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Cassano: «Ho avuto paura di morire»

MILANO – Il peggio ormai è alle spalle. Il lungo calvario, cominciato a fine ottobre dopo Roma-Milan, è finito. Il cuore è ora a posto, è arrivata l’idoneità sportiva e già da sabato sarà a disposizione di Massimiliano Allegri per la gara con la Fiorentina, prima delle otto tappe della volata scudetto. Antonio Cassano, guardandosi indietro, non nasconde di aver avuto «paura, soprattutto quando dovevano operarmi» – le sue parole in un’intervista ai microfoni
Cassano: «Ho avuto paura di morire»
MILANO – Il peggio ormai è alle spalle. Il lungo calvario, cominciato a fine ottobre dopo Roma-Milan, è finito. Il cuore è ora a posto, è arrivata l’idoneità sportiva e già da sabato sarà a disposizione di Massimiliano Allegri per la gara con la Fiorentina, prima delle otto tappe della volata scudetto. Antonio Cassano, guardandosi indietro, non nasconde di aver avuto «paura, soprattutto quando dovevano operarmi – le sue parole in un’intervista ai microfoni di Mediaset – Quattro giorni prima dell’operazione ho avuto paura, soprattutto per i miei cari, per mio figlio, per mia moglie. Se non ci fossero stati loro, nessun problema, ma far soffrire gli altri è la cosa che detesto di più. Posso soffrire io, ma non gli altri». 

Dopo la gara con la Roma, «per un giorno e mezzo facevo fatica a parlare, a ricordare le cose – continua – ma l'importante è che è tutto passato, ora sto bene e torno a una nuova vita». Il recupero è stato lungo ma in tanti gli hanno dato forza. «Dal Real al Barcellona, da Mourinho a Capello e Del Neri, mi ha chiamato il mondo intero, anche Iniesta – racconta il Pibe di Bari Vecchia – Ho capito quanto la gente mi stima, soprattutto come uomo che è la cosa che conta di più. Ma so anche che appena sbaglio un paio di passaggi torneranno a dire che sono una testa matta», aggiunge ridendo Cassano, al quale interessa solo «essere amato dalla gente che mi tifa. Se gli altri mi fischiano è perchè hanno paura di me ma è stato importante che i tifosi delle altre squadre abbiano rispettato il problema che ho avuto». 

L'attaccante del Milan si ritiene fortunato, perchè «se fossi stato in un’altra squadra, in un’altra parte del mondo, non so se sarei stato curato allo stesso modo».
E qui scattano i ringraziamenti, «al presidente Berlusconi, a Barbara e soprattutto a Galliani, che nel mio periodo buio mi ha sempre chiamato due volte al giorno, mi è stato molto vicino. E poi devo ringraziare chi mi ha salvato la vita, il dottor Tavana: se non mi prendeva per i capelli era dura stare in questo mondo». Altro grazie per Prandelli, «fondamentale per il mio recupero. Ha sempre detto a tutti e anche a me che mi avrebbe aspettato fino all’ultimo momento». 

E ora Cassano è pronto a ripagare la fiducia del ct, a patto però di tornare quello di prima. «I piedi sono sempre buoni, il problema può essere la forma – spiega – Se torno e sto bene, ok, ma se vedo che dopo 3, 4, 6 mesi, un anno non sto in piedi, ragazzi è stato un piacere, me ne torno a casa. Voglio che la gente ricordi il Cassano buono, non quello che fa compassione». L’attaccante ritrova un Milan in corsa per lo scudetto ("lo vinciamo noi, mica stiamo pettinando le bambole: se la Juve vince tutte le partite e noi pure, complimenti a loro ma il campionato è nostro») ma fuori dalla Champions per mano del Barcellona. «Quando Messi è in giornata è dura, è molto dura - ammette – Anche Mourinho dice che sono i più forti, il Barca è imbattibile. Solo se scoppia un vulcano e fanno 40 ore di pullman li puoi battere», aggiunge Cassano, riferendosi a quanto accadde nella semifinale di Champions del 2010 tra blaugrana e Inter. 

Poi una stoccata finale sulla questione del calcioscommesse: «Non so se sia vero quello che si dice - sottolinea Cassano -, però penso che se qualcuno trucca le partite, questa persona è senza morale e dignità: deve stare fuori dal calcio, nemmeno ad allenare i ragazzi. Fuori».

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