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Il Taranto stacca il ticket dei playoff

di LORENZO D'ALO'
TARANTO - C’è la matematica certezza dei playoff in Prima Divisione di calcio. Esiste la concreta possibilità di chiudere la stagione regolare al secondo posto. Tempo di verdetti per il Taranto che piega la Reggiana e annota i risultati della concorrenza: la puntuale vittoria del Carpi, il sorpasso del Sorrento sulla Pro Vercelli, l’eliminazione del Benevento, ormai fuori dagli spareggi-promozione. Definitiva la griglia. Da decidere gli accoppiamenti. Semifinale con la Pro Vercelli o col Sorrento: non si sfugge
• Foggia, punto salvezza
Il Taranto stacca il ticket dei playoff
TARANTO-REGGIANA 1-0 

TARANTO: Bremec 6.5; Sosa 6.5; Di Bari 6.5, Prosperi 6.5; Antonazzo 5.5, Di Deo 5.5, Pensalfini 5.5 (20’ st Sciaudone 6), Rizzi 5.5; Chiaretti 5.5 (44’ st Bradaschia sv), Girardi 5.5, Alessandro 5.5 (10’ st Rantier 5.5). A disp.: Faraon, Cutrupi, Bertolucci, Guazzo. All.: Dionigi.

REGGIANA: Silvestri 7; Cabeccia 5.5 (35’ st Arati sv), Zini 6, Aya 6, Sperotto 5.5; Iraci 5.5 (23’ st Panizzi 5), Ardizzone 5, Viapiana 6.5, Matteini 6; Fedi 5.5 (16’ st Rossi 5), Gurma 6.5. A disp.: Bellucci, Migliocchetti, Spezzani, Guidetti. All.: Zauli.

ARBITRO: Ghersini di Genova.

RETE: pt 34’ Prosperi.

NOTE: angoli 2-9 per la Reggiana. Ammoniti: Prosperi e Chiaretti del Taranto; Viapania, Zini e Sperotto della Reggiana. Spettatori 4304 (1171 tessere annuali) per un incasso di 35.427,02 euro. Recupero: 1’ pt, 4’ st.

di Lorenzo D’Alò

TARANTO - C’è la matematica certezza dei playoff. Esiste la concreta possibilità di chiudere la stagione regolare al secondo posto. Tempo di verdetti per il Taranto che piega la Reggiana e annota i risultati della concorrenza: la puntuale vittoria del Carpi, il sorpasso del Sorrento sulla Pro Vercelli, l’eliminazione del Benevento, ormai fuori dagli spareggi-promozione. Definitiva la griglia. Da decidere gli accoppiamenti. Semifinale con la Pro Vercelli o col Sorrento: non si sfugge. Domenica ad Avellino il Taranto saprà. Ora, però, quello che deve succedere, accada. Tagliato il primo traguardo, resta la grandezza di una squadra imbattuta da sei mesi e capolista virtuale.

Faticosa la vittoria sulla Reggiana, ma un po’ era previsto. La quarta partita in dodici giorni presenta il conto: stanchezza diffusa, riflessi appannati, dispersioni inevitabili. E poi la Reggiana non fa concessioni, nel senso che cerca ostinatamente il punto della salvezza. Non lo troverà, ma alla fine riuscirà ugualmente a festeggiare la permanenza. Vince, comunque, il Taranto perché ha esigenze più urgenti. E una storia che reclama, un sentimento che rinsalda, un popolo che spinge. Ha molto dalla sua parte il Taranto. Non può fallire. E non fallisce. Il gol di Prosperi, nel cuore di un primo tempo pieno di opportunità per gli emiliani, è un’indicazione del destino. Almeno, così sembra. Segna di testa il capitano, sfruttando gli esiti (movimenti e blocchi) dell’immancabile situazione da palla inattiva. Stavolta è una calibratissima punizione-cross di Chiaretti a dettare il gol che vale doppio: partita e playoff. L’esito, a voler riconoscere lo sforzo della Reggiana, non è correttissimo. La squadra di Zauli un gol l’avrebbe meritato. Ma si limita a sfiorarlo, mancando clamorosamente di senso pratico.

Nelle labirintiche difficoltà di un confronto avvolto dal primo caldo opprimente, il Taranto procede con lentezza e crea poco. I pensieri non diventano mai fluidi. E la manovra risente dell’assenza di ritmo. Non sembra una questione di assetto. È, semmai, uno stato che rimanda anche alla spendibilità degli interpreti. Il turnover imposto da Dionigi «normalizza» il centrocampo, un po’ sulle gambe nei due interni (Di Deo e Pensalfini) e privo della necessaria qualità in corsa nei due esterni (Antonazzo e Rizzi). In mezzo, quando la Reggiana riconquista il pallone e i due laterali si abbassano, si apre una voragine di campo da coprire. In attacco Chiaretti e Alessandro incespicano spesso nell’ispirazione. A reggere è la difesa: i tre che la compongono (reparto) e i sincronismi che la regolano (fase). In avvio il Taranto (3-4-3) subisce il palleggio rapido della Reggiana (4-4-2). E in quattro circostanze vacilla: salvataggio di Rizzi sulla linea sul tiro di Fedi; punizione velenosa di Viapiana; anticipo di Prosperi sul cross che sta per armare Fedi; respinta di Bremec e doppio tocco di Gurma che non riesce a pungere. Il Taranto, però, segna. Ad infilare di testa è Prosperi, abile a cercare il primo palo sulla pennellata di Chiaretti (34’).

Nella ripresa il Taranto gioca a farsi bastare il vantaggio minimo. I rischi sembrano calcolati, anche se la Reggiana non rinuncia all’idea del pareggio. Ma la pericolosità degli emiliani si affievolisce. Dionigi cerca di smuovere le acque stagnanti della partita, immettendo la velocità di Rantier (fuori Alessandro). E il francese, continuamente imbeccato dai compagni, comincia a scattare nello spazio che si spalanca alle spalle della difesa gigliata. Ma non graffia. Indugia, rientrando sul destro; si fa anticipare di testa dal portiere; impegna severamente l’estremo emiliano. La Reggiana segna in fuorigioco con Gurma. Dionigi completa il giro delle sostituzioni, inserendo Sciaudone (fuori Pensalfini) e Bradaschia (fuori Chiaretti). Partita agli ultimi fiati. Il Taranto controlla e vince. La curva intona «la capolista se ne va». Dove? Presto lo scopriremo.

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