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Basket, il Cras vince e ipoteca la semifinale

di ALESSANDRO SALVATORE
TARANTO - Il primo mattone dei playoff è messo. Il Cras, dopo essersi liberato della tignosa Sesto San Giovanni e del suo tiro preciso nel primo tempo (63% vincente, 4 atlete col 100%), nella ripresa ha costruito il vantaggio dei quarti di finale-scudetto della A1 femminile di basket. Mercoledì 11, a campi invertiti, Taranto giocherà per il 2-0 che può valere la semifinale
Basket, il Cras vince e ipoteca la semifinale
CRAS TARANTO-BRACCO GEAS 73-58 

CRAS TARANTO: Sottana 11, Greco 8, Ballardini 7, Godin 8, Vaughn 20; Gianolla, Siccardi 2, Mahoney 13, Giauro 4, Melnika. All. Ricchini.

BRACCO GEAS SESTO SAN GIOVANNI: Haynie 4, Crippa 12, Zanoni 16, Summerton-Hodges 9, Halvarsson 2; Arturi 4, Pastorino ne, Zanon 4, Giorgi ne, Michailova 7. All. Montini.

ARBITRI: Attard di Siracusa e Volpe di La Spezia.

PARZIALI: 24-25, 40-38, 58-42, 73-58.

NOTE: T2 Cras 28/53, Sesto 23/41; T3 Cras 4/14, Sesto 2/9; TL Cras 5/9, Sesto 6/9. Spettatori 1500.

di ALESSANDRO SALVATORE

TARANTO - Il primo mattone dei playoff è messo. Il Cras, dopo essersi liberato della tignosa Sesto San Giovanni e del suo tiro preciso nel primo tempo (63% vincente, 4 atlete col 100%), nella ripresa ha costruito il vantaggio dei quarti di finale-scudetto. Mercoledì 11, a campi invertiti, Taranto giocherà per il 2-0 che può valere la semifinale.

La partita. Il Cras parte sul velluto: 7-2 al 2’ e 22-16 al 7’. Ma il Bracco Geas è guardingo e dopo aver preso le misure, applica come un bravo allievo i fondamentali. La reazione rossonera sorprende il Cras, che sente forse la pressione di giocarsi la caccia tricolore da favorito. Il primo peccato commesso è la concessione di spazi alle attaccanti avversarie, come Crippa e Zanoni, che scavano la prima «buca» a favore di Sesto: 28-24 all’11’ (tripla di Michailova), frutto del break di 12-2 in 4’.

Ricchini sente odore di bruciato e randella la squadra nel timeout. La reazione c’è sebbene timida e viene dalla difesa, che è «intonata» da Siccardi. Il match inizia a scaldarsi, anche perché Sesto non ha un atteggiamento galante in difesa, anzi, cerca spesso lo scontro fisico. Il Cras fatica ad adeguarsi, ma lotta, ricamando le prime trame che fruttano i canestri, che valgono il sorpasso sullo sfumare del primo tempo: +2 col contropiede di Godin.

Negli spogliatoi Ricchini inietta fosforo e pacatezza nel suo gruppo. La risposta c’è ed odora di buon basket, che inebria il pubblico del PalaMazzola, che emette il suo primo boato al 26’, quando Sottana, rotti gli indugi, infila la sua prima tripla che vale il +7. Qui Montini chiama timeout, ma Sesto è condannato a subire il Cras ritrovato. La difesa e l’attacco tornano gli elementi funzionali della macchina, che fila come una Ferrari. Il solco vero del match è il 18-4 del terzo parziale, al quale contribuiscono l’arte offensiva di Sottana e Vaughn. Al 30’ Sesto finisce boccheggiante in panca: -16. Ma il Cras non si ferma. E’ un rapace malefico, che azzanna la sua preda. Lo fa con stile e passione. E’ quello di Godin, che domina a rimbalzo; è quello di Vaughn che veleggia nell’area; è quello di Ballardini, che piace anche nella versione oscura; è quello di Sottana, che dirige l’orchestra; è quello di Greco, che ritrova il suo tiro; è quello di Mahoney che dopo essersi fatta desiderare per 20’ torna a far male in penetrazione. I pezzi rossoblù vengono alla lunga assemblati da Ricchini che, con il solito collettivo, allunga il suo vantaggio sino al +20 del 38’. E’ il questo l’acuto rossoblù, che vale come una mezza ipoteca sulla semifinale.

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