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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 09:39

Formula 1 - GP Usa: corrono in sei, vince Schumi

In pista a Indianapolis solo le monoposto con gomme Bridgestone. Quelle dei sette team che montavano Michelin hanno rinunciato. Il tedesco ha vinto precedendo Barrichello (rischiata una collisione tra i due!). Sul podio la Jordan di Monteiro. Poi Karthikeyan e le Minardi di Albers e Friesacher
INDIANAPOLIS (USA) - Doppietta della Ferrari con Michael Schumacher davanti a Rubens Barrichello nel Gran Premio degli Stati Uniti ad Indianapolis, ma la notizia del giorno, un giorno nerissimo e tristissimo per la Formula 1, non è il ritorno al successo delle «rosse» di Maranello, ma il fatto che in gara, di fatto, ci sono state sei vetture con solo le due Ferrari in grado di giocarsi la vittoria, visto che le due Jordan e le due Minardi, sono vetture che normalmente arrancano in fondo al gruppo. Ma come si è arrivati a questo Grand Prix fantasma? Dopo l'incidente a Ralf Schumacher nelle libere di venerdì la Michelin che equipaggia tra gli altri sette team anche la Toyota, chiedeva alla Federazione internazionale (FIA) di poter usare per la gara di domenica delle gomme completamente diverse da quelle montate nelle qualifiche e che dovevano arrivare con due aerei cargo direttamente da Clermont-Ferrand. Ma la mattina della gara la Fia con una lettera del direttore di gara, Charlie Whiting inviata a Pierre Dupasquier e Nick Shorrock, responsabili della Michelin, gli imponeva di usare le stesse gomme come da regolamento, altrimenti sarebbero stati penalizzati. A questo punto la marca del «Bibendum» proponeva l'introduzione di una «chicane» che rallentasse la curva parabolica che si affronta ad oltre 300 orari e che sarabbe stata la causa del flop degli pneumatici francesi.
Si vivevano grandi ore di incertezza con gli organizzatori che provavano a «costruire» questa chicane, ma al divieto della Federazione di correre in questo modo che avrebbe invalidato il GP per il mondiale, la Michelin comunicava ai proprio team che sconsigliava di correre perchè troppo pericoloso. All'apertura della pit-lane la sola Ferrari si schierava, mentre gli altri team, compresi Jordan e Minardi che montano le Bridgestone come le rosse attendevano, essendo disponibili a gareggiare con la chicane. Alla fine, su imperio della Fia, tutti raggiungevano la griglia di partenza ma dopo il giro di formazione, tornavano ai box richiamati via radio dai propri team manager. In questa maniera si salvava la validità mondiale del Gran Premio degli Stati Uniti, ma tra i fischi ed il disappunto del pubblico presente, non informato di cosa stava accadendo, erano subito le rosse a prendere la testa della corsa. Mentre tutti gli altri piloti iniziavano a lasciare il celebre «speedway» dell'Indiana, qualcuno dagli spalti lanciava bottigliette d'acqua e lattine contro le Ferrari.
Ma il vero rischio per le «rosse» arrivava dalla lotta che c'è ormai in famiglia, visto che a 22 giri dal termine dei 73 giri previsti, Rubens Barrichello, uscendo dal box cercava di tener dietro Michael Schumacher che stava sopraggiungendo. Il tedesco teneva giù il piede e per il brasiliano c'era solo la possibilità di passare sul cordoli e prato per evitare una collisione che avrebbe eliminato entrambi. Preoccupati, al muretto box, Ross Brawn comunicava via radio ed in diretta tivù «due auto al traguardo» ammonendo Schumi e Rubinho a non commettere sciocchezze. Alla fine ha vinto il sette volte campione del mondo davanti al compagno di team. Sul terzo gradino del podio la Jordan del portoghese Tiago Monteiro, precedendo il compagno di team Narain Karthikeyan. Al quinto e sesto posto le due Minardi dell'olandese Christijan Albers e dell'austriaco Patrick Friesacher. Per la scuderia faentina una grande boccata d'ossigeno con punti pesanti che la fanno accedere alla spartizione di una fetta della torta dei diritti televisivi.

La classifica del Gp degli Usa, nona prova del campionato mondiale di Formula Uno

1. Michael Schumacher (Germania), Ferrari, 1:29.43.181
2. Rubens Barrichello (Brasile), Ferrari, a 01.522
3. Tiago Monteiro (Portogallo), Jordan, a 1 giro
4. Narain Karthikeyan (India), Jordan, a 1 girp
5. Christijan Albers (Olanda), Minardi, a 2 giri
6. Patrick Friesacher (Austria), Minardi, a 2 giri

Queste le classifiche del Mondiale di Formula 1 dopo il Gp degli Usa

PILOTI

1. Fernando Alonso (Spa) 59 punti
2. Kimi Raikkonen (Fin) 37
3. Michael Schumacher (Ger) 34
4. Rubens Barrichello (Bra) 29
5. Jarno Trulli (Ita) 27
6. Nick Heidfeld (Ger) 25
7. Mark Webber (Aus) 22
8. Ralf Schumacher (Ger) 20
9. Giancarlo Fisichella (Ita) 17
10. David Coulthard (Gbr) 17
11. Juan Pablo Montoya (Col) 16
12. Felipe Massa (Bra) 7
13. Tiago Monteiro (Por) 6
14. Alexander Wurz (Aut) 6
15. Jacques Villeneuve (Can) 5
16. Narain Karthikeyan (Ind) 5
17. Christijan Albers (Ola) 4
18. Pedro de la Rosa (Spa) 4
19. Christian Klien (Aut) 4
20. Patrick Friesacher (Aut) 3
21. Vitantonio Liuzzi (Ita) 1

COSTRUTTORI

1. Renault 76 punti
2. Ferrari 63
3. McLaren-Mercedes 63
4. Toyota 47
5. Williams-BMW 47
6. Red Bull - Cosworth 22
7. Sauber-Petronas 12
8. Jordan-Toyota 11
9. Minardi-Cosworth 7

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