Cerca

Sabato 21 Ottobre 2017 | 14:16

L'Italia pareggia anche contro l'Ecuador

Dopo l'1-1 in Canada contro la SerbiaMontenegro, la Nazionale sperimentale di Lippi, per l'occasione targata Palermo, conclude a New York con l'identico punteggio. Partita piacevole: azzurri in gol con Toni e agguantati da un rigore di Ayovi. Nella ripresa, Lucarelli sbaglia dagli 11 metri
ITALIA-ECUADOR 1-1 (1-1)

ITALIA (3-4-3): Roma 6.5, Zaccardo 6.5, Barzagli 6, Dainelli 5 (1' st Baronio 5.5), Cassetti 5.5 (43' st Iaquinta sv), Coppola 6 (10' st Mesto 6), Barone 7, Grosso 6, Brienza 6 (1' st Langella 6.5), Toni 6.5 (1' Lucarelli 5.5), Di Michele 6.5 (22' st Chiellini sv) (23 Guardalben, 1 Peruzzi, 22 Oddo, 16 Mauri, 7 Esposito). All. Lippi 6.5.
ECUADOR (4-4-2): Mora 6.5, De La Cruz 6.5 (33' st Ambrosi sv), Hurtado 5, Espinoza 5 (37' st Guagua sv), Reasco 5.5, Lara 6 (6' st Gomez sv), E. Tenorio 6.5, M. Ayovi 6.5 (33' st Quiroz sv), W. Ayovi 6, Baldeon 6 (1' st Delgado 6), C. Tenorio 7 (1' st Valencia 6) (1 Villafuerte, 2 Guagua). All. Suarez 6.5 Arbitro: Vaugn (Usa) 6.5 Reti: nel pt 6' Toni, 18' M. Ayovi su rig.
Angoli: 4-2 per l'Ecuador. Recupero: 1' e 3'. Note: Lucarelli si è lasciato parare un rigore al 35' del st. Ammoniti Barone, Coppola, Langella, W. Ayiovi e Reasco per gioco falloso. Spettatori 28.000.

*** I GOL ***

6' pt: dagli sviluppi di un angolo, Brienza mette in mezzo un cross che taglia l'area, Toni si stacca e tra due difensori mette dentro sul secondo palo.
18' pt: Carlos Tenorio sguscia in area tra Barzagli e Dainelli e si allarga, il difensore fiorentino si poggia forte col braccio e il volo in area è assicurato. Dal dischetto Marlon Ayovi pareggia.

