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Lecce ingoia amaro giocherà in anticipo rispetto al Genoa

di MASSIMO BARBANO
LECCE - Alla fine lo strapotere delle televisioni prevale. Lecce-Fiorentina si giocherà come da calendario e cioè nell’anticipo di oggi pomeriggio alle 18, meno di 72 ore dal rientro della squadra dalla trasferta di Torino. Un problema che Serse Cosmi aveva posto già al termine della partita contro la Juventus sostenendo l’esigenza della contestualità degli impegni per garantire la regolarità del campionato. Invece, niente da fare, la Lega calcio sembra adottare due pesi e due misure e ieri ha comunicato la decisione di respingere la richiesta del Lecce
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Lecce ingoia amaro giocherà in anticipo rispetto al Genoa
di Massimo Barbano

LECCE - Alla fine lo strapotere delle televisioni prevale. Lecce-Fiorentina si giocherà come da calendario e cioè nell’anticipo di oggi pomeriggio alle 18, meno di 72 ore dal rientro della squadra dalla trasferta di Torino. Un problema che Serse Cosmi aveva posto già al termine della partita contro la Juventus sostenendo l’esigenza della contestualità degli impegni per garantire la regolarità del campionato. Invece, niente da fare, la Lega calcio sembra adottare due pesi e due misure e ieri ha comunicato la decisione di respingere la richiesta del Lecce.

Molte le proteste, specialmente sui forum dei tifosi, ma la società, al proposito, mantiene un profilo accomodante, nonostante si sia fatta essa stessa promotrice della richiesta di rinvio. «Non possiamo fare altro che prendere atto della decisione», dice l’amministratore delegato del Lecce Renato Cipollini, «dalla Lega ci è stata addotta come motivazione che un’analoga richiesta era stata negata per motivi televisivi anche al Genoa quando ha giocato l’anticipo a Bologna e noi il giorno dopo contro il Parma».

Quanto al posticipo accordato ai genoani mercoledì contro il Cagliari per giocare contestualmente a Juventus-Lecce, qui la Lega calcio non avrebbe avuto voce in capitolo. «L’anticipo era stato deciso dal Questore per motivi di ordine pubblico», chiarisce Cipollini, «una volta spostatisi in un’altra città, i motivi di ordine pubblico sono venuti a mancare e quindi nulla ostava a giocare in contemporanea».

Resta il problema, sollevato da Serse Cosmi, di tenuta fisica, dovendo giocare a strettissimo giro di posta senza la possibilità di recuperare. «In realtà questo può costituire un problema», prosegue Cipollini, «ma ci conforta il fatto che anche i nostri avversari della Fiorentina avranno avuto lo stesso tempo. È vero pure che il Genoa avrà un giorno in più per recuperare, ma lo avrà anche l’Udinese. Insomma, tutto si compensa e poi, arrivati a questo punto non è che la contestualità sia molto importante. Sia noi che i nostri avversari dobbiamo vincere, a prescindere dal fatto di conoscere o meno il risultato dell’altro».

Decisione inattaccabile a termini di regolamento, visto che l’assemblea di Lega dello scorso anno ha ristretto la contestualità delle partite solo all’ultima giornata di campionato. C’è però chi si appella ad un principio di equità che dovrebbe prevalere sugli accordi. È il sindaco Paolo Perrone che scende in campo sull’argomento. «Un pizzico di buon senso», dice il primo cittadino, «avrebbe dovuto indurre i dirigenti della Lega ad accogliere la proposta avanzata dall’Unione Sportiva Lecce che andava nella direzione di assicurare un principio di equità per evitare inutili appendici polemiche al termine di un lungo ed appassionante campionato. In qualità di sindaco, sottolineo che i due incontri si sarebbero dovuti disputare nello stesso giorno e nello stesso orario, visto che sia il Lecce che il Genoa sono impegnati nella lotta per non retrocedere».

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