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Bari in l’emergenza  tempo di straordinari contro la Juve Stabia

di FABRIZIO NITTI
BARI - I conti non tornano. Non solo in classifica, dove il Bari è costretto a una continua scalata per via delle penalizzazioni. Ma anche nella testa di Torrente, costretto a ingoiare e declamare più un bollettino dei «dispersi» che un elenco di convocati. Non c’è possibilità di scelta, questa volta. Aguzzare l’ingegno e sfidare il destino, oltre che una Juve Stabia avversario fastidioso come il suo simbolo. Perché le «vespe» di Castellammare rappresentano quel prototipo di squadra classica della serie B di calcio. Fisicamente forte, compatta, grintosa. Inizio alle 15
Bari in l’emergenza  tempo di straordinari contro la Juve Stabia
di Fabrizio Nitti

BARI - I conti non tornano. Non solo in classifica, dove il Bari è costretto a una continua scalata per via delle penalizzazioni. Ma anche nella testa di Torrente, costretto a ingoiare e declamare più un bollettino dei «dispersi» che un elenco di convocati. Non c’è possibilità di scelta, questa volta. Aguzzare l’ingegno e sfidare il destino, oltre che una Juve Stabia avversario fastidioso come il suo simbolo. Perché le «vespe» di Castellammare rappresentano quel prototipo di squadra classica della serie B. Fisicamente forte, compatta, grintosa.

«Sarà un Bari che dovrà fare fronte a diverse assenze - rammenta Torrente - soprattutto in difesa, dove siamo rimasti in quattro. Poi c’è il resto. Forestieri non ha recuperato dal fallaccio di sabato scorso; Defendi si è allenato poco per un problema muscolare; Romizi avverte un fastidio al ginocchio; Cavanda con una distorsione al ginocchio; Crescenzi fa i conti con una contrattura (rischia di saltare lo stage con la nazionale under 21, ndr)».

Il «rosario» si ferma, perché ormai Castillo fa parte della lista degli indisponibili da un bel po’. Di necessità, allora, bisogna fare virtù. In tempi di polemica sull’articolo 18, Torrente chiede ai suoi di fare gli straordinari: «Chiedo ai miei una partita di carattere, bisognerà dare qualcosa in più in questo momento di emergenza e difficoltà. Dobbiamo farlo tutti. Mi aspetto grande carattere per sopperire a queste assenze. Anche perché incontriamo una squadra ben organizzata, con giocatori di qualità. Mancherà un calciatore importante come Sau, ma le alternative sono valide. Squadra fisica, di carattere. Ricordo all’andata, non meritavamo di perdere, ma mi fecero buona impressione. Nell’intelaiatura della serie C hanno inserito quattro cinque elementi di qualità e si stanno confermando anche in B. Lì fu un sabato movimentato: un rigore inesistente fischiatoci contro, la mia espulsone. Giocammo un buon primo tempo, nella ripresa facemmo poco, ma il pari poteva starci».

L’unico sorriso fra mille notizie tendenti al nero, riguarda il rientro di Stoian, il rumeno in grado di inventare gioco e giocate, ma diventato decisivo pure sotto porta: «Torna Stoian, quello che a livello numerico qualche gol lo ha fatto. In questo momento Adrian è diventato importante, soprattutto in fase di finalizzazione. Stoian esterno o centrale nel tridente dipenderà da come si schiererà la Juve Stabia. Se dovessimo trovare, come mi aspetto, una squadra chiusa, compatta, con linee strette, allora dovremo cercare la superiorità numerica sulle fasce».

L’idea tattica di base non dovrebbe variare. Sarà ancora 4-3-3: «Abbiamo provato qualcosa anche nell’ultimo allenamento, ma non so se cambiare modulo è un vantaggio. Poche volte lo abbiamo fatto. E comunque quei giocatori che potrebbero consentirmi di sposare altre soluzioni, non sono al meglio. Magari lo farò durante la gara».

Capitolo rigori: «Il rigorista resta Bogliacino, del quale sono soddisfatto per il rendimento in generale. Se se la sentirà, andrà lui sulla palla. C’è anche Polenta che calcia benissimo. Mariano dovrebbe giocare da centrale di centrocampo, magari alternandosi con De Falco».

Un pizzico dello spazio finale è riservato ad una polemica senza senso innescata da Davide Lippi, procuratore di Galano e Bellomo, due ragazzotti di belle speranze e dai buoni numeri che, però, non sono riusciti ancora a decollare. Peccati di gioventù, dalla loro parte c’è l’età, purché venga finalmente fuori il sacro furore dei ventenni.

«Ho letto le frasi di Davide Lippi su Galano e Bellomo. Queste cose minacciose non mi piacciono. Vorrei fare una domanda io. Ma Galano non ha forse giocato con me a Gubbio? Io spero e mi auguro che i due diventino grandi giocatori. Ma sarebbe meglio motivarli, responsabilizzarli, spronarli per conquistare un posto nella squadra della città che li ha cresciuti. Invece si dice solo se non giocano li porto via… ho anche letto che il Genoa sarebbe interessato a Galano. Allora vi dico, io che le cose le so, che se c’è un giocatore al quale il Genoa è interessato, non è Galano (Ceppitelli, ndr)».

Il tecnico allontana i sospetti di un Bari un po’ scarico nell’atteggiamento. «Non sono d’accordo, le poche proteste, e mi riferisco agli episodi di Empoli, non significano ciò. Una volta che l’arbitro fischia è inutile piazzare sceneggiate. Magari doveva essere il capitano ad andare dal direttore di gara e chiedere spiegazioni, sia per il fallo di Ficagna sia per la mancata espulsione dello stesso giocatore sul fallo di mano del rigore. Ho già detto ai ragazzi di non commettere l’errore di mollare, di pensare di essere tranquilli. La Juve Stabia è squadra abituata a campi difficili. Se quindi non vogliamo guai, massima concentrazione».

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