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Lunedì 25 Settembre 2017 | 15:31

Genoa-Venezia nel mirino della magistratura

La gara era valida per l'ultimo turno di serie B. Alcuni giocatori dei lagunari, che non sarebbero indagati, interrogati in seguito a segnalazioni sul fenomeno delle scommesse clandestine sui risultati delle partite. L'inchiesta si avvarrebbe anche di intercettazioni ambientali. Indagini anche a Piacenza
GENOVA - Nell'inchiesta sulle scommesse clandestine nel calcio avviata dalla procura di Genova ci sarebbe anche la partita Genoa-Venezia, che sabato scorso ha decretato il ritorno in serie A del Genoa. Alcuni giocatori del Venezia sono stati interrogati dai carabinieri, nella sede della società lagunare, su incarico della procura della repubblica genovese. Lo si è appreso in ambienti giudiziari genovesi.
Titolare dell'inchiesta è il sostituto procuratore Alberto Lari. Le indagini nascono a Genova in seguito ad alcune segnalazioni sul fenomeno delle scommesse clandestine sui risultati delle partite.
Ad essere sentiti sono stati Lejsal e Borgobello, che erano compagni di stanza nell'albergo dove il Venezia è sceso a Genova, Oliveira e Vicente (autori dei due gol del Marassi), e Savino ed Esposito; questi ultimi due, arrivati come Borgobello al Venezia dalla Ternana, non avevano però preso parte al match con il Genoa. L'inchiesta, secondo quanto si è appreso, si avvarrebbe di materiale raccolto anche con intercettazioni ambientali. I sei giocatori del Venezia si sarebbero comunque tutti detti estranei a fatti ad eventuali fatti illeciti.
I carabinieri si sarebbero anche informati se la preparazione prima della partita si sia svolta regolarmente o se i giocatori hanno notato qualcosa di strano. I carabinieri avrebbero anche acquisito alcuni tabulati telefonici. I calciatori lagunari, in sostanza, non sarebbero indagati.
Indagini anche Piacenza dove sono stati ascoltati due giocatori coinvolti nella rissa di Piacenza-Genoa.

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