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Cras Taranto finale con Schio in Coppa Italia

SCHIO - Final four di Coppa Italia: primo obiettivo centrato. La semifinale se l’aggiudica il Cras che, nel primo atto della “Val Venosta Cup”, a Schio, supera il Bracco Geas Sesto San Giovanni con il +17 finale dopo aver dominato dal primo pallone, emettendo l’acuto al 32’ col +26. Domani alle 17 (diretta su Rai Sport 2, 228 del bouquet Sky e 58 del digitale terrestre) ci sarà la finalissima contro Schio
Cras Taranto finale con Schio in Coppa Italia
CRAS-BRACCO GEAS 69-52

CRAS TARANTO: Sottana 6, Mahoney 11, Ballardini 15, Godin 7, Vaughn 17; Gianolla 2, Siccardi, Greco 5, Giauro 4, Melnika 2. All. Ricchini.

BRACCO GEAS SESTO SAN GIOVANNI: Haynie 11, Crippa 7, Zanoni 2, Summerton-Hodges 6, Halvarsson 10; Arturi 2, Gambarini, Zanon 9, Pastorino ne, Michailova 5. All. Montini. All. Ricchini.

ARBITRI: Bramante di Verona e Maschietto di Treviso.

PARZIALI: 25-14, 44-26, 59-36, 69-52.

NOTE: T2 Cras 26-52, Bracco Geas 24/42; T3 Cras 1/14, Bracco Geas 0/10; TL Cras 14/16, Bracco Geas 4/6.

SCHIO - Final four di Coppa Italia: primo obiettivo centrato. La semifinale se l’aggiudica il Cras che, nel primo atto della “Val Venosta Cup”, a Schio, supera il Bracco Geas Sesto San Giovanni con il +17 finale dopo aver dominato dal primo pallone, emettendo l’acuto al 32’ col +26. Domani alle 17 (diretta su Rai Sport 2, 228 del bouquet Sky e 58 del digitale terrestre) ci sarà la finalissima contro Schio, che ha battuto Umbertide 59-49.

LA PARTITA - Taranto subito sul filo della concentrazione, ma funziona meglio l’attacco della difesa, che concede troppo sotto le plance, dove Halvarsson ci sguazza. Al 5’, per tale anomalia, con la sua squadra sul +4, coach Ricchini chiama timeout. L’effetto è salutare perché la sua squadra stringe i bulloni del reparto arretrato ed il Bracco Geas mostra la prima sofferenza. Contestualmente l’attacco cresce, sfruttando la varietà dell’offerta della cabina di regia Gianolla-Ballardini-Mahoney (il trio concede anche punti) ed il dominio sotto le plance con Vaughn (17 punti e 7 rimbalzi) in gran spolvero. La conseguenza è che Taranto cali il parziale di 9-0 col quale va al primo riposo istituzionale col +11.

Il vantaggio aumenta nel secondo atto. All’11’ Ballardini fa l’11-0 che vale il +13. Il coach di Sesto si danna ma è il Cras che conduce con freddezza, toccando il +18 al 18’ ed al 17’ quando è entrata anche l’ultima arrivata Melnika. La sua pari ruolo Vaughn firma un canestro d’accademia al 18’ che vale il 42-26, ma il gesto le provoca un movimento irregolare e leggermente doloroso. Precauzionalmente la “lunga” del Bronx finisce in panca tra le mani dei sanitari. Un altro paio di minuti di gioco e Taranto va negli spogliatoi con il rassicurante +18 in tasca.

Il Cras resta concentrato e torna in campo convinto dei suoi mezzi. Ballardini intona l’orchestra con canestri e difese spettacolari. L’ala romagnola (15 punti e l’unico tiro da tre segnato dalla sua squadra che è floscia in questo fondamentale: 7%) ci mette mani e testa sul +23 del 24’ che è anche l’effetto della stretta difensiva jonica. Taranto controlla e chiude il terzo parziale sul +23. Un attimo prima Arturi entra in scivolata su Gianolla, che subisce un colpo doloroso al piede sinistro. Immediate le cure dello staff medico. La play rientrerà nel quarto atto in corso, quando Sesto prova a dimenarsi, dopo il -26 tarantino (massimo distacco del match) del 32’. L’ex Zanon ispira il -16 del 36’. Sesto non può andare oltre questo sforzo, ovvero il suo 10-0. I minuti finali riconsegnano definitivamente nelle mani di Taranto la partita.

RICCHINI: “E’ IL PRIMO PASSO” - Roberto Ricchini condivide l’analisi della stampa a fine match: “La concentrazione della mia squadra, messa sin dal primo pallone, è stata decisiva. Temevo questo match – svela l’allenatore – perché conosco la forza di Sesto San Giovanni, che non a caso era stato l’ultimo avversario a batterci in campionato. Sono felice che il mio gruppo, oltre alla tattica ed alla tecnica, ci abbia messo la testa. Bene così, ma è solo il primo passo di questa final four”.

Dopo il primo successo nella “Val Venosta Cup”, cosa si aspetta domani dal Cras nella finale? “Indipendentemente dall’avversario da affrontare – risponde l’allenatore piemontese – ci vorrà il cuore oltre all’intelligenza ed allo smalto cestistico. Di chiunque andrà in campo”. Comprese le ammaccate Vaughn (movimento irregolare alle ginocchia ma nulla di grave), Gianolla (botta al piede sinistro, prontamente curato) e Giauro (noie ad una caviglia). “Nelle finali giocano anche le acciaccate, che sono sicuro recupereranno per domani”. Ricchini è già concentrato, a meno di un giorno dalla finale.

BALLARDINI: “UNA PARTITA INTENSA” - La faccia di Simona Ballardini è quella di un bel diavoletto. Bella e traditrice, come la sua pallacanestro, che ha mostrato anche nella semifinale di Coppa Italia. Al PalaCampagnola, dove la cestista di Faenza ha giocato un decennio fa prima di rinunciare forzatamente (ginocchio rotto) alla Wnba americana, la “Simo” ha contribuito al successo rossoblù con i suoi 15 punti di buona fattura. “Ma io non parlo di me, bensì della squadra, che ha attuato una prestazione maiuscola con la sua tattica compatta” esordisce Ballardini, che ama dire sempre la verità. Complimenti comunque accettati per la sua buona partita. “Sesto San Giovanni? Penso abbia sofferto la nostra fisicità dall’inizio – risponde Ballardini – ma non è stato semplice batterla. Ora pensiamo alla finale, che ovviamente vogliamo vincere”.

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