Cerca

Taranto, la beffa arriva oltre il 90’

di LORENZO D'ALO'
COMO - Un minuto è per Piermario: il più intenso, il più toccante, il più vero. Poi c'è la partita. Il tempo lungo del Taranto che dà la sensazione di potercela fare. E l’attimo fugace del Como che riacciuffa il pari quasi allo scadere. Finisce 1-1 la sfida di recupero della Prima Divisione di calcio in riva in Lago. Il Taranto conquista un punto leggero. Gli altri due li lascia sfiorire per la cronica mancanza di cattiveria sotto porta
Taranto, la beffa arriva oltre il 90’
Como - Taranto 1-1 

COMO: Giambruno 5.5; Ghidotti 5.5, Conti 6, Diniz 6.5, Som 6; Salvi 5, Ardito 5.5, Lulli 5 (13’ st Bardelloni 5.5); Doumbia 4.5 (25’ st Romano 5), Tavares 6, Ciotola 5 (40’ st Palumbo sv). A disp. Twardzik, Ambrosini, Imburgia. All. Ramella (in panchina Villa).

TARANTO: Bremec sv; Sosa 6, Di Bari 6, Prosperi 6; Garufo 6.5, Giorgino 6, Di Deo 6, Bertolucci 6.5; Chiaretti 6, Girardi 6.5 (27’ st Mendicino sv, 36’ Vicedomini sv), Alessandro 5.5 (21’ st Rantier 6). A disp. Faraon, Cutrrupi, Antonazzo, Bradaschia. All. Dionigi.

ARBITRO: La Penna di Roma.

RETI: pt 35’ Chiaretti; st 48’ Tavares.

NOTE: angoli 5-5; ammoniti: Doumbia e Bardelloni del Como; Bertolucci del Taranto. Spettatpori 699 per un incasso di 4992 euro. Recupero: 1’ pt, st 5’.

di Lorenzo D’Alò

COMO - Un minuto è per Piermario: il più intenso, il più toccante, il più vero. Poi c'è la partita. Il tempo lungo del Taranto che dà la sensazione di potercela fare. E l’attimo fugace del Como che riacciuffa il pari quasi allo scadere. Finisce 1-1 la sfida in riva in Lago. Il Taranto conquista un punto leggero. Gli altri due li lascia sfiorire per la cronica mancanza di cattiveria sotto porta.

Dionigi conferma quasi in blocco la formazione di Pisa. Ha poco da inventarsi. Può solo ridisegnare la «geografia» dell’attacco. L’arcipelago delle punte, infatti, prevede: un due isolotti creativi (Chiaretti e Alessandro) e uno scoglio avanzato (Girardi). Modulo: 3-4-3, ovvero si torna alle origini, sperando che funzioni. Dipende soprattutto dalla vena degli esterni alti. Sono loro la combinazione potenzialmente in grado di spalancare qualsiasi cassaforte, anche la più sofisticata. Scelte obbligate per Ramella, che registra le defezioni più pesanti in prima linea: Paonessa, Toledo e Ripa sono squalificati. Per allestire il tridente, il tecnico lariano ricorre a Doumbia, Tavares e Ciotola. Modulo: 4-3-3.

Cielo plumbeo e pioggia insistente. Rigurgiti invernali sul «Sinigaglia» per la ripetizione della partita sospesa lo scorso 25 marzo (arbitro ko). Avvio vibrante. Ma forse è il prato zuppo d’acqua a creare questa specie di illusione ottica. In realtà per un bel po’ non accade granché. Non è fase di studio. Il Taranto sa quello che deve fare, ma non sembra riuscirci. E così resta imbozzolato nel suo palleggio sotto ritmo e senza sbocchi. Non aiuta l’atteggiamento estremamente prudente del Como che quando deve difendersi, si abbassa compatto dietro la linea della palla, azzerando la superficie giocabile. La squadra rossoblù vorrebbe fare la storia della partita e cerca l'episodio per sbloccarsi. Forse lo trova nel destro piazzato di Alessandro destinato all'incrocio (appena fuori). Qualcosa, infatti, si scioglie nella manovra del Taranto. Spuntano cross e si realizzano combinazioni. Il Como rimane rintanato nella propria metà campo. Dalle parti si Bremec si affaccia di rado, sfruttando l’esito improbabile di qualche controfuga solitaria. Non serve invertire le ali. A salire è la pressione del Taranto che al 35’ si porta in vantaggio. Corner di Alessandro, traiettoria letale, uscita maldestra di Giambruno, pallone che picchia sotto la traversa, rimbalza sulla linea di porta e la travalica sull’irrompere decisivo di Chiaretti. È il gol che premia lo sforzo ragionato del Taranto. E punisce la massiccia e indistinta attività di presidio del Como. Giusto così.

Nella ripresa la formazione lariana mostra un’intraprendenza di facciata. Sulla partita, infatti, il Taranto mantiene un controllo costante. Tampona e riparte, spaventando continuamente la retroguardia comasca. Alessandro (conclusione deviata) e Girardi (girata di testa) portano pericoli concreti. Mentre Dionigi comincia ad intercettare la fatica. Richiama l’esausto Alessandro (dentro Rantier), senza modificare l'impianto tattico. Il Taranto tiene, sfruttando la saldezza dell'asse centrale: il lavoro puntiglioso degli interni (Giorgino e Di Deo) e la corsa elastica degli esterni (Garufo e Bertolucci). Servirebbe il gol della sicurezza, ma il piattone di Di Deo, magistralmente pescato in area da Chiaretti, è impreciso. L'errore condanna il Taranto ad un finale un tantino spasimato, anche perché Mendicino, appena subentrato a Girardi, si stira al primo allungo, costringendo Dionigi al cambio forzato (entra Vicedomini, un centrocampista). Il Taranto diventa 3-5-2. Il Como viene avanti. Ma nei suoi sviluppi offensivi si leggono chiaramente foga e approssimazione. Almeno sino al terzo dei cinque minuti di recupero, quando un errore in disimpegno di Chiaretti, libera sulla destra Diniz che riesce a tagliare in mezzo un cross basso sul quale è esiziale il tocco di Tavares. Gol insperato per il Como. E beffa tremenda per il Taranto.

LA NUOVA CLASSIFICA - Ternana 59, Carpi 56, Pro Vercelli 54, Taranto 51, Sorrento 50, Benevento 49, Avellino, Lumezzane e Pisa 39, Reggiana 37, Tritium 35, Foggia e Como 34, Spal e Monza 27, Viareggio 26, Pavia 25, Foligno 21.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400