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Lecce, basta pareggi serve un’accelerata

di MASSIMO BARBANO
LECCE - Mai come in questa occasione, il risultato di domenica (0-0 a Novara) si presta ad una ad una forbice interpretativa molto ampia, quasi antitetica. Le lettura pessimistica è quella che, a distanze rimaste immutate, c’è una giornata in meno a disposizione e i potenziali punti da conquistare si assottigliano, con tutto vantaggio per chi sta davanti. Ma se è vero che i pareggi, nell’epoca dei tre punti a vittoria, non portano da nessuna parte (pareggiando tutte le partite quasi certamente si retrocede), è vero pure che questi punti (il Lecce ne ha raggranellati tre nelle ultime quattro partite, stratificano valore, se sono seguiti da qualche successo
Lecce, basta pareggi serve un’accelerata
di Massimo Barbano

LECCE - Mai come in questa occasione, il risultato di domenica si presta ad una ad una forbice interpretativa molto ampia, quasi antitetica. Le lettura pessimistica è quella che, a distanze rimaste immutate, c’è una giornata in meno a disposizione e i potenziali punti da conquistare si assottigliano, con tutto vantaggio per chi sta davanti.

Ma se è vero che i pareggi, nell’epoca dei tre punti a vittoria, non portano da nessuna parte (pareggiando tutte le partite quasi certamente si retrocede), è vero pure che questi punti (il Lecce ne ha raggranellati tre nelle ultime quattro partite, stratificano valore, se sono seguiti da qualche successo. In prospettiva, se domenica prossima il Lecce battesse in casa il Cesena ultimo in classifica, potrebbe ridurre lo svantaggio dalla quartultima a soli due punti visto che la diretta concorrente, il Parma, giocherà in casa contro la Lazio che a questo punto vorrà tenersi stretto il terzo posto. Bisogna però fare i conti con la realtà oggettiva e non con situazioni in divenire il cui esito è aleatorio. E la realtà oggettiva dice che per salvarsi non basta la già cospicua accelerata messa in atto dall’arrivo di Serse Cosmi. Nelle sedici partite fin qui giocate con l’allenatore perugino in panchina, il Lecce ha conquistato 19 punti viaggiando ad una media di 1,19 punti a partita, un trend che, in proiezione finale, porterebbe a 45,1 punti, cioè sicura salvezza, ma se fosse stato tenuto fin dall’inizio. Al contrario, il Lecce deve fare i conti con quella disastrosa media accumulata nel corso della gestione Di Francesco: 8 punti in tredici partite con una media di 0,61 punti a partita che si traduceva in una proiezione assolutamente da retrocessione: 23,4 punti. Il fardello di quell’andamento lento, pesa ancora sulla classifica del Lecce, attualmente assestata sotto al punto a partita, esattamente 0,93 che in proiezione significherebbe 35,4 punti, una quota ancora del tutto insufficiente per garantire la salvezza. E, allo stato delle cose, non basterebbe l’attuale trend di Cosmi a salvare il Lecce. Se infatti, nelle nove partite che restano, il Lecce proseguisse a viaggiare ad 1,19 punti partita, ne conquisterebbe 10,7, il che significa in proiezione 37-38 punti, quota ancora al di sotto della quota salvezza che è unanimemente stimata in 40-41 punti. Per raggiungerla, il Lecce dovrebbe tenere in questa nove partite una media di un punto e mezzo a partita (13,5 fino alla fine, quindi 40-41 punti). Come dire che dovrebbe vincere una partita su due, non meno di quattro vittorie ed un pareggio, potendosi così permettere il lusso di perdere quattro partite.

Ma se le vittorie fossero soltanto tre, i pareggi dovrebbero aumentare notevolmente e diventare almeno cinque, il che significa che, da qui alla fine, dovrebbe perdere non più di una partita. Un vero miracolo, se si pensa che deve ancora affrontare Napoli, Juventus e Lazio fuori casa e la Roma in casa.

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