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Giovedì 21 Settembre 2017 | 12:39

Basket - Finale scudetto: Milano pareggia il conto

L'Armani Jeans gioca aggressiva in difesa, ferma Bologna e porta sull'1-1 la serie. Trascinata da un grande Blair e dalle giocate di classe di Djordjevic, la squadra di Lardo costringe gli avversari a perdere 23 palloni e limita Douglas e Basile. Gara 3 martedì in Emilia (diretta su Sky Sport alle 20,15)
finale scudetto
gara 2

ARMANI JEANS MILANO-CLIMAMIO BOLOGNA 73-66 (17-13, 32-28, 51-42)

ARMANI JEANS MILANO: Schultze 10, Coldebella, McCullough 7, Singleton 8, Alberti ne, Maravic 2, Matteucci ne, Blair 16, Calabria 11, Gigena 8, Djordjevic 11, Cavaliero ne. All. Lardo.
CLIMAMIO BOLOGNA: Rombaldoni 3, Basile 2, Mancinelli 8, Cotani, Smodis 12, Belinelli 11, Bagaric 2, Rancik 10, Lorbek 9, Piazza ne, Douglas 9. All. Repesa.
ARBITRI: Paternicò, Tola e Seghetti.
NOTE - Tiri liberi: Armani 22/27, Climamio 11/14. Usciti per cinque falli: Djordjevic a 38'51, Rancik a 39'33. Tiri da tre punti: Armani 7/20, Climamio 7/22. Rimbalzi: Armani 31, Climamio 33. Spettatori: 11.500.

Serie finale per lo scudetto in parità nel segno di Blair e Djordjevic. L'Armani Jeans Milano raggiunge la Climamio Bologna sull'1-1 nella sfida per la conquista del titolo italiano 2005. Così come la Benetton Treviso e Cantù, Bologna paga la legge del Forum, perlomeno nei playoff. Blair domina sotto canestro (16 punti e 8 rimbalzi), il 38enne Sasha Djordjevic (11 punti in 10') quando le partite contano sfodera tutta la sua classe, ma soprattutto l'istinto innato per la vittoria: così la squadra di Lino Lardo, che azzecca le mosse per limitare Rubens Douglas e Gianluca Basile, costringe la Fortitudo alla resa.
Milano punta ancora una volta sulla difesa (asfissiante) e sul gioco a ritmo basso, che con l'aiuto di oltre 11mila spettatori del Forum di Assago, diventano delle armi micidiali. Nei primi 20', si gioca una sorta di anti-basket, effetto di una lunga serie di errori in attacco compiuti dalle squadre. I primi a pagarne le conseguenze sono Basile (annullato ed innervosito dalla staffetta predisposta da Lardo) e Douglas ben lungi dall'essere il cecchino ammirato nella partita d'esordio della serie. I lombardi, però, non riescono mai a dare l'impressione di avere il controllo della partita, perché i felsinei rimediano alle cattive percentuali di tiro coi rimbalzi in attacco.
Poi Djordjevic dà il via al parziale di 10-0 che porta Milano sul +15 al 32'. Sembra finita, ma non è così perché Bologna trova nei diciannove anni di Belinelli (tre triple) risorse insperate, prima che Schultze e Blair chiudano le ostilità.
Le difficoltà di Bologna sono esemplificate nella prova sofferta di Gianluca Basile, come sempre, nel bene e nel male, l'ago della bilancia della Fortitudo. Il play guardia di Ruvo ha patito i raddoppi a metà campo che, già in «gara1», lo avevano costretto a faticare, anche perché non ha avuto valide alternative in regia. «Tutti errori comunque nostri, al di là dell'ottima difesa dell'Armani Jeans - sottolinea il capitano della Fortitudo - che ha sfruttato al meglio il fatto di giocare in casa in un'atmosfera certamente più favorevole. Non siamo riusciti a fare il nostro gioco, ed io per primo in quanto tocca a me guidare la squadra, gestirla, mettere in condizione i compagni di avere il tiro giusto».
Basile però non ha dubbi sul futuro della serie. «Siamo in corsa - dice il regista di Repesa - e vogliamo restarci, soprattutto desideriamo riprendere il vantaggio nella serie fin dalla prossima partita. Pensiamo soltanto a non ripetere gli errori commessi. Sono convinto che possiamo farcela, Milano ha vinto gara 2 per propri meriti, ma noi siamo mancati in lucidità».
Di parere ovviamente opposto il leader silenzioso e carismatico di Milano, che vanta un palmares di tutto rispetto da cui manca solo la vittoria dello scudetto in Italia. Sasha Djordjevic è stato campione europeo (tre volte) e campione del mondo, ha vinto il titolo nell'allora Jugoslavia e in Spagna (due volte alla quinta partita fuori casa, col Real Madrid a Barcellona, e coi «blaugrana» a Madrid!), la coppa Campioni e la coppa Korac; poi ad Atlanta, nel '96, ha vinto l'argento alle Olimpiadi, ora gli resta la possibilità di vincere un titolo tricolore, prima di chiudere definitivamente un'incredibile carriera.
Ninni Perchiazzi

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