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Calcioscommesse Palazzi domani a Bari tremano club pugliesi

di GIOVANNI LONGO
BARI - La giustizia sportiva non si ferma. Neanche il tempo di chiudere il primo filone d’indagine, che il procuratore federale Stefano Palazzi è subito a lavoro sulla «fase due». Quella che potrebbe spalancare le porte verso deferimenti «eccellenti». Cosa rischiano Bari e Lecce? Se dovessero essere deferite per responsabilità oggettiva, la penalizzazione «afflittiva» sarebbe la sanzione alla quale i due club andrebbero incontro. In caso di responsabilità diretta, cioé di coinvolgimento di dirigenti delle società, dalla penalizzazione si passerebbe alla retrocessione
Calcioscommesse Palazzi domani a Bari tremano club pugliesi
di Giovanni Longo 

BARI -  La giustizia sportiva non si ferma. Neanche il tempo di chiudere il primo filone d’indagine, che il procuratore federale Stefano Palazzi è subito a lavoro sulla «fase due». Quella che potrebbe spalancare le porte verso deferimenti «eccellenti».

Cosa rischiano Bari e Lecce? Se dovessero essere deferite per responsabilità oggettiva, la penalizzazione «afflittiva» sarebbe la sanzione alla quale i due club andrebbero incontro. In caso di responsabilità diretta, cioé di coinvolgimento di dirigenti delle società, dalla penalizzazione si passerebbe alla retrocessione.

Per saperne di più su presunti illeciti commessi, tra gli altri, da tesserati (qualcuno ex) appunto del Bari e del Lecce, Palazzi potrebbe incontrare molto presto, addirittura domani, il procuratore della Repubblica di Bari Antonio Laudati. Già tre mesi fa i due si erano incontrati. A inizio febbraio, però, i tempi non erano ancora maturi perché alcune carte potessero essere consegnate alla procura federale. Con l’inchiesta barese sul calcioscommesse ormai alle battute conclusive (dopo gli arresti di Andrea Masiello, Gianni Carella e Fabio Giacobbe le indagini sono andate avanti) è forse giunto il tempo per la magistratura ordinaria di mettere i colleghi della giustizia sportiva nelle condizioni di effettuare le proprie valutazioni.

Dieci le partite dell’ultima stagione finite al centro dell’inchiesta coordinata dal pm Ciro Angelillis e condotta sul campo dai Carabinieri. Diverse le «tipologie» delle presunte combine. Quasi tutte le gare come Palermo-Bari (2-1) sarebbero state «comprate» da gruppi di scommettitori che avrebbero corrotto dei calciatori. Poi ci sono le partite in cui i capi della tifoseria avrebbero avuto un ruolo. Alla vigilia di Cesena-Bari e Bari-Sampdoria, ad esempio, i tifosi avrebbero minacciato alcuni calciatori biancorossi. Sulla sconfitta dei propri beniamini avrebbero poi puntato (e vinto). E poi c’è il derby Bari-Lecce, quello vinto dai giallorossi per 2-0 grazie al quale i salentini centrarono la salvezza. Quello dei 230mila euro che sarebbero stati dati ad Andrea Masiello e ai suoi presunti soci Giacobbe e Carella per perdere. Il sospetto degli inquirenti è che qualcuno vicino al Lecce calcio possa avere un ruolo nella vicenda. L’unica gara in cui l’obiettivo sarebbe stato - si fa per dire - «sportivo»: nessuna scommessa, l’importante era centrare la salvezza. Ma gli inquirenti non escludono che in altre gare (Bari-Sampdoria) le società non siano state del tutto estranee.

Presunte responsabilità penali e illeciti sportivi. Gli accertamenti viaggeranno paralleli. E dal carteggio che il capo dell’ufficio inquirente barese consegnerà a Palazzi, dunque, inizierà la seconda fase delle verifiche al termine delle quali potrebbero esserci pesanti sanzioni sul piano sportivo sulla base del principio della responsabilità oggettiva, definito dallo stesso Palazzi, proprio a Bari, «architrave della giustizia sportiva».

Un terremoto forse più grande di quanto già si temesse. Con una «black list» di gare «sospette» che si è allargata a macchia d’olio con le Procure della Repubblica di Cremona e Bari che in questi mesi hanno continuato a tirar fuori materiale scottante su numerose partite della serie A.

A questo proposito dall’ultima tranche su cui è a lavoro la procura di Cremona potrebbero giungere sviluppi importanti. Gli accertamenti su Lecce-Lazio dell’ultimo campionato sono agli sgoccioli. La seconda tranche dello scandalo sull’asse Bari-Cremona, con Napoli solo apparentemente in posizione d’attesa, appare corposa e comunque Palazzi è pronto a ripartire. L’obiettivo è di fare presto, ma bene: tornato a Roma dovrà riordinare materiale e idee dopo i faccia a faccia con i colleghi del penale. Per dare un calcio al pallone malato.

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