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F1 - Caso Michelin: la Fia si esprimerà a settembre

Avrebbe dovuto stabilire le pene nei confronti dei sette team che si erano ritirati nel Gp di Indianapolis. La Federazione aspetta di sapere se la Michelin si impegnerà a garantire che quanto accaduto il 19 giugno non si ripeterà e se l'azienda francese di pneumatici risarcirà gli spettatori americani
PARIGI - Il Consiglio mondiale della Fia ha ritenuto le sette scuderie che non hanno preso il via del Gp Usa di Indianapolis colpevoli di «non essersi assicurate di essere in possesso di gomme adatte al Gp di Indianapolis, pur con alcune attenuanti». La Fia ha inoltre stabilito che i sette team sono colpevoli di «aver erroneamente impedito la partenza delle vetture, pur avendo diritto di passare nella pit lane ad ogni giro».
Nello stesso tempo il Consiglio della Fia non ha ritenuto colpevoli i sette team di «essersi messi d'accordo tra di loro per non partire, visto che fino all'ultimo hanno sperato che la corsa prendesse il via». Questo era il capo d'accusa forse più pesante, perchè insinuava l'esistenza di un cartello contro la Fia. La sessione del WMSC, durante la quale sono stati ascoltati Flavio Briatore (Renault), Ron Dennis (McLaren-Mercedes), Franck Williams (Williams-BMW), Nick Fry (BAR-Honda), Peter Sauber (Sauber-Petronas), Christian Horner (Red Bull-Cosworth) e Tsutomu Tomita (Toyota), ha inoltre stabilito che le scuderie non sono colpevoli di non aver accettato una riduzione della velocità, e di non aver avverito i commissari di corsa delle loro intenzioni di non partire.
Nello stesso tempo la Fia ha spiegato che sono stati fatti passi formali con la Michelin perché fatti del genere non si ripetano più, e con le scuderie per rimborsare i fans di Indianapolis. Alle scuderie, che sembrano comunque non aver gradito il verdetto, le pene saranno comunicate il prossimo 14 settembre.

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