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Foggia, petardo nel locale dove cenava Coccimiglio

Contro il patron del club dauno nei giorni scorsi erano già apparse alcune scritte, proprio vicino al ristorante oggetto ieri dell'atto intimidatorio. C'è da ricordare che in questi giorni si sta trattando la cessione della società calcistica o il suo risanamento finanziario
FOGGIA - Verso le 23 di ieri in un noto ristorante di Foggia, è stato lanciato un petardo che non ha fatto danni. Sul posto sono comunque intervenuti gli agenti della Questura, chiamati dal titolare. A uno dei tavoli, era seduto il patron dell'Unione Sportiva Foggia, Giuseppe Coccimiglio, contro il quale, nei giorni scorsi, erano già apparse alcune scritte, proprio vicino al ristorante oggetto ieri dell'atto intimidatorio. C'è da ricordare che in questi giorni si sta trattando la cessione della società calcistica o il suo risanamento finanziario.
Insomma, si respira aria pesante in casa Foggia. Oggi i tifosi appartenenti alle Curve sono intervenuti con un comunicato congiunto nel quale tra le altre cose è scritto che «non sarà gradita sotto nessuna forma la presenza del signor Coccimiglio all'interno di qualsiasi gruppo o pseudotale, il che significherebbe la continuazione della politica disfattista e illogica che ha portato la società in questa situazione di grande caos». «I gruppi organizzati - si legge nella nota - prendono le distanze da qualunque forma di progetto oscuro che tende a minare la trasparenza della trattativa in corso per rilevare le quote dell'US Foggia. Contestiamo, inoltre, la presenza di qualsiasi scrittura privata che preveda la vendita già sottoscritta a un gruppo che la tifoseria organizzata non ritiene di avere le condizioni economiche necessarie per dare un futuro roseo alla squadra, e quindi avvalerà la cessione a chi da tempo sta lavorando per mettere su un gruppo di imprenditori locali seri, pronti a riportare la squadra di calcio nelle mani dei foggiani. Diffidiamo, inoltre, tutti coloro che sono già pronti ad inoltrare formale richiesta alla Lega per liscrizione alla serie C2. Qualora si avverassero entrambe le ipotesi prospettate, non avvaleremmo questi progetti astenendoci dalla sottoscrizione di abbonamenti e alla diserzione delle partite casalinghe ufficiali e non».

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