di gioco, il Pescara è in grado di ribaltare qualsiasi risultato. Il Bari vanta otto punti di vantaggio sul Livorno a due turni dalla conclusione; solo una vittoria dei toscani terrebbe sulla corda il Bari per un’altra giornata. In tal caso il vantaggio dei biancorossi sul Livorno si ridurrebbe a 5 punti, «recuperabili» nelle ultime due domeniche. Fermo restando che fra il Bari e la quint’ultima posizione resterebbero altre formazioni, Ascoli e Empoli, a fare da cuscinetto.

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