NEW YORK - Sa molto di Palermo e di un'Italia emigrata per trovare il suo spicchio di sole l'1-1 con il quale la nazionale di Lippi chiude la sua tournée americana. Nonostante la festa per 28.000 al Giants Stadium fosse a larga maggioranza una sorta di sagra paesana ecuadoregna, con tanto di chicas attempate e scosciate a ballar nell'intervallo, il commissario tecnico ha provato a scuotere la minoranza di connazionali presenti con una formazione inzeppata di giocatori rosanero. Ne è uscito identico risultato rispetto all'amichevole di Toronto, gioco aperto e a sprazzi divertente come contro la Serbia. Anche se questa volta l'Italia è andata più vicina alla vittoria e l'avversario era teste più serio. Barone e Toni sono apparsi in crescita rispetto alla prima uscita, Grosso in lieve calo. E queste sono le tracce su cui Lippi potrà lavorare, tornado alla nazionale vera, in chiave Mondiale. Perchè per il resto il bilancio della tournée lampo è soprattutto finanziario (vedi alla voce ingaggio). L'operazione simpatia, tanto cara a Lippi, non deve esser stata colta dai circa tremila italiani allo stadio, che per gli assenti hanno usato parole esplicite: «vergogna».
Chi c'era ha provato a ricambiare con una prova positiva: è mancata la ciliegina di Lucarelli, il cui romanzo americano è finito con un rigore fallito a 10' dal termine. E non per giustizia sociale, vista la generosità con la quale l'arbitro Vaugn l'aveva concesso. La festa siciliana era cominciata poco prima del via: «La Sicilia saluta la nazionale», e ancora «Grazie azzurri presenti, vergogna assenti», il messaggio dei circa duemila tifosi di New York, belli larghi nei vuoti del Giants.
E' un ringraziamento anticipato e il 3-4-3 di Lippi, molto offensivo e altrettanto palermitano, fa di tutto per meritarlo. Grosso a sinistra spinge forte, Cassetti a destra è bloccato. Ma a fare il gioco, regista Barone, sono soprattutto Brienza e Di Michele, appena arretrati rispetto a Toni. La partenza azzurra è forte, e l'amichevole è un gioco sempre aperto. Al 2' Di Michele crossa basso e Toni si fa anticipare dal portiere; al 5' è ancora la rapida punta a impegnare Mora con una punizione, deviata fuori. Dagli sviluppi dell'angolo, il gol. Al secondo cross, Brienza pesca la testa di Toni, la sua girata fa impazzire i siciliani di Brooklyn. E' appena l'inizio. L'Ecuador ha palleggio e rapidità, l'Italia non smette di spingere. E crea azioni lineari, veloci, divertenti. All'8' Brienza fallisce a porta vuota, ma Vaugn aveva fermato per un fallo. L'Ecuador, piacevole e inconcludente fin ad allora, pareggia al 18': Carlos Tenorio sfugge in area, Dainelli ingenuo s'appoggia, e sul rigore Marlon Ayovi non fallisce.
I sudamericani prendono la carica dei loro tifosi, e tra il chiasso paesano degli spalti prendono in mano il gioco. Ma è un'altalena di occasioni. Al 21' Zaccardo segna, l'arbitro annulla per una carica al portiere di Toni; al 24' Roma blocca a terra un cross pericoloso di De La Cruz, il terzino reso famoso da Trapattoni nel 2002. Tra il 37' e il 41' i sudamericani vanno tre volte al tiro (punizione di Walter Ayovi e due volte Carlos Tenorio), i loro tagli fanno girar la testa ai tre della difesa azzurra. Ma è ancora Toni, prima del cambio nell'intervallo, a sfiorare il gol di testa (42') su assist perfetto di un brillante Di Michele.
Al rientro, nuova Italia con la difesa a quattro, Lucarelli dentro e un po' meno Palermo (fuori Brienza e Toni). Per un quarto d'ora un diluvio di pioggia spezza la cappa d'afa, Italia ed Ecuador invece non smettono di giocare. Di Michele tira poco convinto a giro sul secondo palo (4'), poi il subentrato Delgado impegna Roma e De La Cruz prova a dar ragione all'ex ct Trapattoni mostrandosi incontenibile (8' e 9' a destra). Gli azzurri si affidano al contropiede, e la palla più limpida capita a Lucarelli al 15': la sua girata è lenta e sfiora il palo a porta vuota, su assist del neo entrato Langella. La nuova coppia d'attacco azzurro, specie quando esce anche Di Michele, è più lenta. Arriva anche il calo fisico. La difesa azzurra balla in un paio d'occasioni: al 29' la discesa di Walter Ayovi taglia l'area e mette fuori gioco Roma, Chiellini spazza e rischia di farsi male. Il copione però si ripete: l'Ecuador spinge, l'Italia va vicina al gol. E' clamorosa l'occasione di mesto al 32'. Barone lo lancia sulla destra, lui si allunga troppo il pallone e quando lo sta per spingere lento in rete arriva Marlon Ayovi a salvar sulla linea.
Anche se Lippi esprimerà poi dubbi sulla possibilità che fosse gol. Ma ancora più eclatante quel che capita al 35': Langella scappa a sinistra e Mora in uscita gli ruba palla. L'arbitro fischia. Lucarelli va al dischetto e angola, ma Mora lo para. Dall'angolo conseguente prima Mesto e poi Chiellini provano a spingerla dentro a porta vuota. Sarebbe stato forse troppo, anche per gli italiani grati a questa ItalPalermo.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione