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Taranto, col Benevento  la beffa arriva nel finale

di LORENZO D'ALO'
TARANTO - Continua l’estenuante sgocciolio di pareggi. Il Taranto rimedia il sesto della serie nella Prima Divisione di calcio, lasciando sfiorire la vittoria al culmine di una partita contraddittoria. Il pari matura in un clima di sfiducia strisciante (spalti semivuoti) e di latente insoddisfazione (deluse le attese dei calciatori). Ionici in vantaggio con Di Deo al 57', pareggia Siniscalchi al 92’
Taranto, col Benevento  la beffa arriva nel finale
TARANTO-BENEVENTO1-1 

TARANTO: Bremec 6; Cutrupi 5.5, Coly 6.5, Di Bari 5.5; Antonazzo 6, Di Deo 6.5 (45' st Pensalfini sv), Sciaudone 6; Rantier 6 (23' st Bradaschia 6), Girardi 6 (31' st Giorgino sv), Alessandro 6. A disp. Faraon, Prosperi, Garufo, Mendicino. All. Dionigi.

BENEVENTO: Gori 6; D'Anna 6, Siniscalchi 6.5, Rinaldi 6, Frascatore 6.5; La Camera 5.5 (23' st Sy 5.5), Rajcic 6, De Vezze 6 (27' st Luisi sv); Cia 5.5 (19' st Carretta 5.5), Altinier 5.5, Pintori 6. A disp. Mancinelli, Signorini, Anaclerio, Kanoute. All. Imbriani.

ARBITRO: Rocca di Vibo Valentia (Donino-Garita).

RETE: st 12' Di Deo, 47' Siniscalchi.

NOTE: angoli 1-4 per il Benevento. Ammoniti: Alessandro e Di Deo del Taranto; Frascatore e Luisi del Benevento. Spettatori 5006 (abbonati 1171) per un incasso di 42.449, 50 euro. Recupero 1' pt, 4' st.

di Lorenzo D'Alò

TARANTO - Continua l’estenuante sgocciolio di pareggi. Il Taranto rimedia il sesto della serie, lasciando sfiorire la vittoria al culmine di una partita contraddittoria. Il pari matura in un clima di sfiducia strisciante (spalti semivuoti) e di latente insoddisfazione (deluse le attese dei calciatori).

Dionigi cambia abbastanza. Aggiorna la difesa con Cutrupi (Sosa è out) e Di Bari (panchina per Prosperi). Sceglie la gamba di Antonazzo per chiudere a destra la linea mediana. Ma la novità più vistosa riguarda l’attacco. Gioca Girardi al centro del tridente. Scelta forte e un po’ disperata. Rimanda alla questione irrisolta del gol. È un tentativo. Dopo tanto Guazzo e una spruzzata di Mendicino, torna Girardi, che all’alba della stagione rappresentava la soluzione principe. Il «giraffone» campano si piazza tra gli esterni alti che partono a piede invertito. Il Taranto è 3-4-3. Imbriani avrebbe voluto confermare in blocco il Benevento vittorioso sul Pisa. Ma l’assenza forzata di Montini lo costringe a puntare su Altinier come attaccante centrale. Resta, ovviamente, immutato il modulo: 4-3-3.

A scuotere inizialmente la partita è il Benevento, che muove la palla con sagacia, sfruttando il campo in ampiezza e in profondità. Funzionano le catene laterali: Cia (a destra) e Pintori (a sinistra) ricevono il sistematico raddoppio degli esterni bassi. La manovra respira. Ad orientarla è Rajcic, vertice basso di un triangolo che si avvale degli inserimenti di La Camera e della cucitura di De Vezze. Il Taranto, invece, sembra sotto l’effetto di un potente sedativo. Ha un approccio da squadra preoccupata e confusa. Letture ritardate e ingenuità diffuse impediscono il naturale sviluppo della trama. Non c’è rabbia nelle occasionali ripartenze dei rossoblù. Occasionali perché è spesso l’errore in alleggerimento degli avversari ad innescarle. Per oltre mezz’ora quella del Taranto è una recita stanca. Non ci sono comportamenti elusivi o clamorose mancanze. Però è chiara la differenza. Il Benevento scintilla in appoggio perché è una squadra serena. Il Taranto s’incaglia in disimpegno perché è una squadra turbata. In equilibrio, comunque, gli spunti di cronaca. Due situazioni favorevoli per il Taranto: il sinistro al volo di Rizzi che si stampa sul palo più vicino (27’) e la conclusione centrale di Coly (40’). E due opportunità propizie per il Benevento: il tiro impreciso di La Camera (4’) e il sinistro bislacco di Siniscalchi, liberato in area (46’).

Nella ripresa, dopo dodici minuti, il Taranto riemerge come uno scoglio durante la bassa marea. Ed apre uno squarcio nelle sicurezze del Benevento. A far ripartire l’azione è Di Bari (anticipo puntuale). A darle un indirizzo è Rantier (cross calibrato). A rifinirla è Di Deo, centravanti di scorta, che svetta di testa e infila l’ex Gori. Il gol cristallizza la partita. Almeno, così sembra. Il Taranto usa ciò che resta della seconda frazione per riabilitarsi. Si cautela con il centrocampo a cinque. E dà netta la sensazione di potercela fare. Ma il Benevento, divenuto nel frattempo 4-2-3-1, colpisce al secondo dei quattro minuti di recupero. È Siniscalchi, di testa, ad indirizzare in porta la punizione-cross di Pintori. È il gol del pareggio. E sa tanto di beffa.

LA CLASSIFICA - Ternana 56 punti; Taranto*** 50; Pro Vercelli 47; Carpi 44; Sorrento** 43; Benevento** 42; Foggia**, Lumezzane 36; Avellino 35; Tritium 34; Pisa 31; Como** 30; Reggiana** 28; Monza** 25; Spal**** 24; Viareggio 22; Pavia 20; Foligno**** 16. ** Como, Reggiana, Benevento, Foggia, Sorrento 2 punti di penalizzazione *** Taranto 3 punti di penalizzazione **** Foligno, Spal 4 punti di penalizzazione

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