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Sabato 23 Settembre 2017 | 13:12

Calcio e scommesse Lecce, Corvia e Vives in Procura federale

di MASSIMO BARBANO
LECCE - Corvia e Vives convocati dal procuratore federale Stefano Palazzi. L’audizione è stata fissata per venerdì prossimo presso la Procura della Figc che sta stringendo i tempi degli interrogatori per giungere alla chiusura delle indagini (ed ai probabili deferimenti) entro la fine del mese di aprile. Si tratta per entrambi del primo interrogatorio da parte della Procura sportiva, ma entrambi sono stati già sentiti dai giudici ordinari delle varie procure che stanno indagando sul calcio scommesse
Calcio e scommesse Lecce, Corvia e Vives in Procura federale
di Massimo Barbano

LECCE - Corvia e Vives convocati dal procuratore federale Stefano Palazzi. L’audizione è stata fissata per venerdì prossimo presso la Procura della Figc che sta stringendo i tempi degli interrogatori per giungere alla chiusura delle indagini (ed ai probabili deferimenti) entro la fine del mese di aprile.

Si tratta per entrambi del primo interrogatorio da parte della Procura sportiva, ma entrambi sono stati già sentiti dai giudici ordinari delle varie procure che stanno indagando sul calcio scommesse.

Corvia fu ascoltato la scorsa estate dai giudici di Cremona e quello sembrò un interrogatorio chiarificatore, nel senso di escludere il coinvolgimento dell’attaccante del Lecce la cui identità sarebbe stata «usurpata» da Paoloni che, per accreditarsi agli «Zingari», millantava di essere Corvia. Tuttavia, dopo successivi accertamenti, il nome di Daniele Corvia fu iscritto nel registro degli indagati.

Più recente, invece, il coinvolgimento di Giuseppe Vives anche se il suo nome compare in alcune conversazioni in cui si tira in ballo l’allora centrocampista del Lecce come uno dei giocatori giallorossi che erano al corrente della fallita combine con l’Inter.

L’unico interrogatorio di Vives da parte della giustizia ordinaria, risale però, a pochi giorni fa e lo ha fatto la Procura di Bari nelle indagini sul presunto «biscotto» del derby dello scorso anno. Tuttavia, è da escludere che il procuratore federale Palazzi abbia convocato Vives in ordine al derby Bari-Lecce. E tanto, perchè, gli atti di indagine di questa partita non gli sono ancora stati messi a disposizione da parte della Procura di Bari.

Tutto fa pensare, quindi, che Corvia e Vives siano stati chiamati da Palazzi per altre partite dello scorso campionato e cioè quelle oggetto di indagine della Procura di Cremona, le uniche che entreranno in questo processo-bis.

Il loro nome non era comparso neanche per la presunta combine di Lecce-Lazio (per la quale si era parlato di Benassi, Rosati e, genericamente, di altri tre quattro giocatori del Lecce) che sembra essere la partita più delle altre al centro dell’inchiesta. Se così fosse, la convocazione dei due calciatori significherebbe che Palazzi vuole vederci chiaro anche per altre partite sospette. Le più probabili sono Brescia-Lecce e Inter-Lecce per le quali si ipotizzava una combine per l’over, riuscito soltanto nel primo caso. La gara con l’Inter, invece, già entrata nella prima fase dell’inchiesta sembrava esserne uscita come una millanteria del solito Paoloni.

Il tutto in attesa della spada di Damocle del derby che sembra essere l’accusa più grave, anche se alcuni passaggi contestati appaiono quanto meno singolari, come quello di un atteggiamento amichevole fra Vives e Masiello prima della partita, interpretato come l’assenso per la combine. «Mi pare assurdo un pò tutto, non solo questo», commenta al proposito dice il patron del Lecce Giovanni Semeraro, «prima di ogni partita i giocatori si salutano con qualcuno degli avversari. Se per questo dovessimo ipotizzare una combine ogni volta, tutte le partite sarebbero truccate».

Quanto agli appelli che da alcune parti dell’ambiente della tifoseria arrivano per tirare fuori le unghie e i denti e respingere queste accuse, Semeraro è netto: «Non sono imputato di nulla, perchè nessuno mi ha contestato qualcosa, non vedo cosa dovrei fare. Sono soltanto delle voci e non posso certo difendermi dalle voci».

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