Martedì 14 Agosto 2018 | 21:14

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Motomondiale - GP d'Olanda: sesto acuto di Rossi

Ad Assen, ha ottenuto nella MotoGP la 5ª vittoria consecutiva prendendo il largo in classifica. Ha preceduto Melandri (Honda) e Edwards (Yamaha). Quinto Gibernau (Honda). Sesto Biaggi (Honda). Porto si è imposto nella classe 250, Talamacsi tra le 125
ASSEN - Valentino Rossi è di un altro pianeta. Un extraterrestre che agli altri non lascia nemmeno le briciole, un cannibale alla Eddy Merckx, un campione che rischia di monopolizzare la scena della motoGp per un altro decennio. Ad Assen, sul circuito del Gran Premio d'Olanda, il pesarese della Yamaha mette a segno il suo sesto successo in sette gare, il quinto consecutivi, numeri evidenti di un dominio che, almeno nella stagione corrente, nessuno può strappargli di mano. Il Dottore sale in cattedra anche da queste parti e recita un copione che sta diventando abituale: fa sfogare i suoi presunti rivali e poi, quando annusa nell'aria il momento migliore, spinge sul gas e se ne va. Solo Alex Barros, in questo 2005 che non regala sorprese, ha saputo batterlo: e ad Assen Marco Melandri ad arrendersi all'evidenza, così come era già accaduto a Sete Gibernau e Max Biaggi.
Una corsa pefetta, senza sbavature di Valentino, bravo a scappare quando Melandri tentenna e rischia addirittura l'uscita di scena, freddo come un iceberg nel contenere il ritorno del ravennate, che sparava tutte le sue cartucce prima di accontentarsi del suo primo secondo posto in carriera nella classe regina. «La dote che mi contraddistingue dagli altri - ha ammesso Rossi intervistato da Mediaset - è che riesco ad andare forte in ogni circuito. Ogni volta combatto con un avversario diverso, però io sono sempre lì».
Il campionissimo della Yamaha in Olanda chiude praticamente il discorso iridato creando alle sue spalle un vuoto che non si colmerà più. Ancora grand'Italia, dunque, perché l'altro protagonista è stato Marco Melandri, ormai il migliore delle Honda in una giornata in cui Sete Gibernau (quinto) e Max Biaggi (sesto) si beccano una di quelle bocciature da far arrossire. Lo spagnolo non è mai competitivo, il romano resta infognato nel traffico, nervoso sia per i brutti fatti del sabato che per il suo rapporto con la casa giapponese che sembra segnato.
A completare il podio è un'altra Yamaha, quella dell'americano Colin Edwards, appena fuori dalla zona medaglie un'altra Honda, quella dello statunitense Nicky Hayden. In ritardo le due Ducati: lo spagnolo Carlos Checa è nono, Loris Capirossi è decimo: fanno meglio il brasiliano Alex Barros, settimo su Honda, e lo spagnolo Shinya Nakano, ottavo su Kawasaki. Il prossimo appuntamento arriva dopo un breve periodo di ferie: il 10 luglio è in programma il Gp degli States, sul mitico circuito di Laguna Seca.
Sebastian Porto è stato il più veloce nella classe 250: l'argentino della Aprilia, con un sorpasso da brivido negli ultimi sgoccioli di gara, ha infilato le Honda degli spagnoli Daniel Pedrosa, sempre più leader della classifica iridata, e Jorge Lorenzo, sul podio nonostante gli acciacchi fisici che continuano a perseguitarlo. Per lui, primo successo stagionale. Il migliore degli italiani è stato Andrea Dovizioso, settimo in sella alla Honda, con l'Aprilia di Simone Corsi che ha chiuso la top ten.
A chiudere il programma del Gp d'Olanda è stata la classe 125, con la vittoria nel volatone dell'ungherese Gabor Talamacsi, ora in testa alla classifica con gli stessi punti (100) di Matteo Pasini, terzo con la sua Aprilia del team Totti e dietro anche al suo compagno di scuderia, lo spagnolo Faubel. Un contatto con Thomas Luthi fa fuori Davide Simoncelli, caduta senza conseguenze anche per Mika Kallio, in una delle gare più belle della stagione rimasta in bilico sino alla fine.

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