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Martedì 26 Settembre 2017 | 20:19

Il Cras si risolleva semifinale con Lucca va alla sfida decisiva

LUCCA - Le Mura sgretolate. Con la pistola puntata alle spalle, con il rischio di cadere giù e non potersi più mettere sul filo dei playoff e di una stagione intera, il Cras riemerge (66-72). E lo fa con un basket lucido, che è una risposta alle prove incomplete di gara uno e tre, che avevano seminato nel proprio animo la sindrome di Lucca. Il quarto tricolore di basket femminile della sua storia resta possibile
Il Cras si risolleva semifinale con Lucca va alla sfida decisiva
LE MURA LUCCA-CRAS TARANTO 66-72 

LE MURA LUCCA: Corradini, Bagnara 16, Andrade 5, Willis 16, Hampton 6; Gentile 10, Amato ne, Petri ne, Favilla 1, Ruzickova 12. All. Diamanti

CRAS TARANTO: Sottana 10, Mahoney 9, Ballardini 12, Godin 10, Vaughn 17; Gianolla 1, Greco 9, Siccardi 2, Giauro 2, Melnika. All. Ricchini. Le Mura. Arbitri: Rudellat di Nuoro e Pisoni di Milano.

PARZIALI: 18-20, 32-40, 44-55, 66-72.

NOTE: T2 Lucca 21/40, Cras 24/44; T3 Lucca 3/13, Cras 3/14; TL Lucca 15/19, Cras 15/21.

di ALESSANDRO SALVATORE

LUCCA - Le Mura sgretolate. Con la pistola puntata alle spalle, con il rischio di cadere giù e non potersi più mettere sul filo dei playoff e di una stagione intera, il Cras riemerge. E lo fa con un basket lucido, che è una risposta alle prove incomplete di gara uno e tre, che avevano seminato nel proprio animo la sindrome di Lucca.

Ieri Taranto ha rotto nel momento più delicato il tabù del PalaTagliate. L’impianto toscano è ripieno di entusiasmo e fame sportiva, cartolina di un basket femminile che sa essere contagioso, con 200 tifosi tarantini a regalare lo spettacolo nello spettacolo. Loro che lo scudetto lo hanno già toccato e che sanno leggere negli «avversari» la stessa febbre. Il premio a questa fede che dura da oltre dieci anni è la pallacanestro cristallina offerta dal Cras, che da subito dimostra di esserci col cervello, fondamentale per tramutare il talento in risultato. In questo caso è il pareggio della semifinale, che rimanda il verdetto definitivo a gara-5 di domenica (ore 18) al PalaMazzola.

Il Cras intelligente lancia il primo segnale: 9-4 al 5’. A Diamanti non piace l’atteggiamento della sua squadra e la «randella» nel primo timeout. La risposta viene dalle mani di Bagnara (sempre da sola segna da lontano), Ruzickova (rimbalzi e canestri) e di Willis, i cui movimenti nell’area sono leggiadri e produttivi. Così arriva la risposta di Lucca, che piazza il break di 12-3 in 2’ che vale il +4.

Ricchini risponde mettendo in lavatrice il suo quintetto e trovando una risposta confortante da Ballardini che, a cavallo tra primo e secondo parziale, emette la prima scarica del match di matrice rossoblù. L’ala con due triple ed una penetrazione arricchita da libero costruisce il break di 14-6 in 7’ che porta il Taranto avanti di 10 lunghezze. Lucca, nel primo momento di difficoltà, è preso per mano dalla «guerriera» Gentile, che vizia il -8 di metà tempo.

Dagli spogliatoi il Cras esce rilucidato e diventa un «corpo unico». La pressione difensiva sale (26 palle recuperate), a rimbalzo è sempre dominio (39-25, con 12 recuperi di una immensa Godin, che resiste anche alle botte delle avversarie, compresa una gomitata di Willis non sanzionata) e l’attacco finalmente decide di funzionare chiudendo con la percentuale jonica sin qui più alta della serie dal campo: 46.5%. In questo dato c’è la rinascita nell’area di Vaughn: ben servita elude con tecnica ed artigli la difesa che a lei si inchina, toccando il 72.7% nel tiro da 2.

A rimorchio giungono i canestri fantasiosi di Ballardini (50% dal campo) ed il doppio 9 di Mahoney e Greco, che infila la tripla della riconciliazione con l’attacco dopo una partita immensa in difesa assieme alle sue compagne. Le loro sono fucilate che costruiscono il break di 21-12 dall’inizio della ripresa, che spinge Taranto sino al +17 del 33’. Qui Lucca ha la reazione dell’orgoglio. Il break di 18-7 in 5’ vale il -6 del 38’. Ma la squadra rossoblù non si scompone e rimane austera, tirando a fine match un sospiro di sollievo. Il quarto tricolore della sua storia resta possibile.

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