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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 19:08

Juve-Lecce alle porte Cosmi: serve la forza per entrare nella storia

di MARCO SECLI'
LECCE - Il tecnico del Lecce non regalerà nulla domani sera alla super-Juve. «È l’avversario peggiore che ci potesse capitare in questo momento - premette - ma la nostra classifica ci impone di cercare il massimo in tutte e tre le partite che mancano al termine del campionato, al di là del valore dell’avversario». Dopo le due sconfitte consecutive al Via del Mare, con una squadra apparsa in affanno dopo la prodigiosa rincorsa, c’è chi potrebbe interpretare quelle del tecnico come frasi di circostanza. «Vi assicuro che così non è»
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Juve-Lecce alle porte Cosmi: serve la forza per entrare nella storia
di Marco Seclì

LECCE - «Serve la forza di voler entrare nella storia di questo campionato. Se ci sarà, non so quante possibilità avremo di fare risultato, ma di sicuro ce le giocheremo tutte».

Serse Cosmi non regalerà nulla domani sera alla super-Juve. «È l’avversario peggiore che ci potesse capitare in questo momento - premette - ma la nostra classifica ci impone di cercare il massimo in tutte e tre le partite che mancano al termine del campionato, al di là del valore dell’avversario».

Dopo le due sconfitte consecutive al Via del Mare, con una squadra apparsa in affanno dopo la prodigiosa rincorsa, c’è chi potrebbe interpretare quelle del tecnico come frasi di circostanza. «Vi assicuro che così non è - sottolinea - nonostante l’occasione colossale sprecata domenica contro il Parma. Parlo con sincerità: io credo ancora nella salvezza. Del resto, quando arrivai a Lecce dissi che, se ci fossimo salvati, l’avremmo fatto all’ultimo minuto dell’ultima giornata. E i miei ragazzi - ironizza - mi hanno accontentato».

Ma la squadra ci crede ancora come lui? «Mi basterà guardare i giocatori negli occhi per capire chi è con me e chi no. Mi bastano 14 uomini per giocare le partite che restano, gente che non si arrende e che, anche se finora ha dato tutto, deve trovare la forza per dare ancora di più. Niente fatalismo, niente rassegnazione».

Anche se il cammino verso la permanenza non dipende solo dal Lecce. E qui torna il rammarico per aver sprecato con il Parma l’opportunità di diventare artefici del proprio destino. «È vero - ammette Cosmi - sapevamo che facendo risultato, e ottenendo il massimo nelle ultime tre gare, saremmo stati salvi. Oggi dipende anche dal Genoa, ma sono convinto che quest’anno, anche per la questione calcioscommesse, pure negli ultimi turni non ci saranno partite facili per nessuno».

Guardando alla Juve, Cosmi riconosce che «all’inizio della stagione era impensabile per tutti un campionato del genere». «Una squadra che non perde mai, dove tanti campioni vanno in panchina senza lamentarsi. Imprese del genere le ho viste fare solo al mio Perugia nel ‘78 e al Milan di Capello. Conte è riuscito a bruciare i tempi e a dare una fisionomia precisa alla Juve». C’è chi cita anche fattori «esterni» che avrebbero contribuito a riportare i bianconeri ai fasti di un tempo, come il nuovo stadio. «Non sono gli stadi a vincere - obietta Cosmi - il contorno può aiutare, ma i risultati delle partite le determinano gli undici che scendono in campo». E forse approfitta dell’occasione offerta dal prevedibile ambiente infuocato per lanciare qualche messaggio indiretto a qualche suo talento ultimamente un po’ appannato, Muriel e Cuadrado. «Sono queste le gare in cui si capisce chi può giocare in una grande squadra e chi no. In uno stadio così, contro un avversario del genere, si vede cosa c’è sotto i pantaloncini...».

Un pungolo per stimolare soprattutto Muriel. «È un ragazzo del 91 e forse ora è un po’ stanco. Però ci sono ragazzi di 36 anni come Di Michele che in campo corrono come quelli di venti. David avrà mille difetti, ma ha ancora il gusto di giocare a pallone, è un giocatore dentro». È la dimostrazione che le motivazioni fanno la differenza. Vedremo quante il Lecce, tutto il Lecce, saprà tirarne fuori domani sera nel tempio della Juve.

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