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I «Masiello’s boys» a casa per Pasqua Semeraro: da mio figlio bugie?

BARI - Il gip del Tribunale di Bari Giulia Romanazzi ha concesso gli arresti domiciliari a Gianni Carella, 46 anni, barese, gestore di locali notturni e Fabio Giacobbe, 30 anni, di Grottaglie, attore nei teatri amatoriali, gli amici e prusunti sodali dell’ex difensore del Bari, Andrea Masiello, in carcere da lunedì scorso con le accuse di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. Masiello è stato scarcerato giovedì dopo tre interrogatori
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I «Masiello’s boys» a casa per Pasqua Semeraro: da mio figlio bugie?
BARI - Il gip del Tribunale di Bari Giulia Romanazzi ha concesso gli arresti domiciliari a Gianni Carella, 46 anni, barese, gestore di locali notturni e Fabio Giacobbe, 30 anni, di Grottaglie, attore nei teatri amatoriali, gli amici e prusunti sodali dell’ex difensore del Bari, Andrea Masiello, in carcere da lunedì scorso con le accuse di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. Masiello è stato scarcerato giovedì dopo tre interrogatori. La scarcerazione è stata concessa con parere favorevole della Procura. Ieri le porte del carcere si sono riaperte per lasciare tornare a casa Carella e Giacobbe. 
A meno di 48 ore dal rigetto dell’istanza di revoca della misura cautelare da parte del gip Giovanni Abbattista, a cambiare il quadro sarebbero state le nuove ammissioni fatte dagli indagati durante il secondo interrogatorio (durato 2 ore e mezzo per ciasuno) nel carcere di Bari davanti al pm Ciro Angelillis e ai Carabinieri del Nucleo investigativo, il colonnello Francesco Rizzo e il maggiore Riccardo Barbera. 

Disposta quindi, per i due, l’immediata scarcerazione, con parere favorevole della Procura a firma dell’aggiunto Pasquale Drago. Dalla galera passano agli arresti domiciliari. Nel provvedimento il giudice sottolinea l’atte ggiamento leale e collaborativo di Carella e Giacobbe, avendo i due rivelato l'identità delle persone coinvolte nella presunta trattativa per truccare il derby Bari-Lecce e chiarito le circostanze relative alla partita di Bologna successiva al derby e a quella di Udine del campionato precedente. Su ogni punto, rileva il giudice, i due avrebbero fornito dichiarazioni perfettamente concordanti tra di loro e in linea con quelle di Andrea Masiello, già scarcerato. Il calciatore avrebbe svelato ai pm il nome di Mister X, Carlo Quarta, il presunto emissario del Lecce che avrebbe pagato 230mila euro in contanti quale «compenso» per aver truccato il derby Bari- Lecce del 15 maggio 2011. 

I due indagati hanno rotto gli indugi e rendendo piena confessione hanno confermato, integrato e ampliato alcune delle dichiarazioni rese nel corso dell’inter rogatorio di garanzia, fornendo nuovi, importanti e sostanziali elementi che sembrerebbero confermare e dare ulteriore sostanza a quanto dichiarato dall’ex calciatore del Bari, passato poi all’Atalanta. Alle luce delle nuove e soddisfacenti dichiarazioni il gip ha ritenuto ridimensionata l’esigenza cautelare in relazione al pericolo di inquinamento delle prove, decidendo infine per la concessione dei domiciliari. A margine dell’istanza di revoca, i difensori di Carella e Giacobbe, gli avvocati Mario e Carlo Russo Frattasi hanno anticipato di voler rinunciare agli incarichi difensivi «per questioni di opportunità», in quanto imparentati con Carlo Quarta, l’uomo accusato di essere Mister X proprio dai due indagati. La decisione sarà formalizzata la prossima settimana. [l. nat.]

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