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Sabato 23 Settembre 2017 | 02:26

Giacomazzi: Lecce  adesso niente paura

di MARCO SECLI'
LECCE - Usare la testa prima ancora delle gambe, perché lasciarsi prendere dalla paura e dalla foga finirebbe col compromettere le possibilità di rimonta. Il Lecce deve sempre cercare la vittoria, a partire da domenica a Novara, ma lo deve fare con intelligenza. L’ammonimento ai compagni vale doppio, in quanto arriva non solo dal capitano, ma da colui il quale nelle ultime gare è diventato il «cervello» della squadra. Guillermo Giacomazzi, per volontà di Serse Cosmi, a 35 anni è tornato a interpretare il ruolo di regista basso davanti alla difesa
Giacomazzi: Lecce  adesso niente paura
di Marco Seclì

LECCE - Usare la testa prima ancora delle gambe, perché lasciarsi prendere dalla paura e dalla foga finirebbe col compromettere le possibilità di rimonta.

Il Lecce deve sempre cercare la vittoria, a partire da domenica a Novara, ma lo deve fare con intelligenza. L’ammonimento ai compagni vale doppio, in quanto arriva non solo dal capitano, ma da colui il quale nelle ultime gare è diventato il «cervello» della squadra. Guillermo Giacomazzi, per volontà di Serse Cosmi, a 35 anni è tornato a interpretare il ruolo di regista basso davanti alla difesa, che aveva ricoperto in Uruguay all’inizio della carriera.

«C’era però una bella differenza a svolgere il ruolo in Sud America», sottolinea il giocatore simbolo dei giallorossi.

In serie A, il compito di mediano lo costringe a rinunciare quasi sempre a una delle sue migliori qualità sviluppate da mezz’ala, gli inserimenti in campo e area avversi. Opportunità che sicuramente gli manca. «È naturale - osserva - che adesso debba rispettare il più possibile le consegne e mantenere la posizione limitando le proiezioni offensive. Il ruolo di centrale è delicato, bisogna anzitutto garantire l’equilibrio della squadra, perché se si perde palla in quella posizione si lasciano buchi in mezzo e gli avversari vanno a nozze».

Ma perché Cosmi, nonostante la presenza in rosa di elementi di ruolo, ha scelto di «reinventare» centrale Giacomazzi? Il capitano, diplomaticamente, non azzarda risposte. Si limita a ricordare che «Christian Obodo è un mediano di grandi qualità, così come Giandonato, nonostante la giovane età» e che «in organico, oltre a me, ci sono altri compagni che fanno bene la mezz’ala».

Insomma, come sempre, «Giaco» si adegua e pensa solo al bene del Lecce. «Ci aspetta un’altra partita che non voglio considerare decisiva - puntualizza - ma come sempre molto importante». Non si nasconde che «a Novara bisogna fare risultato, che contro una diretta concorrente diventerebbe ancor più prezioso». Ma il centrocampista fa notare che affrontare la sfida coi piemontesi in uno stato d’animo da ultima spiaggia sarebbe pericoloso. «Mancano ancora dieci partite e l’errore da non commettere è quello di perdere la testa. Bisogna avere la capacità di soffrire e di gestire i momenti critici delle gare senza lasciarsi prendere dall’ansia. Altrimenti sono guai».

Giacomazzi è convinto che, fino al Siena, «tutte le squadre che oggi ci precedono non sono al riparo da rischi, Fiorentina compresa. Ma noi non dobbiamo pensare alle altre, concentriamoci sul Novara, il resto si vedrà».

Il capitano ammette che nelle ultime tre esibizioni il Lecce non ha avuto un buon approccio alla gara, «anche se la prestazione col Palermo è difficile da giudicare visto che abbiamo giocato in dieci per quasi tutta la gara». I rimpianti per il pareggio restano visto che «dopo un ottimo avvio, in cui dopo il vantaggio potevamo chiudere i conti, poi ci siamo complicati la vita gestendo male alcune situazioni di gioco».

A Novara dovrebbe rientrare Cuadrado, che Giacomazzi considera un elemento «capace di fare la differenza dalla metà campo in su grazie al suo eccezionale cambio di passo».

Una freccia in più che il capitano si augura torni domenica nell’arco del Lecce. «Perché i tre punti sono vitali e da qualche parte dobbiamo pur prenderli. Bisogna cercare di vincere, ma per riuscirci - insiste - dobbiamo giocare una partita molto intelligente».

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