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Calcio - Zola si ritira: «Un'avventura fantastica»

A 39 anni (martedì prossimo), ha prevalso la voglia di trascorrere più tempo con la famiglia e concedersi un po' di relax prima di capire cosa vorrà fare da… grande. Per adesso ha deciso di appendere le scarpette al chiodo, di futuro non vuole ancora parlare
CAGLIARI - Si è presentato in compagnia della moglie Franca e dell'amico-manager Fulvio Marrucco con la faccia tirata di chi ha dormito poco e pensato a lungo, Gianfranco Zola. Già perché dopo l'incontro di ieri sera con il presidente del Cagliari, Massimo Cellino - al quale ha annunciato per primo la sua decisione - il fuoriclasse sardo ha continuato a riflettere e pensare se davvero stava facendo la cosa giusta.
La decisione di smettere, infatti, è stata sofferta, ponderata a lungo. Alla fine ha prevalso la voglia di trascorrere più tempo con la famiglia e concedersi un po' di relax prima di capire cosa vorrà fare da grande. Per adesso Zola ha deciso soltanto di appendere le scarpette al chiodo, di futuro non vuole ancora parlare. «Non ho ancora fatto un giorno di vacanza da quando è finito il campionato, ho passato tutto il tempo a ritirare premi», sorride.
L'emozione è tanta, anche se Zola cerca di nasconderla: «Ringrazio tutti i tifosi e tutte le persone che ho conosciuto in tanti anni di carriera, dalla Nuorese al Chelsea. Speravo dopo un po' di tempo passato a riflettere di voler continuare questa avventura fantastica, ma ora credo che sia giusto così: è arrivato il momento di finirla. Tutti sanno che sono venuto a Cagliari con tanta passione e un sogno: riuscire a dare a questa squadra il mio aiuto per tornare in serie A e restarci. Credo di esserci riuscito, è questo mi riempie di orgoglio. Per questo devo ringraziare il Cagliari, il suo presidente, i compagni, tutta la gente sarda che mi ha accolto alla grande e mi ha sempre sostenuto».
«Ora che la mia carriera è terminata - ha continuato Zola - posso dire che sono contento di quello che ho fatto. Non tutti hanno la fortuna di porsi un obiettivo e di raggiungerlo. Io ci sono riuscito e questa per me è una grande soddisfazione. E' stato bello, non ho vissuto questa lunga esperienza pensando a un lavoro, ma solo a un divertimento. A chi mi chiedeva quale fosse il segreto della mia longevità calcistica ho sempre risposto che giocavo per piacere, per era una goduria allenarmi e scendere in campo la domenica».
Adesso, però, con 39 candeline da spegnere martedì prossimo, Zola ha detto basta. E tutti non possono che essere tristi, dal presidente ai tifosi: «La società mi aveva già offerto il rinnovo del contratto - conclude Zola - Cellino era dispiaciuto e ha provato anche a farmi cambiare idea».

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