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Calcio - Bologna ipoteca la salvezza in serie A

Passa con un gol di Tare nel primo dei due spareggi (gara di ritorno al Dall'Ara sabato 18 giugno, ore 20, 30) per non retrocedere in B. Valgono le regole Uefa: la squadra di Carmignani dovrà fare almeno due gol. Rissa finale con quattro espulsi, tra cui i due allenatori
PARMA-BOLOGNA 0-1 (0-1)

Parma (3-5-2): Frey 6, Cannavaro 5, Cardone 5.5, Bovo 6, Pisanu 5.5, Olive 5.5 (28' st Dessena sv), Savi 5.5 (16' st Grella 5.5), Simplicio 6, Camara 5.5, Bresciano 6, Ruopolo 5. (37 Bucci, 25 Galuppo, 34 Rossi, 34 Ranieri, 45 Bianchi). Allenatore: Carmignani 6.
Bologna (3-4-2-1): Pagliuca 6.5, Gamberini 6, Torrisi 6 (36' pt Legrottaglie 6), Nastase 6, Nervo 5.5, Amoroso 6.5 (37' st Colucci sv), Giunti 6, Capuano 6, Meghni 6 (1' st Locatelli 5.5), Bellucci 6, Tare 6.5. (12 Pansera, 16 Sussi, 13 Loviso, 15 Cipriani). Allenatore: Mazzone 6.5.
Arbitro: Farina di Novi Ligure 6.
Reti: nel pt al 18' Tare.
Angoli: 8-3 per il Parma.
Recupero: 4' e 5'.
Espulsi: al 50' st Mazzone, Carmignani e Bucci dalle panchine per proteste dopo uno scontro tra Camara e Locatelli che ha quasi prodotto una rissa.
Ammoniti: Giunti, Savi, Pisanu, Grella, Nervo per gioco scorretto, Simplicio per simulazione, Cardone per proteste. Spettatori: 24.796 per un incasso di 207.269 euro.

** I GOL **

18' PT - Affondo di Nastase sulla destra, cross preciso dal fondo per la testa di Tare che di prepotenza insacca.

PARMA - Un gol di Tare, di quelli perfidi, in trasferta. E la A pende verso le Due Torri, allontanandosi dalla Pilotta. Finale amaro per una regione, l'Emilia-Romagna, che comunque vada la sfida di ritorno, sabato sera al Dall'Ara, perderà una delle sue protagoniste. Chi soffre di più è il Parma, sconfitto in casa da un Bologna in una gara che riaprirà le polemiche e renderà incandescente il match decisivo, in cui gli sconfitti potranno tornare a contare su Gilardino e Morfeo. Una rabbia feroce, culminata nella rissa sul finale, quando il fischiatissimo Farina ha espulso dalla panchina Carmignani e Bucci e Mazzone, intervenuti nel parapiglia che era scoppiato davanti a loro. Rosso anche per Amoroso, che però in panchina non ci poteva stare, essendo già stato sostituito.
Peccato, perché il nervosismo ha sciupato quella che a lungo è stata una sfida bella e leale. Le due disperate della via Emilia, che dopo 15 anni di convivenza beata nella serie A sono arrivate a contendersi l'ultimo posto residuo nel campionato che conta, hanno infatti approfittato della sosta per ricostruire le energie. Il Bologna ha riprodotto un'idea di se stesso, dopo averla smarrita negli ultimi tre mesi di un torneo in cui è passato dal sogno della Coppa Uefa all'incubo-retrocessione.
Il Parma, depresso per le assenze di più di mezza squadra (gli squalificati Gilardino, Morfeo, Bonera, Bolano, Contini, Vignaroli, gli infortunati Ferronetti e Marchionni, cui all'ultimo si è aggiunto Sorrentino) ha riproposto la formula Primavera, modulo Coppa, insomma. Contando sui ragazzini che hanno portato la squadra alle semifinali di Coppa Uefa, eliminando Stoccarda e Siviglia e sulla formula andata-ritorno, ha riproposto una formazione inconcludente davanti ma vivace sul gioco e sulla costruzione.
Quella gialloblù è la seconda peggior difesa del campionato, con 65 gol subiti nella stagione regolare, contro i 36 degli ospiti. Quello rossoblù, al contrario, è il secondo attacco più sterile, 33 gol contro i 48 parmigiani. Il sorteggio aveva premiato il Bologna, facendogli giocare in trasferta la prima delle due prove, nel momento di massima debolezza dell'avversario, falcidiato dalle squalifiche. Il problema era riuscire a fare gol, e l'impresa è riuscita presto. Sfruttando il buon inizio, il Bologna ha infatti trovato il sigillo con quell'uomo su cui l'esperto Mazzone ha puntato, rinunciando al più giovane Cipriani. Tare, imbeccato in area dal cross teso di Nastase è saltato più in alto di Cannavaro, uno stacco imperioso per un'incornata potente e precisa verso l'angolo più lontano. Una rete che vale davvero doppio.
La formazione di Carmignani, puntando molto sul pressing, ha saputo non disunirsi e anzi imbastire un buon livello di gioco, senza tuttavia, per tutto il resto del tempo, mai impensierire Pagliuca, a parte il bel tiro di Ruopolo respinto in tuffo da portiere bolognese. Da registrare due episodi in area, un tocco di corpo e forse di braccio di Giunti su un rimpallo ravvicinato di Ruopolo, e di Torrisi su Simplicio, entrambi giudicati regolari da Farina, come il tocco di corpo di Cannavaro su cui, nel st, ha chiesto il rigore Capuano. In uno stadio pieno come ai tempi d'oro, i «crociati» hanno spinto con ostinazione alla ricerca del pareggio, chiudendo in difesa i rossoblù, e sfiorando il gol all'11' con un doppio tentativo, il tiro angolato di Simplicio e la botta di Camara, respinte in tuffo e di pugno da un ottimo Pagliuca. Poi, al 15', un episodio da rivedere: su contatto con Legrottaglie, Simplicio è caduto in area, suscitando proteste per un rigore negato (è sembrato giustamente) da Farina. Che comunque è diventato protagonista negativo, sommerso dai fischi del pubblico, dopo aver ammonito Simplicio, caduto in area. Il rigore non c'era, ma non è sembrato che il brasiliano avesse accentuato la caduta. Il Parma, che già alla fine del campionato aveva alzato più volte la voce contro presunti torti arbitrali, ha qualcosa da aggiungere al suo dossier nero. E anche la rabbia, come su quella rissa innescata dopo un proprio fallo da Camara su Locatelli, degenerata in una caccia all'uomo fermata a fatica e costata il cartellino rosso a Carmignani, Mazzone, Bucci e Amoroso, intervenuti con troppa foga. Rabbia anche per i propri errori, come la palla sciupata da Simplicio che al 54' (tempo prolungato dalla rissa), che a tre passi da Pagliuca ha calciato alle stelle. Il ritorno sarà al cardiopalma.

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