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Sabato 21 Ottobre 2017 | 03:21

Formula 1 - Montoya re d'Inghilterra

A Silverstone secondo è lo spagnolo Alonso, che guadagna addirittura due punti sul finlandese Raikkonen (arrivato al terzo posto), unico vero rivale mondiale. Poi Fisichella e Button. Ferrari sesta e settima • Giornalista perde scommessa e gira nudo sul circuito
SILVERSTONE - La Ferrari soffre come non mai, la McLaren domina il Gp di Gran Bretagna, secondo le previsioni, ma la Renault difende con i denti la leadership e Fernando Alonso, secondo dietro Juan Pablo Montoya ma davanti a Kimi Raikkonen, guadagna addirittura due punti sul finlandese, l'unico vero rivale mondiale. La casa francese gongola in parte per il quarto posto di Giancarlo Fisichella, ma maledice lo spegnimento del motore alla seconda sosta ai box, che al romano è costato un podio sicuro.
L'unico inglese in pista, Jenson Button, con la Bar Honda, fa la sua gara onesta, arriva quinto, ma soprattutto rifila 35» alla prima Ferrari, quella dell'irriconoscibile Michael Schumacher, appena sesto a 753 da Montoya, che in Inghilterra ha ottenuto la quinta vittoria della carriera, e davanti a un Barrichello in difetto di strategia, settimo. A punti anche la Toyota di Ralf Schumacher, che questa volta precede Jarno Trulli, il quale ha perso all'ultimo rifornimento il punto finito al tedesco.

Una partenza bella, quella del Gp di Gran Bretagna, che ha subito cambiato le gerarchie stabilite dalle qualifiche. La McLaren di Montoya ha scavalcato la Renault di Alonso, partito in pole position, la Bar di Button, in prima fila, e dal terzo posto è balzata subito in testa. Buona partenza anche di Barrichello, che dal quinto è salito al quarto posto, di Schumacher, dal nono al settimo, e di Raikkonen, dal 12/o all'ottavo.
Subito dopo la partenza per altro è dovuta entrare la Safety car perchè la Bar di Takuma Sato si è fermata poco prima dell'allineamento in griglia per lo start. Al secondo giro la gara è ripartita, come il giapponese: lui dall'ultima posizione. Trulli, davanti a Schumacher, come capitato in altri gran premi, ha dato l'impressione di fare da tappo al campione del mondo, che dopo sei giri ha accumulato 12 secondi di ritardo sul leader della corsa. Intanto Barrichello teneva il ritmo di Button, leggermente più lento dei primi due, e Raikkonen subiva 2» al giro, 21» alla 12/a tornata.

Il dubbio al momento era: Montoya sta rallentando? Lo sta aiutando? Oppure come ha annunciato alla vigilia sta facendo la sua corsa?.
Barrichello è stato il primo dei top driver ad andare al pit, al 18/o giro. La girandola di rifornimenti si è esaurita al 27/o giro: Alonso al 24/o, Schumacher al 25/o, Fisichella al 26/o, Raikkonen al 27/o, ma intanto il finlandese si è tolto la soddisfazione, con macchina scarica, di superare in pista Alonso, e ai box Schumi. Al rientro di tutti Montoya ha mantenuto la vetta davanti ad Alonso, al recuperante Fisichella, a Button, Barrichello, Raikkonen (partito dal 12/o posto dopo la penalizzazione di 10 piazze per il cambio del motore e comunque capace di sfiorare la pole con macchina più piena degli altri), Schumi, Trulli. Il tedesco, davanti a Trulli, ha viaggiato appena più veloce del pescarese, che evidentemente prima non aveva fatto da tappo. E' stato proprio un problema di passo della Ferrari.
Raikkonen invece si è messo a fare i tempi più veloci, piazzandosi in scia di Button, limandogli 10» in otto giri.

Dopo la seconda sosta Montoya è rimasto in testa, aiutato da Trulli. Alonso, rimasto più a lungo in pista del colombiano, ha avuto difficoltà con il pescarese, ha bloccato le ruote per non tamponarlo, ed è rimasto dietro. Terzo Raikkonen, che ha approfittato della ennesima disavventura di Fisichella che, come in Francia, al rifornimento ha spento il motore. Il romano è così rientrato quarto, davanti a Button. Schumi è rimasto sesto, 57» al 52/o giro, un minuto al 54/o. Barrichello, che aveva fatto già anche la terza sosta, settimo. Malissimo. In gara, non solo in qualifica, la Ferrari non va più. In questa condizione, le rosse hanno solo dovuto evitare di essere doppiate, arrivandoci vicino, dato che un giro in media è percorso a Silverstone in 82». L'ordine d'arrivo è quello stabilito dalla sosta. La McLaren e la Renault festeggiano, la Bar si toglie qualche soddisfazione, la Ferrari sta davanti alle Toyota e soprattutto alle scadentissime Williams. Ma proprio non ce la fa più.
Indianapolis e le qualifiche di Magny Cours e Silverstone avevano dato segnali di inversioni di tendenza. Che c'è stata: in peggio.

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