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Domenica 22 Ottobre 2017 | 15:54

Il Bisceglie al centrodestra? Il sindaco si oppone

L'imprenditore barese, Enrico Tatò, amico del deputato locale di An, Francesco Amoruso, sta per rilevare il club di Eccellenza, ma il primo cittadino, Francesco Napoletano, dei Comunisti italiani, costringe l'interessato a fare marcia indietro: ««Avevo pronto già tecnico e giocatori»
BISCEGLIE (BARI) - Un forestiero, e per giunta di opposto schieramento politico rispetto a quello del sindaco, non può acquistare una società di calcio. E' così il primo cittadino, espressione dei Comunisti italiani, ha dato vita ad una disputa alla Peppone e don Camillo che ha infiammato gli animi di Bisceglie, cittadina marinara di quindicimila abitanti a nord di Bari. Tutto per contendersi la guida della gloriosa società sportiva Calcio Bisceglie (Eccellenza, colori nerazzurri), da molti anni in crisi, con un passato ormai lontano in C2.
Il sodalizio versa in condizioni economiche non floride, ci sono pochi soldi e senza denari non si possono proporre programmi per un futuro roseo. Così l'imprenditore barese Enrico Tatò, vicino al centrodestra ed amico del deputato locale di An Francesco Amoruso, presenta ai sette soci del club un programma di rilancio della squadra. Mancano solo le firme per trasferire la proprietà quando interviene il sindaco, Francesco Napoletano, ad aizzare gli animi dei biscegliesi. «Avevo pronto già un elenco di giocatori da ingaggiare, un nuovo allenatore - racconta Tatò - poi a causa di forti ingerenze politiche è saltato tutto».
Negli stessi giorni in cui si svolgeva la trattativa, infatti, sono comparsi in città manifesti a firma del sindaco con scritto 'Bisceglie ai biscegliesi, anche nello sport è finita l'epoca nella quale chiunque poteva venire a comandare a casa nostrà, 'un presidente forestiero è una sconfitta per la città».
La fervida creatività letteraria di Giovannino Guareschi, con tutta probabilità, avrebbe tratto ispirazione da questa querelle, spiegabile solo alla luce dell'orientamento politico dei protagonisti. Tatò non si spiega, in termini sportivi, il dissenso del sindaco, anche perchè non è mai riuscito, nonostante tanti tentativi, ad incontrarlo di persona. «E' pensare che il settentrionale Zamparini - dice - ha fatto la fortuna del Palermo addirittura portando la squadra in Europa. Io la volevo rilanciare, ma non mi è stato permesso».
Dopo tante polemiche, conferenze stampa, manifesti pubblici l'imprenditore ha tirato i remi in barca, ma non ha perso la passione per il calcio: «Ora ho dei contatti con Agostino Divella, presidente del Noicattaro. Con il Bisceglie ho chiuso».
Ed i tifosi nerazzurri continuano ad interrogarsi sul futuro della propria squadra, nobile decaduta del calcio pugliese.

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