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Domenica 24 Settembre 2017 | 21:31

Calcioscommesse primi deferimenti ora niente pugliesi

ROMA – Come previsto il grosso della Serie A è stato tenuto fuori da questa prima tranche (la seconda se si considera quella della scorsa estate) nata grazie al lavoro della procura di Cremona e sarà valutata quando il procuratore Palazzi potrà disporre della documentazione proveniente dalle procure di Bari (e forse Napoli). Tra i club di A sono stati deferiti soltanto Novara, Atalanta e Siena
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Calcioscommesse primi deferimenti ora niente pugliesi
ROMA – I tanto attesi deferimenti per il calcioscommesse sono finalmente pubblici. Si ferma quindi il totonomi che ha accompagnato i due mesi di indagini condotte della Procura federale guidata da Stefano Palazzi. Come previsto il grosso della Serie A è stato tenuto fuori da questa prima tranche (la seconda se si considera quella della scorsa estate) nata grazie al lavoro della procura di Cremona e sarà valutata quando il procuratore Palazzi potrà disporre della documentazione proveniente dalle procure di Bari (e forse Napoli). Tra i club di A sono stati deferiti soltanto Novara, Atalanta e Siena (e non il Chievo come ipotizzato da qualcuno) per responsabilità oggettiva nel comportamento tenuto da propri tesserati nella passata stagione di Serie B. Inguaiati principalmente dalle responsabilità di Cristian Bertani (il Novara), Cristiano Doni (l'Atalanta) e Filippo Carobbio (il Siena). 

Bertani e Carobbio, legati all’ormai famoso clan degli zingari che si muoveva lungo tutta l’Italia per piazzare combine, mettono nei guai, sempre per responsabilità oggettiva, anche gli ultimi club da cui sono stati tesserati, la Sampdoria (Bertani) e lo Spezia (Carobbio), neo promosso in Serie B. Sono queste società le principali novità nella lunga lista di deferiti che si basa soprattutto sulle deposizioni di Carlo Gervasoni, Filippo Carobbio e in parte Vittorio Micolucci (tutti e tre deferiti), che ha toccato 22 società, 61 persone fisiche tra cui 52 calciatori in attività al momento delle rispettive contestazioni; 2 calciatori in attività al momento delle rispettive contestazioni; 4 dirigenti o collaboratori di Società; 3 iscritti all’Albo dei tecnici, di cui 2 in attività al momento delle rispettive contestazioni.

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