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Cras in finale ora assalto  allo scudetto Gara1 a Schio il 2 maggio

TARANTO - Quarta finale-scudetto consecutiva del basket femminile. Il Cras del coach Roberto Ricchini si conferma squadra talentuosa ed ingorda. Dopo una serie infinita, dura e spettacolare, caratterizzata da cinque match in undici giorni, Lucca finisce al tappeto. Decisivo il 3-2 di ieri sera in un PalaMazzola in stato febbrile. Merito della tecnica e della tattica che permettono (dal primo pallone) al Cras di perforare un impermeabile difensivo, che non sempre in questa semifinale ha avuto un atteggiamento «legale» con le attaccanti avversarie
Cras in finale ora assalto  allo scudetto Gara1 a Schio il 2 maggio
CRAS taranto-Lucca 67-47 

CRAS TARANTO Sottana 4, Siccardi 6, Greco 6, Godin, Vaughn 21; Gianolla 9, Mahoney 7, Ballardini 10, Giauro 4, Melnika. All. Ricchini.

LE MURA LUCCA Corradini, Bagnara 9, Andrade 7, Willis 12, Hampton 10; Gentile 3, Amato ne, Petri, Favilla, Ruzickova 6. All. Diamanti.

ARBITRI Cherbaucich di Trieste e Borgo di Vicenza.

PARZIALI 21-14, 37-22, 45-35, 67-47.

NOTE - Tiri da 2: Cras 26/45, Lu 17/35. Tiri da 3: Ta 2/15, Lu 2/10. Tiri liberi: Ta 9/15, Lu 7/8. Spettatori: 2850.

TARANTO  - Quarta finale-scudetto consecutiva del basket femminile. Il Cras del coach Roberto Ricchini si conferma squadra talentuosa ed ingorda. Dopo una serie infinita, dura e spettacolare, caratterizzata da cinque match in undici giorni, Lucca finisce al tappeto. Decisivo il 3-2 di ieri sera in un PalaMazzola in stato febbrile. Merito della tecnica e della tattica che permettono (dal primo pallone) al Cras di perforare un impermeabile difensivo, che non sempre in questa semifinale ha avuto un atteggiamento «legale» con le attaccanti avversarie. I loro numeri sono però accattivanti e sono il frutto del gioco operaio caro a Ricchini.

Al 7’ Taranto emette il primo acuto del match: +9 al 7’. Lucca reagisce, stringendo la cinghia in difesa e catapultandosi in attacco. La risposta è il -6 del 12’. La formazione pugliese non ammira e risponde con intelligenza e cattiveria. Mentre la «bandiera americana» Vaughn viene momentaneamente ammainata in panchina (2 falli celeri dopo un avvio-boom), le sue compagne sul parquet fanno meraviglie. Le Mura non si incantano, ma subiscono. Le giocatrici bianco-rosso-stellate vengono aggirate come coni di un percorso ad alta velocità. Prezioso l’inserimento in corso d’opera di Ballardini, che al 15’ fa schizzare il Cras sul +15 dopo una dimostrazione di basket-accademia col play Sottana. Non solo stoffa, ma passione. E’ quella messa in campo da Siccardi, Godin e Giauro, dure in marcatura ed a rimbalzo. Lucca prova a rispondere, ma lo fa col contagocce, subendo una pressione continua da Taranto, che va negli spogliatoi con il rassicurante +15.

Dal tunnel il Cras esce più concentrato di prima. Sul parquet l’effetto è il 18-9 stampato su Lucca in 5 minuti. A viziare il break è una difesa tagliente ed un attacco esplosivo (47% finale con 15 tiri in più operati rispetto all’ospite), che ritrova una Vaughn puntuale sotto canestro. A rimorchio un paio di numeri di Ballardini. Taranto si rilassa un attimo e le toscane (con Bagnara) accorciano: -10 al 30’. L’assalto della truppa di Diamanti si ferma qui, perché nell’ultimo timeout lungo Ricchini ricarica le batterie e olia i meccanismi del suo gruppo. La riposta è immensa e trasuda basket, che è una rete che avvolge l’avversario. Quando Sottana segna un canestro in sospensione da autentica provetta della Wnba, il coach ospite le sfiora la spalla per complimentarsi. E’ il segno della resa delle Mura, che continuano a subire nelle orecchie la musica alta dell’orchestra tarantina. Il Cras è straripante e vola sino a toccare il +26 ad una manciata di secondi dal gong finale.

L’ultimo periodo di 21-12 è un messaggio da inviare alla Famila Schio per la battaglia tricolore. Un anno dopo torna il solito duello, la cui trama comincerà ad essere scritta da dopodomani. Il Cras ha questa volta il vantaggio del pubblico che, però, come la serie con Lucca ha dimostrato, non può essere totalmente influente. I playoff hanno un corso imprevedibile, spetta alle contendenti condizionarne l’andamento con il proprio basket. Quello sinora attuato dal Cras fa pensare positivo.

Alessandro Salvatore

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